Sostituzione dell’impresa ausiliaria

13 Dic 2025
13 Dicembre 2025

Il TAR Brescia, in un appalto regolato dal d.lgs. 36/2023, ha affermato che la sostituzione dell’impresa ausiliaria può essere disposta solo se non c’è colpa da parte dell’ausiliata sull’assenza di un requisito di ordine speciale o di una causa di esclusione in capo all’ausiliaria.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Condono edilizio e silenzio-assenso: limiti applicativi in caso di falsa dichiarazione sulla data di ultimazione dei lavori

12 Dic 2025
12 Dicembre 2025

Il Dottor Riccardo Renzi ha redatto una nota su condono edilizio e silenzio-assenso: limiti applicativi in caso di falsa dichiarazione sulla data di ultimazione dei lavori.

Riflessioni a margine della sentenza del Consiglio di Stato, Sez. II, 27 giugno 2025, n. 5622

Riccardo_Renzi_Italia_Ius_Condono edilizio e silenzio

Requisiti per il condono del 1994

12 Dic 2025
12 Dicembre 2025

Il TAR Palermo ha affermato che vanno considerati alternativi e non cumulativi i due requisiti di non eccedenza dei 750 mc e di non superamento del 30% della volumetria legittimamente realizzata, contemplati nell’art. 39, co. 1 l. 724/1994, ai fini della condonabilità delle opere abusive ultimate entro il 31 dicembre 1993.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Si può progettare la demolizione dell’abuso edilizio, per tentare di salvare le parti conformi al titolo?

12 Dic 2025
12 Dicembre 2025

Nel caso di specie, un Comune ordinava la demolizione totale ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, avendo accertato una totale difformità dell’intervento eseguito rispetto al titolo abilitativo: la costruzione assentita, consistente in una villetta su tre livelli – di cui uno seminterrato, uno rialzato e un altro a mansarda – si era trasformata in un fabbricato di cinque piani fuori terra.

Il Consiglio di Stato (premettendo che la legittimità dell’ordinanza di demolizione era ormai consolidata dal passaggio in giudicato delle relative sentenze) ha affermato che il privato può, se lo ritiene, proporre alla P.A. un progetto di demolizione che tenga conto della individuazione delle parti ritenute conformi, su cui la P.A. stessa si dovrà pronunciare senza che tuttavia il Comune sia tenuto all’accertamento istruttorio richiesto dal privato: sarà onere di quest’ultimo dimostrare la conformità di parte dell’edificio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’azione risarcitoria nei confronti della P.A.

12 Dic 2025
12 Dicembre 2025

Nel caso di specie, l’ARPA provvedeva, da un lato, a elevare un verbale di contestazione di violazione amministrativa ex art. 29-quattuordecies d.lgs. 152/2006 e, dall’altro, a emettere un provvedimento di diffida ex art. 29-decies, co. 9, lett. a d.lgs. cit. al rispetto di una prescrizione dell’AIA nei confronti di una società agricola.

Onde non incorrere nella revoca dell’AIA e nella chiusura dell’attività, la società impugnava gli atti, ma ottemperava alla diffida.

Nel frattempo, l’ARPA archiviava il procedimento sanzionatorio, in ragione dell’infondatezza dei rilievi relativi all’inosservanza della prescrizione. Successivamente, ritirava la diffida.

Il Consiglio di Stato ha affermato che deve ritenersi sussistente la sopravvenuta carenza di interesse all’annullamento di un atto di diffida derivante, non già dall’intervenuta ottemperanza, ma dal successivo atto di ritiro della stessa, a condizione di interpretare e qualificare tale atto come annullamento d’ufficio, ovvero di esercizio di un potere di secondo grado, finalizzato a rimuovere l’atto (illegittimo) in precedenza adottato.

Alla qualificazione dell’atto di ritiro della diffida adottato dalla P.A. come atto di autotutela consegue la conversione ex art.  32, co. 2 c.p.a. dell’azione di annullamento in azione sull’accertamento dell’illegittimità dell’atto di ritiro, nella parte in cui, pur eliminando la precedente diffida, ne conferma la legittimità, sussistendo un interesse ad accertare tale illegittimità, non solo ai fini risarcitori, ma anche conformativi della futura attività ispettiva. La fondatezza di detta azione è resa manifesta dall’intervenuto atto di autotutela.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Dichiarazioni non veritiere

12 Dic 2025
12 Dicembre 2025

Il TAR Veneto ha annullato un titolo edilizio su un immobile per il quale era stato dichiarato che non erano stati mai stati rilasciati altri titoli, quando invece tali provvedimenti erano stati adottati, con conseguente carenza dell’istruttoria comunale.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Approvato il codice degli incentivi (alle imprese)

11 Dic 2025
11 Dicembre 2025

Con il d.lgs. 27 novembre 2025, n. 184 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 286 del 10.12.2025), è stato approvato il codice degli incentivi (di 28 articoli), consultabile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-12-10&atto.codiceRedazionale=25G00192&elenco30giorni=false.

Ai sensi dell’art. 1, il codice si prefigge l’obiettivo di armonizzare la disciplina di carattere generale in materia di incentivi alle imprese, definendo i principi generali che regolano i procedimenti amministrativi concernenti gli interventi che prevedono agevolazioni alle imprese e recando le occorrenti disposizioni per l’utilizzo della strumentazione tecnica funzionale; sono esclusi gli incentivi fiscali senza attività istruttoria valutativa, quelli sulle accise e quelli contributivi.

Post di Alberto Antico – avvocato

Onere della prova della datazione dell’abuso edilizio

11 Dic 2025
11 Dicembre 2025

Il Consiglio di Stato ha ricordato che è in capo al proprietario (o al responsabile dell’abuso), assoggettato a ingiunzione di demolizione, l’onere di provare il carattere risalente del manufatto. Tale conclusione vale non solo per l’ipotesi in cui si chiede di fruire del beneficio del condono edilizio, ma anche in generale per poter escludere la necessità del previo rilascio del titolo abilitativo, ove si faccia questione, appunto, di opera risalente ad epoca anteriore all’introduzione del regime amministrativo autorizzatorio dello ius aedificandi.

Tale onere discende attualmente dagli artt. 63, co. 1 e 64, co. 1 c.p.a. in forza dei quali spetta al ricorrente l’onere della prova in ordine a circostanze che rientrano nella sua disponibilità. Detto onere, prima ancora che di carattere processuale, vale nei rapporti tra l’interessato e la P.A., la quale in termini generali, in presenza di un manufatto non assistito da un titolo abilitativo che lo legittimi, ha solo il potere dovere di sanzionarlo ai sensi di legge.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Opera abusiva che interferisce con le acque pubbliche, in zona di vincolo paesaggistico: niente tolleranze costruttive, né sanatorie

11 Dic 2025
11 Dicembre 2025

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che, in tema di opere edilizie realizzate in alveo fluviale, la realizzazione di un muro spondale in difformità dall’autorizzazione edilizia, con restringimento della sezione d’alveo e in assenza delle opere di mitigazione ambientale prescritte, impone la rimessione in pristino ai sensi degli artt. 27, 31, 32 e 35 d.P.R. 380/2001, nonché degli artt. 142 e 146 d.lgs. 42/2004, senza possibilità di ricorrere all’istituto della tolleranza costruttiva.

Nella specie il muro spondale, realizzato da una società lungo un torrente, invadeva l’alveo riducendone la sezione, era privo della testata inclinata e delle essenze arboree previste e non rispettava il vincolo paesaggistico, risultando insuscettibile di sanatoria.

In presenza di opera insistente su suolo demaniale su cui insiste un vincolo paesaggistico, non è ammissibile la qualificazione di difformità edilizie come tolleranze costruttive, ai sensi dell’art. 34-bis, co. 2 d.P.R. 380/2001.

Una SCIA edilizia presentata in sanatoria per opere abusive in zona vincolata, se priva della necessaria autorizzazione paesaggistica, è inefficace (tamquam non esset) e l’intervento edilizio cui essa si riferisce deve essere rimosso.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Istanza di sanatoria presentata in pendenza di un ordine di demolizione

11 Dic 2025
11 Dicembre 2025

Il TAR Palermo ha affermato che non è possibile sospendere un’ordinanza di demolizione emessa contro un abuso edilizio, con la richiesta di un titolo edilizio in sanatoria, ma occorre procedere con una formale istanza di accertamento di conformità o di condono.

La presentazione della domanda di sanatoria successivamente all’emanazione dell’ordinanza di demolizione, implica che la P.A. debba astenersi dall’esercizio del potere sanzionatorio, rinviando ogni determinazione all’esito del procedimento.

Post di Alberto Antico – avvocato

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