Le nuove zone sismiche del Veneto (dal 15 maggio 2021) e la necessità per le zone 2 del preventivo parere del Genio Civile su P.A.T., P.I., piani attuativi e loro varianti

14 Mag 2021
14 Maggio 2021

L'art. 89 del DPR 380/2001 (Parere sugli strumenti urbanistici) sulle zone sismiche prevede:

“…1. Tutti i comuni nei quali sono applicabili le norme di cui alla   presente sezione e quelli di cui all'articolo 61, devono richiedere il  parere del competente ufficio tecnico regionale sugli strumenti urbanistici  generali  e  particolareggiati prima della delibera di adozione  nonché  sulle  lottizzazioni  convenzionate  prima della delibera  di  approvazione,  e loro varianti ai fini della verifica della  compatibilita' delle rispettive previsioni con le condizioni geomorfologiche del territorio.  2.  Il  competente  ufficio  tecnico  regionale deve pronunciarsi entro sessanta  giorni   dal   ricevimento   della   richiesta dell'amministrazione comunale. 3.  In caso di mancato riscontro entro il termine di cui al comma 2 il parere deve intendersi reso in senso negativo….”.

In pratica questo articolo stabilisce che nelle zone sismiche è necessario il preventivo parere della Regione (Genio Civile) per approvare il P.A.T., il P.I., i piani attuativi e le loro varianti.

Il funzionario comunale Daniele Iselle, che sentitamente ringraziamo, ci invia un articolo, che volentieri pubblichiamo, sulla applicazione di questa disposizione sulla riclassificazione delle zone simiche del Veneto, efficace dal 15 maggio 2021, con particolare riguarado ai comuni passati in zona 2 (la zona 2 riguarda 247 comuni del  Veneto).

Pareri antisismica

La storia maestra di vita: il Veneto è zona sismica

14 Mag 2021
14 Maggio 2021
In geologia 1000 anni  sono pochissimi, un "sgiantiso" (una scintilla) si direbbe dalle mie parti .
 
La Regione Veneto ha emanato un provvedimento di riclassificazione sismica del territorio veneto che aumenta parecchio la classe di rischio di molti comuni, anche nella provincia di Vicenza.
 
Questo comporterà a cascata tutta una serie di conseguenze sul modo di costruire gli edifici, con inevitabili maggiori costi e anche con la impossibilità di sanare molti abusi edilizi.
  
In effetti il Veneto è zona molto sismica.
 
Per esempio il 3 gennaio del 1117 è avvenuto un fortissimo terremoto con epicentro tra Zevio e Belfiore in provincia di Verona, del IX grado della scala Mercalli e del 6,8 della scala Richter.
 
Il terremoto causò almeno 30 mila morti e provocò gravissimi crolli in tutta la pianura padana, tra cui anche di una parte dell'Arena di Verona. Tanto per dare una idea, una scossa di magnitudo 7 della Scala Ricther genera una potenza equivalente alla esplosione di 20 milioni di tonnellate di tritolo.
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A tal proposito si pubblica il link al sito della Protezione civile che contiene la storicità degli eventi sismici nella Regione Veneto.
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"Historia magistra vitae" dicevano gli antichi (la storia è maestra di vita): teniamone conto.
 
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Vincoli conformativi ed espropriativi

14 Mag 2021
14 Maggio 2021

Il T.A.R. ricorda la distinzione tra vincoli di carattere espropriativi e quelli conformativi del territorio comunale.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Concessione e giurisdizione

14 Mag 2021
14 Maggio 2021

Il T.A.R. ricorda che le controversie aventi ad oggetto i canoni concessori sono attratti dalla giurisdizione ordinaria.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Informazione interdittiva antimafia

14 Mag 2021
14 Maggio 2021

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha offerto utili principi in materia: richiamando le parole della Corte costituzionale, è stato evidenziato che il potere di adottare un’informazione interdittiva nei confronti delle imprese private oggetto di tentativi di infiltrazione mafiosa, pur comportando un grave sacrificio della libertà di impresa, è giustificato dall’estrema pericolosità del fenomeno mafioso e dal rischio di una lesione della concorrenza e della stessa dignità e libertà umana.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Veneto 2050: come incidono gli ampliamenti e le riqualificazioni ivi previste su standard urbanistici e opere di urbanizzazione

13 Mag 2021
13 Maggio 2021

I dottori urbanisti Daniele Rallo e Luca Rampado di ASSURB - Associazione Nazionale Urbanisti, Pianificatori Territoriali e Ambientali, che sentitamente ringraziamo, ci inviano un articolo, che volentieri pubblichiamo, intitolato "Veneto 2050 Riqualificazione urbana vs nuovo zoning"

Con la nuova norma Veneto 2050 gli indici fissati dal piano comunale non hanno più alcun valore in quanto la stessa consente di derogare ai parametri urbanistico-edilizi di superficie, volume e altezza sia del Piano che dello stesso D.M. 1444/68 (Art. 11).

La base di partenza non è l’indice di edificabilità fissata dallo strumento urbanistico comunale ma l’edificio costruito (legittimo o legittimato) ed il suo corrispettivo volume.

Lo strumento urbanistico dovrà essere aggiornato parametrando le previsioni ai nuovi indici indotti da Veneto 2050, soprattutto per quanto concerne la dotazione di standard urbanistici ed opere di urbanizzazione in genere.

Queste ultime tra l’altro sono la pre-condizione all’applicazione della norma o in subordine il “loro adeguamento in ragione del maggiore carico urbanistico” (Art. 3).

L'articolo conclude dicendo che: "Sicuramente le possibilità offerte dalla legge Veneto 2050 combinate con la “chiusura” alle nuove espansioni dovute al blocco delle aree per il non-consumo di suolo, daranno il via ad un nuovo tipo di mercato edilizio. Al rinnovo del patrimonio edilizio esistente. A costruire sul costruito. A demolizioni con ricostruzioni e al ricambio generazionale dell’edificato obsoleto. Non sarà una operazione a breve termine. Del resto nessuna pianificazione lungimirante lo è. Sarà una operazione che modificherà il mercato per i prossimi decenni. Ma sarà una via necessarie ed obbligatoria".

VENETO 2050 RIQUALIFICAZIONE URBANA VS NUOVO ZONINIG di Daniele Rallo e Luca Rampado

Sanatoria edilizia e conformazione dell’attività

13 Mag 2021
13 Maggio 2021

Il T.A.R. Trento spiega che l’espressione contenuta nell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 secondo cui la l’opera deve essere conforme alla normativa vigente alla data di presentazione della domanda, in realtà, si riferisce alla data di rilascio del titolo. Infatti, solo in questo modo si permetterebbe al privato di demolire eventuali porzioni abusive prima del rilascio del titolo – non essendo ammessa, salvo rari caso, una sanatoria condizionata e/o con prescrizioni, ovvero di considerare la normativa sopravvenuta alla presentazione della domanda.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Impugnazione dell’atto di esclusione dalla gara pubblica

13 Mag 2021
13 Maggio 2021

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha ricordato che il concorrente escluso da una pubblica gara ha l’onere di immediata impugnazione dell’atto di esclusione, senza aspettare la successiva aggiudicazione, anche dopo l’abrogazione del cd. rito super-accelerato ex art. 120, co. 2-bis c.p.a.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Ne bis in idem nel giudizio amministrativo

13 Mag 2021
13 Maggio 2021

Il TAR Piemonte ricorda che per configurare il bis in idem tra due giudizi di cui almeno uno sia amministrativo (e, quindi, l’identità di petitum e di causa petendi), è necessario che siano identici tra loro il provvedimento impugnato, le argomentazioni svolte dalla parte ricorrente a sostegno delle proprie pretese, gli elementi oggettivi del contendere e le richieste rivolte al giudice.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Il TAR Molise conferma che la doppia conformità per la sanatoria edilizia comprende anche la normativa antisismica

12 Mag 2021
12 Maggio 2021

Il TAR Molise ha confermato che, nel valutare l’esistenza dei requisiti ex art. 36 T.U. Edilizia (accertamento della conformità urbanistico-edilizia di un immobile), la P.A. deve valutare positivamente anche l’avvenuto rispetto della normativa sismica vigente sia al momento di costruzione dell’immobile, sia al momento di presentazione della domanda di sanatoria.

Il Giudice Amministrativo ha così fatto propri l'insegnamento della Corte Costituzionale nella propria sent. n. 101/2013, la quale aveva statuito che “Se nel sistema dei principi delineati dalla normativa statale, sia gli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire, sia quelli consentiti a seguito di denuncia, presuppongono sempre la previa verifica del rispetto delle norme sismiche, non pare possa dubitarsi che la verifica della doppia conformità, alla quale l’art. 36 del testo unico subordina il rilascio dell’accertamento di conformità in sanatoria, debba riferirsi anche al rispetto delle norme sismiche, da comprendersi nelle norme per l’edilizia, sia al momento della realizzazione dell’intervento che al momento di presentazione della domanda di sanatoria. (…) Deve pertanto ritenersi che l’accertamento del rispetto delle specifiche norme tecniche antisismiche è sempre un presupposto necessario per conseguire il titolo che consente di edificare, al quale si riferisce il criterio della doppia conformità”. Con tale sentenza la Consulta aveva infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale di una norma regionale che ammetteva la possibilità di sanatoria per un fabbricato che rispettasse solamente la disciplina sismica vigente al momento di costruzione, e non anche quella vigente al momento di presentazione della relativa istanza.

Inoltre, il TAR ricorda che non è possibile una subordinazione della sanatoria a prescrizioni che comportino interventi di modifica dell’immobile, e che dunque il fatto che successivamente il fabbricato sia stato regolarizzato (alla disciplina vigente al momento della realizzazione e/o a quella vigente al momento di presentazione della domanda) non può comportare l’accoglimento dell’istanza di accertamento della conformità.

Ringraziamo sentitamente l’ing. Mauro Federici per la segnalazione della sentenza de qua.

Post di Alessandra Piola - avvocato

Sentenza TAR Molise n. 169 del 2021

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