Accessi carrai

16 Mar 2021
16 Marzo 2021

Il TAR Veneto ha offerto una disamina dell’art. 46 d.P.R. 495/1992 (Regolamento di attuazione del codice della strada), come eventualmente integrato dai regolamenti comunali: qualora l’accesso dei veicoli alla proprietà laterale avvenga direttamente dalla strada, vi è l’obbligo di arretramento dei cancelli in modo da favorire la rapida immissione dei veicoli nella proprietà laterale, con due sole eccezioni.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Nullità per violazione o elusione del giudicato

16 Mar 2021
16 Marzo 2021

Il TAR Veneto ha ricordato la differenza tra violazione ed elusione del giudicato ex artt. 21-septies l. 241/1990 e 112 ss. c.p.a.

Nel caso di specie, il TAR ha dichiarato la nullità di una delibera di Consiglio comunale che reiterava la destinazione urbanistica dell’area del privato, già ritenuta contrastante con le previsioni del PAT con una precedente sentenza passata in giudicato, senza evidenziare nuove ragioni o nuovi elementi istruttori a sostegno della scelta operata.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Procedimenti relativi alle infrastrutture di comunicazione elettronica per impianti radioelettrici

16 Mar 2021
16 Marzo 2021

Il TAR Veneto ha esaminato la differenza tra gli artt. 87 e 87-bis d.lgs. 259/2003, cd. Codice delle comunicazioni elettroniche.

La prima norma prevede una fattispecie di silenzio-assenso per le istanze di autorizzazione e le denunce di attività dopo 90 giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda.

La seconda disciplina un procedimento semplificato, con una SCIA che può essere inibita entro 30 giorni dalla presentazione.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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La ristrutturazione edilizia e il pongovolume

15 Mar 2021
15 Marzo 2021

Vi ricordate il pongo, quel materiale plastico modellabile col quale giocavamo da bambini o facevamo i lavoretti a scuola?

Usavamo anche prodotti simili, come la plastilina o il DAS.

Mi è tornato in mente ragionando sulla evoluzione che il concetto di ristrutturazione ha subito nel corso del tempo.

Oggi, dopo il decreto semplificazioni (decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, in S.O. n. 24/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 178 del 16 luglio 2020, coordinato con la legge di conversione 11 settembre 2020, n. 120) sembra che si possa dire  che il volume esistente sia diventato un oggetto  che in sede di ristrutturazione edilizia si può rimodellare molto liberamente, così come se fosse il pongo.

Stabilire se un intervento edilizio su un volume esistente sia una ristrutturazione edilizia oppure una nuova costruzione comporta rilevanti differenze,  per esempio in tema di calcolo del contributo di costruzione, di percentuali IVA che si pagano ai fornitori o di possibilità di accedere al superbonus del 110.

In origine il concetto di ristrutturazione correva su binari molto stretti: bisogna rispettare il sedime,  la sagoma e il volume e non comprendeva la demolizione e la ricostruzione.

Quindi bastava poco perché un intervento su un edificio esistente non potesse essere qualificato come ristrutturazione e diventasse,  invece,  una nuova costruzione, con tutte le conseguenze del caso.

Poi il mondo è cambiato e adesso siamo arrivati molto lontani dal punto di partenza: siamo arrivati al pongovolume.

Facciamo un esempio, guardando il disegno qui sotto riportato: a sinistra c'è il lotto esistente, con un unico edificio, indicato con le linee tratteggiate, a destra c'è lo stesso lotto, diviso in due parti, ciascuna con un nuovo edificio da costruire

I due nuovi edifici a destra hanno un volume complessivo superiore a quell'edificio di partenza, in quanto l'indice del lotto lo consente.

Secondo un Comune, questo è un intervento di ristrutturazione edilizia con ampliamento.

Come fa il Comune a dire questo? Il Comune applica alla lettera quanto è scritto ora in una parte dell'articolo 3, comma 1, lettera d) del DPR 380: "Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi altresì gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’istallazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico. L’intervento può prevedere altresì, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana". 

Dunque il volume edilizio è diventato una sorta di  pongo che in sede di ristrutturazione si può modellare come meglio si vuole, senza più limiti di sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche?

Se è  così, va bene, l'importante è saperlo e tenerlo presente.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato 

Il R.E.T. non è immediatamente applicativo

15 Mar 2021
15 Marzo 2021

Il Consiglio di Stato conferma che le definizioni normative contenute nel Regolamento Edilizio Tipo (R.E.T.) che incidono sul dimensionamento dei Piani comunali non sono immediatamente applicative se l’ente locale non le ha ancora recepite nel termine previsto ex lege. La sentenza è particolarmente interessante perché, da un lato, ripercorre l’evoluzione normativa di tale strumento giuridico e, dall’altro lato, da atto dei contrapposti orientamenti giurisprudenziali circa l’immeditata applicabilità (o meno) del R.E.T.

Si ringrazia il prof. avv. Bruno Barel per la segnalazione.

Sul punto pubblichiamo anche un intervento tenuto dall'arch. Fiorenza Dal Zotto, dipendente comunale, in occasione del Convegno organizzato dalla Regione Veneto a conclusione del tavolo tecnico sul RET nel 2018.

InterventoDalZottoConvegno26marzo2018

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Piena conoscenza del provvedimento

15 Mar 2021
15 Marzo 2021

Il TAR Veneto ha ricordato che è sufficiente ad integrare il concetto di piena conoscenza la percezione dell’esistenza di un provvedimento amministrativo e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività della sfera giuridica del potenziale ricorrente, in modo da rendere percepibile l’attualità dell’interesse ad agire contro di esso.

Nel caso di specie, si trattava di un Permesso di Costruire, rispetto al quale il termine per l’impugnazione decorreva dal giorno di apposizione del cartello di cantiere.

Il PdC veniva impugnato con ricorso straordinario al Capo dello Stato oltre il termine di 120 giorni: il TAR ha aderito all’orientamento maggioritario secondo cui la tardiva instaurazione del procedimento giustiziale può essere accertata anche dal Giudice amministrativo innanzi al quale il ricorso sia stato trasposto.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Rettifica del provvedimento amministrativo

15 Mar 2021
15 Marzo 2021

Il T.A.R. si sofferma sulla rettifica del provvedimento amministrativo, chiarendone i presupposti.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Serve una Conferenza permanente Stato – Libere Professioni

12 Mar 2021
12 Marzo 2021
In Italia esiste e funziona bene un organo che si chiama Conferenza Stato - Regioni, istituìto con un D.P.C.M. del 1983, che serve per coordinare il rapporti tra lo Stato e le Regioni.
 
Da questo organo sono uscite idee importanti, come, per esempio, il Piano Casa.
 
Il Governo, in linea generale, si avvale poi del Consiglio di Stato come organo di consulenza giuridica, ai sensi dell'art 100 della Costituzione.
 
L'esperienza ci insegna, però, che molte cose non funzionano bene: per esempio, la settimana scorsa ho partecipato a un convegno online sul superbonus 110% insieme agli Ordini dei professionisti chiamati ad applicare tale incentivo (commercialisti, geometri, architetti, avvocati...) ed è risultato evidente che chi ha scritto la legge non ha la minima idea di come funzioni la realtà quotidiana, tanto che ha approvato una legge quasi inapplicabile.
 
Quindi è sbagliato non consultare i liberi professionisti prima di emanare leggi di questo tipo.
 
Altro esempio: girano le bozze di un nuovo testo unico dell'edilizia e il Governo chiederà il parere del Consiglio di Stato, ai sensi dell'articolo 100 della Costituzione.
 
I consiglieri di Stato sono sicuramente magistrati preparati, ma è realistico pensare che sappiano tutto e abbiano una visione globale dei fenomeni giuridici?
 
Non so, vediamo i numeri. Solo per fare un esempio, supponiamo che ogni giorno in media per ciascun comune italiano vengano depositate 5 pratiche edilizie (permessi di costruire, sanatorie, Scia, Cila...). Vuol dire almeno 40.000 pratiche al giorno. Anche moltiplicando per 300 giorni in un anno, fanno 12 milioni di pratiche all'anno.
 
Nel 2020 il Consiglio di Stato ha emesso circa 8500 sentenze. Forse 3000 riguardavano l'edilizia. Neanche un quattordicesimo delle pratiche che i liberi professionisti presentano in un solo giorno.
 
A me sembra evidente che siano i liberi professionisti competenti sui problemi dell'edilizia, molto più dei consiglieri di Stato.
 
Ecco perché servirebbe una Conferenza permanente Stato - Libere Professioni, perché le leggi siano meditate e non scritte bene in astratto, ma male in concreto per chi deve applicarle.
 
Insomma serve competenza concreta, non basta più la competenza astratta per fare funzionare bene un paese moderno e complesso.
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Dario Meneguzzo - avvocato
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Preavviso di rigetto

12 Mar 2021
12 Marzo 2021

Il TAR Veneto ha annullato il provvedimento con cui la Regione ha archiviato (e dunque sostanzialmente denegato) la richiesta di autorizzazione alla coltivazione di cava presentata dalla società ricorrente, poiché l’archiviazione non era preceduta dal preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Sull’azione avverso il silenzio

12 Mar 2021
12 Marzo 2021

Il T.A.R. chiarisce i presupposti dell’azione processuale avverso il silenzio della P.A.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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