Sul pregiudizio paesaggistico

20 Nov 2025
20 Novembre 2025

Il TAR Veneto ricorda che il pregiudizio paesaggistico non si riduce ad una valutazione meramente estetica, dovendosi verificare l’impatto ambientale e a livello di creazione o meno di nuovi volumi (nel caso di specie, è stata ritenuta non compatibile a livello paesaggistico una piscina ancorata ad una piattaforma di cemento sporgente dal suolo).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Il diniego di compatibilità paesaggistica nel caso di volumi o superfici è un atto vincolato?

20 Nov 2025
20 Novembre 2025

Il TAR Veneto ha risposto di sì.

E infatti, l’avvenuto accertamento dell’esistenza di volumi e superfici in zona vincolata impediscono il rilascio della compatibilità paesaggistica, essendo irrilevante l’eventuale contributo del privato (non interpellato mediante comunicazione ex art. 10-bis). In sede di giudizio, peraltro, il ricorrente non aveva contestato l’esistenza in sé dei nuovi volumi non previamente autorizzati, ma solamente sollevato censure formali.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Parco dei Colli Euganei e industrie giĂ  ivi stanziate

20 Nov 2025
20 Novembre 2025

Il TAR Veneto ha rammentato qual è la disciplina vigente nel Parco Regionale dei Colli Euganei, in particolare per quegli impianti industriali già esistenti e funzionanti all’interno dello stesso al momento della sua istituzione.

Seppure infatti sia previsto nel Piano Ambientale che devono essere definiti i tempi e i modi di prosecuzione dell’attività produttiva e della sua eventuale dismissione, ciò non comporta automaticamente la possibilità di bloccarla in modo unilaterale, dovendo prima – più ragionevolmente – disciplinarne lo svolgimento nella modalità più coerente possibile con l’interesse ambientale.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Prevalenza del vincolo

20 Nov 2025
20 Novembre 2025

Il TAR Veneto ha ricordato che il vincolo esistente su un immobile prevale rispetto a qualsivoglia provvedimento autorizzativo rilasciato sul fabbricato, in quanto il bene giuridico tutelato è superiore rispetto allo ius aedificandi del privato.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Assicurare la fiducia: la Corte dei conti ridefinisce la responsabilitĂ  del progettista pubblico nel nuovo Codice dei contratti

19 Nov 2025
19 Novembre 2025

Con la deliberazione n. 19 del 17 ottobre 2025, le Sezioni Riunite in sede di Autonomie della Corte dei conti offrono una svolta interpretativa di rilievo nel diritto amministrativo contemporaneo, chiarendo l’ambito di applicazione dell’obbligo di copertura assicurativa per i progettisti e i verificatori interni alla Pubblica Amministrazione.

Il Dottor Riccardo Renzi ha predisposto una nota sul tema.

Italia_Ius_Assicurare la fiducia

La nozione di pergotenda

19 Nov 2025
19 Novembre 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che deve qualificarsi come pergotenda un’opera costituita da una struttura con copertura retrattile e chiusura laterale con vetrate scorrevoli, se mantiene la destinazione esterna dello spazio senza trasformarlo in un ambiente stanziale chiuso e stabile. Tale qualificazione la colloca tra le opere di edilizia libera, ai sensi dell’art. 6 d.P.R. 380/2001 e del Glossario contenente l’elenco non esaustivo delle principali opere edilizie realizzabili in regime di attività di edilizia libera (d.m. Infrastrutture e trasporti 2 marzo 2018), non essendo quindi soggetta a titolo edilizio.

Nel caso di specie, vi era un dehors realizzato previa SCIA e costituito da una pavimentazione in gres porcellanato coperta da una tenda retrattile in pvc, quest’ultima sorretta da una struttura in alluminio su cui erano inseriti dei pannelli in vetro scorrevoli. Il Consiglio ha ritenuto che l’apposizione delle vetrate scorrevoli perimetrali fosse inidonea a trasformare lo spazio esterno in un ambiente stanziale chiuso e stabile e che, pertanto, potesse essere realizzate in regime di attività edilizia libera.

Ai fini della qualificazione di un’opera alla stregua di pergotenda assumono rilevanza due profili: le caratteristiche strutturali, nella specie consistenti nel carattere retrattile della tenda e nel carattere scorrevole delle vetrate di chiusura, e l’aspetto funzionale, in base al quale l’opera deve essere destinata a consentire la migliore vivibilità di uno spazio esterno, mantenendone la destinazione (pur non richiedendosi la temporaneità dell’esigenza sottesa alla realizzazione dell’opera, che può anche essere stabile nel tempo).

Post di Alberto Antico – avvocato

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Cosa succede se la P.A. sbaglia a citare la norma applicata nel provvedimento?

19 Nov 2025
19 Novembre 2025

Nel caso di specie, il Comune rilasciava un’ordinanza di demolizione citando erroneamente l’art. 34 d.P.R. 380/2001, quando in realtà dal contesto del provvedimento era chiaramente stato applicato il precedente art. 31.

Il TAR Veneto ha affermato che l’erronea indicazione degli estremi della normativa di riferimento nel provvedimento impugnato non assume rilievo in termini di legittimità, in quanto non impedisce di individuare i presupposti di fatto e le ragioni di diritto sottesi al provvedimento stesso. La qualificazione del provvedimento va operata in base all’esclusiva considerazione del potere effettivamente esercitato, e non in base alla qualificazione ad esso attribuita dalle parti o alle norme in esso citate.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Comunicazione dei motivi ostativi e revoca

19 Nov 2025
19 Novembre 2025

Il TAR Veneto precisa che l’art. 10-bis della l. n. 241/1990 non si applica nei casi di revoca del provvedimento, non trattandosi di procedimento su istanza di parte, anche se può essere che lo stesso trovi la propria fonte in una richiesta del privato. Inoltre, per poter essere considerata una mancanza “rilevante” il privato deve allegare o comunque indicare quali sarebbero stati gli elementi che avrebbe usato per contestare la comunicazione dei motivi ostativi, se la stessa fosse stata effettuata.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Il distributore dell’energia, anche se si trova in concordato preventivo, deve erogare il cd. bonus gas al venditore

19 Nov 2025
19 Novembre 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato la legittimità della deliberazione dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) che imponga al soggetto distributore del gas naturale di erogare il cd. bonus gas al venditore, ancorché il distributore si trovi in concordato preventivo: la circostanza che, per ragioni operative e di semplificazione, i benefici transitino attraverso il distributore e il venditore non implica che questi ultimi, sia pur temporaneamente, ne assumano la titolarità e, quindi, non esiste alcun credito da assoggettare alle regole concorsuali, venendo in rilievo mere poste economiche di transito da far confluire ai clienti finali, quali esclusivi titolari.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il (severissimo) vincolo idraulico: il TSAP nega che i regolamenti comunali possano derogarvi

18 Nov 2025
18 Novembre 2025

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che il vincolo di inedificabilità stabilito dall’art. 96, lett. f r.d. 523/1904 ha carattere legale e inderogabile, essendo volto ad assicurare la tutela del regime idraulico e il libero deflusso delle acque pubbliche, nonché a garantire la possibilità di manutenzione e ripristino degli alvei e delle opere idrauliche. Nessuna costruzione può essere edificata, né mantenuta, a distanza inferiore a 10 metri dal ciglio di sponda o dal piede dell’argine dei corsi d’acqua pubblici, e nessun regolamento comunale può derogare a tale distanza, trattandosi di materia riservata alla competenza dell’Autorità idraulica. Ne consegue che le opere realizzate in violazione del suddetto vincolo non sono suscettibili di condono ex art. 33 l. 47/1985. Il Comune, in presenza del vincolo, non dispone di alcun margine di discrezionalità, dovendo rigettare l’istanza di condono senza necessità di ulteriori valutazioni tecniche di compatibilità.

Il vincolo idraulico sussiste anche nel caso di corsi d’acqua tombati, poiché la copertura non ne fa venir meno la natura di acque pubbliche e permane la necessità di garantire l’accesso e la manovrabilità per interventi di manutenzione o ripristino. Pertanto, anche le opere realizzate sopra o in prossimità di corsi d’acqua tombinati devono rispettare la distanza minima di 10 metri dal ciglio di sponda e la loro collocazione entro la fascia di rispetto configura violazione del vincolo di inedificabilità assoluta.

Il Comune non ha competenza a stabilire, mediante propri regolamenti, distanze inferiori a quelle fissate dall’art. 96 cit., trattandosi di limite inderogabile di diritto pubblico posto a tutela del regime idraulico. Sono pertanto illegittime e prive di effetto derogatorio le disposizioni regolamentari comunali che riducano la fascia di rispetto dai corsi d’acqua, essendo la competenza in materia riservata all’Autorità idraulica ai sensi dell’art. 2 r.d. cit.

Il rilascio del certificato di abitabilità/agibilità non produce alcun effetto sanante rispetto alle eventuali violazioni urbanistiche o edilizie, non potendo surrogare né implicare il possesso di un valido titolo abilitativo. Il certificato di abitabilità attesta unicamente la conformità dell’immobile alle norme tecniche in materia di sicurezza, igiene e salubrità, ma non incide sulla legittimità edilizio-urbanistica dell’opera.

Post di Alberto Antico – avvocato

P.S. Segnaliamo, peraltro, che a Vicenza in alcuni casi, in forza di una preventiva intesa tra Genio Civile e Comune, sono state ridotte dal Comune le distanze per alcune porzioni di specifici corsi d'acqua, esaminati in modo puntuale dai due enti con una apposita istruttoria caso per caso. Probabilmente è l'unico modo col quale è possibile derogare alle distanze in forza di normative locali.

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