L’acquisizione sanante

15 Dic 2021
15 Dicembre 2021

Il TAR Catania ha affermato che, anche se l’art. 42-bis T.U. espropri non prevede un avvio del procedimento ad istanza di parte, il privato può comunque sollecitare la P.A. ad adottare l’acquisizione sanante, con conseguente obbligo per la P.A. di provvedere ex art. 2 l. 241/1990. In caso di inerzia, si potrà esperire l’azione avverso il silenzio-inadempimento ex artt. 31 e 117 c.p.a., con la precisazione che la giurisdizione del G.A. si radica in tutte le ipotesi in cui sussista una dichiarazione di pubblica utilità delle opere da realizzare (in mancanza, la giurisdizione spetta al G.O.).

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Criterio del prezzo nell’offerta economicamente più vantaggiosa

15 Dic 2021
15 Dicembre 2021

Il TAR Piemonte ricorda che nelle ipotesi di procedura ad evidenza pubblica da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, l’elemento del prezzo è fondamentale, e deve quindi essere in qualche modo indicato. L’applicazione dell’art. 95, co. 7 del d.lgs. n. 50/2016, che eccezionalmente permette di prescindere dall’offerta economica, è possibile solo nei casi in cui il prezzo o il costo fisso sia previsto come immodificabile negli atti di gara (il che non era il caso de quo).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Quando il vicino può impugnare il titolo edilizio: l’Adunanza Plenaria su vicinitas, interesse e legittimazione a ricorrere

14 Dic 2021
14 Dicembre 2021

L'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 22 del 2021 ha risposto ai seguenti quesiti sollevati dal Consiglio di Giustizia Amministrativa:

"a) se la vicinitas, sulla base dell’orientamento maggioritario sopra illustrato, è di per sé idonea non solo a legittimare l’impugnazione di singoli titoli edilizi, ma a evidenziare il profilo dell’interesse all’impugnazione;

b) se, viceversa, la vicinitas è idonea a dimostrare la sola condizione della legittimazione a ricorrere, e per l’effetto è necessario che il ricorrente dimostri lo specifico pregiudizio che l’iniziativa edilizia (posta in essere in violazione delle regole di settore) gli provoca;

c) in questo secondo caso (ai fini di un completo discernimento della questione), se tale dimostrazione deve essere sempre resa o solo nell’evenienza che la vicinitas non renda evidente lo specifico vulnus patito dal ricorrente;

d) nel caso in cui l’Adunanza plenaria aderisca all’impostazione di cui ai punti b) o c) come si debba apprezzare l’interesse ad agire nelle cause in cui si lamenta una violazione delle distanze (fra costruzioni) imposte dalla legge urbanistica:

- se il solo interesse deducibile sia la lesione della distanza tra l’immobile del ricorrente e quello confinante, o anche la lesione della distanza tra l’immobile confinante e una terza costruzione, non confinate con quella del ricorrente, o, in termini più generali, se rilevino anche le distanze fra due immobili di cui nessuno confinante ma comunque nel raggio visivo del ricorrente legittimato ad agire sulla base del requisito della vicinitas;

- se, a tal fine, rilevi la conseguenza evincibile di detta violazione, in termini di demolizione dell’intera opera del vicino, indipendentemente dal luogo interessato dalla violazione dedotta".

La risposta è la seguente:

"a) Nei casi di impugnazione di un titolo autorizzatorio edilizio, riaffermata la distinzione e l’autonomia tra la legittimazione e l’interesse al ricorso quali condizioni dell’azione, è necessario che il giudice accerti, anche d’ufficio, la sussistenza di entrambi e non può affermarsi che il criterio della vicinitas, quale elemento di individuazione della legittimazione, valga da solo ed in automatico a dimostrare la sussistenza dell’interesse al ricorso, che va inteso come specifico pregiudizio derivante dall’atto impugnato;

b) L’interesse al ricorso correlato allo specifico pregiudizio derivante dall’intervento previsto dal titolo autorizzatorio edilizio che si assume illegittimo può comunque ricavarsi dall’insieme delle allegazioni racchiuse nel ricorso;

c) L’interesse al ricorso è suscettibile di essere precisato e comprovato dal ricorrente nel corso del processo, laddove il pregiudizio fosse posto in dubbio dalle controparti o la questione rilevata d’ufficio dal giudicante, nel rispetto dell’art. 73, comma 3, c.p.a.;

d) Nelle cause in cui si lamenti l’illegittimità del titolo autorizzatorio edilizio per contrasto con le norme sulle distanze tra le costruzioni imposte da leggi, regolamenti o strumenti urbanistici, non solo la violazione della distanza legale con l’immobile confinante con quello del ricorrente, ma anche quella tra detto immobile e una terza costruzione può essere rilevante ai fini dell’accertamento dell’interesse al ricorso, tutte le volte in cui da tale violazione possa discendere con l’annullamento del titolo edilizio un effetto di ripristino concretamente utile, per il ricorrente, e non meramente emulativo".

Post di Daniele Iselle

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Rent to buy: un contratto che tutela il proprietario di beni immobili (e un po’ meno chi non ha i soldi per comprarli)

14 Dic 2021
14 Dicembre 2021

Riflessioni sulla natura e su alcune problematiche del contratto c.d. “rent to buy”.

Post di Vasco Egidio Meneguzzo – avvocato

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Opere edilizie realizzate nella fascia di rispetto idraulica

14 Dic 2021
14 Dicembre 2021

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha affermato che sussiste la giurisdizione del G.A. – e non del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche – laddove la controversia abbia ad oggetto provvedimenti adottati in preminente considerazione di interessi ambientali, urbanistici o di gestione del territorio, non direttamente ed immediatamente incidenti sul regime di sfruttamento delle acque e del demanio.

Nel caso di specie, era impugnata l’ordinanza di demolizione di immobili costruiti in violazione della fascia di rispetto idraulica ai sensi dell’art. 96, lett. f R.D. 523/1904.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Riproposizione dei motivi in grado di appello

14 Dic 2021
14 Dicembre 2021

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha affermato che alla parte vittoriosa in primo grado è consentito riproporre in appello i motivi di censura non esaminati o assorbiti in prime cure anche con semplice memoria non notificata, da depositarsi a pena di decadenza entro il termine per la costituzione in giudizio; in ogni caso, alla riproposizione può provvedersi anche con appello incidentale (cfr. art. 101, co. 2 c.p.a.).

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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L’acquisizione al patrimonio comunale

13 Dic 2021
13 Dicembre 2021

Il TAR Catania ha affermato che, ai sensi dell’art. 31, co. 3 T.U. edilizia, l’acquisizione al patrimonio comunale deriva automaticamente e direttamente, per effetto della legge, dall’inottemperanza all’ingiunzione di demolizione.

L’accertamento di tale inottemperanza, ai sensi del successivo comma 4, è necessario unicamente per provvedere all’iscrizione nei registri immobiliari ed all’immissione nel possesso, configurandosi come un mero atto ricognitivo avente natura dichiarativa.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Sanatorie e Piani di Recupero

13 Dic 2021
13 Dicembre 2021

Il TAR Piemonte afferma che non necessariamente la mancanza di un Piano di Recupero che preveda specificamente un immobile, ne comporta l’abusività: nel caso di specie, infatti, il Comune aveva previamente approvato un diverso Piano di Recupero con ad oggetto le stesse aree; in caso contrario, ritiene il G.A., verrebbe altrimenti compressa la portata eccezionale dell’art. 36. Inoltre, era stata successivamente inserita nello strumento urbanistico generale una tavola specifica che indicava chiaramente la posizione dell’immobile (e prima della sua costruzione senza titolo).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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La disciplina delle reti e servizi di comunicazione elettronica

13 Dic 2021
13 Dicembre 2021

E' stato pubblicato sul supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale„ n. 292 del 9 dicembre 2021 - Serie generale, il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 207 Attuazione della direttiva (UE) 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2018, che istituisce il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (rifusione).

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Il barbecue è un’opera accessoria?

10 Dic 2021
10 Dicembre 2021

Secondo la giurisprudenza no, trattandosi di un’opera stabilmente infissa al suolo ed alterante la conformazione dello stato dei luoghi. Essa, quindi, necessita di titolo abilitante e, se ricadente in zona di vincolo paesaggistico, anche di autorizzazione rilasciata dalla SS.BB.AA.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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