Rimedi avverso il silenzio-inadempimento della P.A.

08 Apr 2026
8 Aprile 2026

Il TAR Veneto ha affermato che l’asserita inerzia della P.A. nell’adozione di un provvedimento conclusivo di un procedimento avviato ad istanza di parte si qualifica come silenzio-inadempimento, che legittima l’istante ad esperire il solo rimedio dell’azione ex art. 117 c.p.a.

La tutela così garantita è quella di ottenere un ordine del giudice che obblighi la P.A. a concludere il procedimento con l’adozione di un provvedimento espresso entro un certo termine, non certo quella di sostituire il provvedimento mancante secondo il sindacato del Giudice adito.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Silenzio-inadempimento e nuova istanza del privato idonea ad avviare un nuovo procedimento

08 Apr 2026
8 Aprile 2026

Il TAR Catania ha affermato che l’art. 31, co. 2 c.p.a. prevede, al I periodo, il termine decadenziale di un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento per proporre l’azione avverso il silenzio, mentre al II periodo fa salva la riproposizione dell’istanza di avvio del procedimento: quest’ultima deve intendersi come una nuova istanza, con conseguente apertura di un procedimento del tutto nuovo, che non può consistere semplicemente (o essere sostituita) da un invito o diffida a provvedere sulla originaria richiesta e, dunque, a definire l’originario procedimento.

La diffida a provvedere può essere equiparata a una nuova istanza, purché, tuttavia, ne ricorrano i presupposti. È, quindi, necessario che l’atto, formalmente qualificato come diffida, contenga una richiesta di riapertura del procedimento amministrativo e non sia un mero sollecito a concludere quello pendente, giacché, diversamente opinando, si priverebbe di rilevanza il termine previsto dall’art. 31, co. 2 cit. e si consentirebbe all’interessato di procrastinare a suo piacimento la decadenza processuale ivi stabilita.

Una diversa lettura dell’art. 31, co. 2 cit. si risolverebbe, se non in una vera e propria interpretatio abrogans della disposizione quanto al termine per agire in giudizio (termine peraltro già significativamente ampio per reagire avverso il contegno inerte della P.A.), nella privazione di ogni rilievo giuridico del termine medesimo, consentendosi all’interessato una fin troppo agevole elusione dello stesso mercé la posticipazione ad libitum - semplicemente attraverso la presentazione di diffide - della scadenza del termine per agire contra silentium, in contrasto con la ratio della disposizione medesima, che è quella di fissare un termine ultimo per proporre ricorso, in applicazione di esigenze di certezza del diritto e delle situazioni giuridiche.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La decadenza annuale dell’azione avverso il silenzio-inadempimento ha effetti meramente processuali e non sostanziali

08 Apr 2026
8 Aprile 2026

Il TAR Veneto ha escluso che il termine annuale previsto dall’art. 31, co. 2 c.p.a. produca una decadenza sostanziale che colpisca la posizione soggettiva, atteggiandosi invece a mera sanzione processuale che non impedisce la proposizione di un autonomo giudizio a seguito della presentazione di una nuova istanza volta al conseguimento del provvedimento amministrativo.

La decorrenza del termine annuale incide soltanto sul piano processuale, senza che si produca nessuna vicenda estintiva dell’interesse legittimo pretensivo sotteso all’iniziativa procedimentale di parte: pertanto, se tale situazione giuridica soggettiva persiste in capo al cittadino anche dopo un anno dalla formazione del silenzio-inadempimento, sussiste la legittimazione a riproporre l’istanza di avvio del procedimento e, conseguentemente, a promuovere l’azione avverso il silenzio.

Stante la natura del termine, in una con la relativa ratio, la diffida a provvedere va equiparata ad una nuova istanza ai sensi dell’art. 31, co. 2 c.p.a.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’acquisizione sanante in materia idraulica

08 Apr 2026
8 Aprile 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che, in materia di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, è legittimo il provvedimento con cui la P.A. dispone l’acquisizione al proprio patrimonio indisponibile di un bene immobile già occupato sine titulo e trasformato per finalità di pubblico interesse, qualora risulti adeguatamente motivata la sussistenza di attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico, prevalenti rispetto all’interesse del privato alla restituzione, nonché l’assenza di ragionevoli alternative, essendo irrilevanti sia le vicende (anche privatistiche) che hanno dato origine all’occupazione, sia l’eventuale esistenza di precedenti accordi non perfezionati o di procedimenti espropriativi non conclusi.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Decreto-legge in materia di prezzo del petrolio e aiuti alle imprese

07 Apr 2026
7 Aprile 2026

Con il d.l. 3 aprile 2026, n. 42 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 78 del 03.04.2026), in vigore dal 04.04.2026, sono state approvate disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali, nonché in favore delle imprese.

Il d.l. 42/2026 è consultabile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/04/03/26G00061/sg.

Post di Alberto Antico – avvocato

Nuova modulistica standardizzata: SCIA per strutture ricettive

07 Apr 2026
7 Aprile 2026

Con l’accordo ex art. 24, co. 3 d.l. 90/2014, come convertito dalla l. 114/2014, sull’Agenda per la semplificazione amministrativa - nuova modulistica standardizzata, del 18 marzo 2026, rep. atti n. 22/CU (pubblicato in G.U., Serie generale n. 77 del 02.04.2026), la Conferenza unificata Stato, Regioni ed Enti locali ha approvato, ai sensi dell’art. 2, co. 1 d.lgs. 126/2016, i moduli aggiornati di SCIA per strutture ricettive all’aria aperta, strutture ricettive alberghiere e strutture ricettive extra-alberghiere.

L’accordo è disponibile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-04-02&atto.codiceRedazionale=26A01598&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

Sul preavviso di rigetto

07 Apr 2026
7 Aprile 2026

Il T.A.R. Veneto ricorda che il preavviso di rigetto, ex art. 10 bis della l. n. 241/1990, deve essere coerente con il provvedimento finale adottato dall’ente che, in quanto tale, non può indicare nel diniego motivazioni non contenute nella precedente comunicazione dei motivi costatativi. Nel caso di specie, il preavviso di rigetto lamentava la violazione della distanza dai confini, mentre nel provvedimento finale era stata sollevata, per la prima volta, il mancato rispetto della distanza tra fabbricati.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Interventi di riqualificazione di un impianto sportivo: il titolo edilizio presuppone la valutazione acustica?

07 Apr 2026
7 Aprile 2026

Nel caso di specie, il Comune disponeva la concessione dell’immobile e dell’area di alcuni impianti sportivi inglobati in una lottizzazione, con contestuale approvazione del progetto definitivo ed esecutivo per gli interventi di riqualificazione.

Un privato lottizzante lamentava la mancata presentazione della valutazione previsionale di impatto acustico (VPIA).

Il TAR Veneto ha affermato che la mancata allegazione della VPIA non riveste una portata viziante, in quanto non si tratta di un documento inderogabilmente previsto ai fini della assentibilità dell’intervento edilizio, rilevando piuttosto nella successiva fase di avvio dell’esercizio d’attività, allorquando l’esigenza di tutela diviene attuale. In definitiva, è un requisito condizionante l’avvio dell’attività, non dell’intervento edilizio destinato ad ospitarla.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Cosa succede se il privato presenta una CILA o una SCIA per un intervento edilizio soggetto a PdC?

07 Apr 2026
7 Aprile 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che l’utilizzo di SCIA o di una CILA per interventi che, per natura e caratteristiche, richiederebbero il permesso di costruire (come le nuove costruzioni non precarie) configura un’attività sine titulo. In tali casi, l’attività di vigilanza e repressione dell’Ente locale ex artt. 27 e 31 d.P.R. 380/2001 non è soggetta al termine previsto dall’art. 19, co. 6-bis l. 241/1990 per l’esercizio del potere inibitorio, né a quello di cui all’art. 21-nonies l. cit. per l’esercizio del potere di inibitoria in autotutela.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il manufatto precario

07 Apr 2026
7 Aprile 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che è qualificabile come manufatto precario soltanto quell’opera strutturalmente destinata alla rimozione, una volta cessata l’esigenza contingente che ne ha giustificato la realizzazione. Non rientrano in tale categoria gli interventi di stabile trasformazione del territorio, qualificabili in termini di nuove costruzioni che presentano caratteristiche costruttive (nella specie, basamento in calcestruzzo, pareti in legno, copertura a coppi con orditura primaria e secondaria, aperture finestrate) e una destinazione funzionale volte a soddisfare esigenze non temporanee.

Post di Alberto Antico – avvocato

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