23 Ottobre 2020
Nel caso di specie, la società proprietaria di un albergo costituito da un complesso di vari edifici che si sviluppano intorno ad una corte, in passato coperta da una tenda montata su un telaio metallico, voleva rimpiazzare detta copertura con una struttura di metallo e pannelli di vetro apribili.
Il Comune accertava che l’esecuzione dell’opera era difforme dal progetto autorizzato ed irrogava la relativa sanzione. La società presentava un accertamento di compatibilità paesaggistica, deciso in senso favorevole, ed una coeva istanza di sanatoria edilizia, conclusasi con il diniego.
Il TAR Veneto ha ritenuto che i due provvedimenti non siano contraddittori, perché restano distinte le valutazioni che il Comune compie dal punto di vista paesaggistico e dal punto di vista urbanistico-edilizio.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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