Sentenze sul P.I.: previsioni regolative, operative e programmatiche del PI

15 Mag 2013
15 Maggio 2013

Previsioni regolative, operative e programmatiche del PI

Il T.A.R. Veneto, sez. II, nella sentenza del 09 maggio 2013 n. 688, si occupa della distinzione tra le previsioni urbanistiche regolative, quelle operative e programmatiche del Piano degli Interventi, chiarendo che: “A ciascuna tipologia di prescrizioni è assegnata una funzione precisa, in rapporto alle esigenze di disciplina dell’organizzazione del territorio, immediata o programmata nel tempo, nello spirito di attuazione delle previsioni contenute nel PAT.

E’ così stato previsto che per quanto riguarda il normale esercizio dell’attività conformativa del territorio da parte dell’autorità comunale dovranno essere osservate le prescrizioni regolative, riferite in modo particolare all’attività edilizia della città esistente e del territorio aperto: trattasi quindi della disciplina ordinaria, di gestione della situazione esistente al momento dell’approvazione del piano.

Le altre due tipologie sono invece rivolte a disciplinare l’attività edilizia nella prospettiva di realizzare interventi di trasformazione ed espansione dell’esistente: trattasi di attività programmate sulla base di previsioni quinquennali, quindi di previsioni interessanti interventi che avranno realizzazione nel tempo, nell’ottica di trasformazione della realtà esistente, seguendo gli obiettivi indicati dal PAT (previsioni operative) ovvero di previsioni di più ampio periodo, che superano il quinquennio, e che dovranno tenere conto anche degli sviluppi ed integrazioni dello stesso Piano degli Interventi (previsioni programmatiche).

Per quanto riguarda in particolare le previsioni operative, che individuano le aree e gli immobili nei quali sarà possibile realizzare gli interventi di trasformazione dell’esistente o di espansione, è prevista l’applicazione della normativa dettata dalla legge regionale n. 11/2004, consentendo la presentazione da parte dei soggetti privati di “manifestazioni di interesse” che, una volta ritenute ammissibili in quanto compatibili con il PAT e gli obiettivi dell’amministrazione, contribuiranno ad integrare la disciplina dettata dal PI, mediante l’elaborazione di una “scheda norma”, che provvederà a regolare direttamente l’area di riferimento, sostituendosi alle norme di piano.

Appare quindi evidente il rapporto intercorrente fra le previsioni di tipo regolativo e quelle di tipo operativo, anche da un punto di vista temporale: con le prime si intende disciplinare la situazione esistente al momento della elaborazione del piano degli interventi, con le seconde si intendono disciplinare, favorendo la collaborazione con i privati, le operazioni di trasformazione e di espansione del territorio.

In quest’ottica, appare chiara la funzione di sostanziale “salvaguardia” affidata alle prescrizioni regolative, affinché, nell’attesa dell’attuazione degli interventi di trasformazione previsti dal piano, non intervengano modifiche tali da compromettere il raggiungimento degli obiettivi di programmazione urbanistica”.

La sentenza del TAR Veneto sul P.I. citata in questo post è allegata al primo post datato 15 maggio 2013, avente per oggetto le sentenze del TAR Veneto sul P.I. di Verona.

dott. Matteo Acquasaliente

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1 reply
  1. fiorenza dal zotto says:

    nel leggere le sentenze che il bravissimo e aggiornatissimo geom. iselle ci ha trasmesso e che ringrazio davvero, facevo alcune riflessioni sul carattere perequativo e conformativo del pat, aspetti questi che hanno evidenti correlazioni. Alla fine, il pat continua ad assumere anche una valenza conformativa e quindi anche a ridurre, conseguentemente, gli effetti perequativi auspicati dalla legge stessa. Questione assai difficile, ma che forse merita degli approfondimenti disciplinari, proprio alla luce di queste prime importanti sentenze. Sarebbe anche interessante approfondire quali ricadute vi siano in termini economici (ovvero sul valore di vendita degli immobli) di tale previsioni a livello strategico, anche in relazione agli effetti che tali valori determinano sul piano fiscale e tributario.
    fiorenza dal zotto

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