Principi sul Piano Casa

04 Mag 2021
4 Maggio 2021

Nel caso di specie, il Comune rilasciava un Permesso di Costruire ai sensi dell’art. 2 l.r. Veneto 14/2009 ss.mm.ii., concernente l’ampliamento di un fabbricato residenziale esistente in Zona A mediante la creazione di un “corpo edilizio separato”, da realizzarsi nella limitrofa Zona destinata a verde privato e inedificata.

Il TAR Veneto ha annullato il PdC poiché, ai sensi dell’art. 1, co. 2 l.r. cit., ove si ravvisi un inderogabile contrasto con la locale pianificazione urbanistica non può essere autorizzato alcun genere di ampliamento con Piano Casa.

In ogni caso, ai sensi del successivo art. 2, co. 2-bis, non sono ammissibili incrementi volumetrici generati da fabbricati situati fuori contesto, ovvero insediabili in zone improprie, non idonee ad accoglierli.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Piano Casa ed edifici tutelati

04 Mag 2021
4 Maggio 2021

Il TAR Veneto ha affermato che, ai sensi dell’art. 9, co. 1, lett. c l.r. Veneto 14/2009 ss.mm.ii., l’ampliamento è consentito solo se nelle norme dello strumento urbanistico non sia rinvenibile un divieto, anche inespresso, di realizzare ampliamenti degli edifici ricompresi nello specifico aggregato edilizio.

Nel caso di specie, una norma delle N.T.A. del P.I. comunale prevedeva che per particolari “beni ambientali”, in tutte le categorie di ristrutturazione non sono ammessi aumenti di volumetria, a meno che non siano funzionali all’adeguamento dell’altezza dei vani ai requisiti igienico-sanitari.

Il privato perciò non poteva essere autorizzato ad una demolizione e ricostruzione dell’edificio con ampliamento in altezza, mediante la creazione di un nuovo piano abitabile.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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L’integrazione della motivazione del provvedimento amministrativo: l’ipotesi di convalida

03 Mag 2021
3 Maggio 2021

Il Consiglio di Stato ricorda quali siano le tre ipotesi con cui la P.A. può integrare la motivazione di un atto amministrativo:

- la cd. “motivazione postuma” contenuta negli scritti difensivi (la quale, secondo l’orientamento maggioritario della giurisprudenza, è inammissibile);

- le ipotesi di atto avente contenuto di fatto vincolato ex art. 21-octies, co. 2 l. n. 241/1990;

- le ipotesi di convalida di un atto amministrativo avente motivazione insufficiente, ex art. 21-nonies.

In particolare, la convalida è da ritenersi un’espressione del potere di autotutela dell’Ente, che contiene in sé altri istituti quali la ratifica e la sanatoria dell’atto. L’applicazione del relativo potere comporta la creazione di una fattispecie complessa, formata dall’atto originario e dal provvedimento di convalida, che esplica i propri effetti retroattivamente (e che può essere sottoposto ad un termine perentorio, il quale ne limita la possibilità di usufruirne). Inoltre, deve avere un contenuto positivo, non bastando la dichiarazione di non voler esercitare il potere di annullamento in autotutela, ma la norma prevede solo che vi sia un interesse pubblico alla permanenza dell’atto e che il potere sia fatto valere in un “termine ragionevole”.

Riguardo poi all’oggetto della convalida, il Consiglio di Stato ritiene che possa essere convalidato solamente un atto in cui la carenza di motivazione derivi da un’insufficienza del discorso giustificativo-formale, e non invece nei casi in cui vi sia un vizio sostanziale della motivazione (quale contraddittorietà, sviamento, travisamento o difetto dei presupposti).

Infine, il Giudice afferma che la convalida è (ora) possibile anche quando è pendente un giudizio sull’atto convalidato: difatti, l’istituto dei motivi aggiunti permette al privato di contestare anche la convalida che intervenga successivamente, se ritenuta illegittima. Peraltro, nulla esclude che il comportamento della P.A. (che legittimamente convalida l’atto in corso di causa) potrà essere preso in considerazione dal G.A. eventualmente in sede di spese legali.

Post di Daniele Iselle – funzionario comunale

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Controversie concernenti la determinazione del contributo per gli oneri di urbanizzazione

03 Mag 2021
3 Maggio 2021

Il TAR Veneto ha ricordato che le controversie concernenti la determinazione del contributo per gli oneri di urbanizzazione spettano alla giurisdizione esclusiva del G.A. ex art. 133, co. 1, lett. f c.p.a.; hanno per oggetto una posizione obbligatoria paritetica di credito-debito, anche in presenza di provvedimenti della P.A.; sono soggette all’ordinario termine di prescrizione decennale.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Istanza di inibitoria della SCIA edilizia e inerzia del Comune

03 Mag 2021
3 Maggio 2021

Il TAR Veneto ha ricordato che, qualora il Comune rimanga inerte rispetto all’istanza di inibitoria della SCIA edilizia del vicino, il privato istante può agire avverso il silenzio-inadempimento del Comune ai sensi dell’art. 19, co. 6-ter l. 241/1990.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Lavori pubblici e costruzioni in zone sismiche

30 Apr 2021
30 Aprile 2021

Sul Bur n. 58 del 30 aprile 2021 è stata pubblicata la legge regionale n. 7 del 28 aprile 2021, recante "Modifica dell'articolo 66 della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 "Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche"

Legge regionale del Veneto n. 7 del 2021

Post di Daniele Iselle - funzionario comunale

Carico urbanistico e creazione di nuove unità immobiliari

30 Apr 2021
30 Aprile 2021

Il TAR Veneto evidenzia che, se si ricade nelle ipotesi in cui la creazione di nuove unità immobiliari, tra loro indipendenti ed autosufficienti, mediante la suddivisione interna di un’unica preesistente veniva qualificata come “ristrutturazione edilizia” (nella formulazione dell’art. 3, co. 1, lett. d) T.U. Edilizia vigente pre-d.l. n. 133/2014), è dovuto il contributo di costruzione conseguente all’aumento del carico urbanistico.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Riproposizione della domanda di risarcimento del danno ed eccezione di ne bis in idem

30 Apr 2021
30 Aprile 2021

La vicenda giudiziaria si era così svolta: in primo grado, era stato chiesto l’annullamento del provvedimento amministrativo con contestuale richiesta di risarcimento del danno, ma il TAR aveva respinto il ricorso. Successivamente, il Consiglio di Stato aveva riformato la sentenza del TAR, ma non aveva statuito sul possibile risarcimento, posto che la relativa domanda non era stata espressamente riformulata in sede di appello.

Di fronte all’eccezione di ne bis in idem della P.A. in sede di ricorso autonomo per la condanna al risarcimento del danno, il TAR Veneto ha evidenziato che il fatto che la suddetta domanda non fosse stata riproposta in appello non può essere qualificata come rinuncia all’azione, ma solo come mera rinuncia agli atti di quel giudizio (nei limiti della domanda di condanna), con quindi sempre la possibilità di riproporre la relativa azione in una diversa sede.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Pubblicità degli atti di gara

30 Apr 2021
30 Aprile 2021

Il TAR Veneto ha affermato che il mancato rispetto delle forme di pubblicità stabilite nella lex specialis non consente di ritenere integrata, tramite una diversa modalità di pubblicità, l’effettiva conoscenza dell’aggiudicazione definitiva richiesta ai fini della decorrenza del termine decadenziale.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Linguaggio delle istituzioni e diritto dei cittadini a capire: seminario online Venerdì 7 maggio 2021, ore 16.00-19.00

29 Apr 2021
29 Aprile 2021

La Associazione Veneta degli Avvocati Amministrativisti e la Camera Avvocati Tributaristi Veneto hanno organizzato per venerdì 7 maggio 2021, ore 16.00-19.00, un seminario online su zoom, intitolato: "Linguaggio delle istituzioni e diritto dei cittadini a capire. I doveri dell'avvocatura".

Saranno relatori il prof. Mario Bertolissi (Ordinario di diritto costituzionale, Università di Padova), il prof. Michele Cortelazzo (Ordinario di linguistica italiana, Università di Padova), l'avv. Umberto Fantigrossi (già Presidente dell’Unione Nazionale degli Avvocati Amministrativisti) e la professoressa Cecilia Pedrazza Gorlero (Associato di storia del diritto medievale e moderno, Università di Verona, Curatrice del progetto “Diritto/Linguaggio”, Clinica legale di Verona), i quali si confrontereanno sui seguenti temi:

  • La qualità linguistica delle norme: il diritto dei destinatari ad una scrittura semplice e chiara.
  • La lingua dell’amministrazione: la comprensione come presupposto per la partecipazione
  • Le parole del processo: discussione, redazione di atti e sentenze, obblighi di sinteticità
  • I doveri dell’Avvocatura nel rapporto tra istituzioni e cittadini

Il convegno è libero e gratuito. Si svolgerà in modalità webinar con l’utilizzo della piattaforma Zoom. È necessaria iscrizione tramite mail all’indirizzo: amministrativistiveneti@gmail.com. La richiesta di iscrizione dovrà recare nome, cognome e Foro di appartenenza del richiedente. Il link per il collegamento sarà inviato il giorno precedente al Convegno agli indirizzi mail dei richiedenti (salva diversa loro indicazione). L’evento è organizzato – unitamente all’Ordine degli Avvocati di Padova – dall’Associazione Veneta degli Avvocati Amministrativisti, con Segreteria organizzativa in Via N. Tommaseo n. 78/A (35131 – Padova), telefono: 049.863454, mail: amministrativistiveneti@gmail.com e dalla Camera Avvocati Tributaristi del Veneto, con Segreteria organizzativa in Via N. Tommaseo n. 78/C (35131 – Padova), telefono: 049.8754546, mail: catveneto@gmail.com

L’evento è accreditato ai fini della formazione forense dall’Ordine degli Avvocati di Padova con il riconoscimento di 3 crediti in materia deontologica.

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