Come vanno interpretati gli atti di gara?
Il T.A.R. ricorda che, in primis, il criterio letterale previsto dall’art. 1362 c.c. vale anche per gli atto di gara.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che, in primis, il criterio letterale previsto dall’art. 1362 c.c. vale anche per gli atto di gara.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
La questione è affrontata da una sentenza del TAR lazio.
Secondo il Comune il regime di pubblicazione delle delibere aventi ad oggetto l’approvazione del regolamento è interamente ed esaustivamente assorbita nelle regole generali di cui agli artt. 124 e 134 del TUEL (affissione per quindici giorni all’Albo Pretorio ed entrata in vigore dopo il decimo giorno dall’inizio della pubblicazione).
Secondo il ricorrente, invece, anche la pubblicazione dei regolamenti degli Enti Locali è disciplinata dall’art. 10 delle disp.prel.c.c. e pertanto essi acquistano efficacia decorsi quindici giorni dalla loro pubblicazione.
Il TAR indica la risposta, lasciando però aperta la possibilitĂ che lo Statuto comunale disponga diversamente.Â
Post di Daniele Iselle - funzionario comunaleÂ
Il T.A.R. ricorda i presupposti dell’accesso agli atti cd. defensionale previsto dall’art. 24, c 7 della l. n. 241/1990, chiarendo la nozione di “Pubblica Amministrazione” che può essere destinataria della richiesta ostensiva.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Catania ha offerto alcuni principi utili in materia, con riguardo sia alla discrezionalitĂ di cui gode la Stazione appaltante, sia al sindacato sul punto del Giudice amministrativo.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. chiarisce i presupposti che devono sorreggere l’interesse legittimo per essere meritorio di tutela giurisdizionale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Palermo, a partire dall’art. 21-nonies l. 241/1990 ss.mm.ii., ha affermato che il termine di 18 mesi entro cui deve intervenire l’autotutela:
- non si applica ai provvedimenti precedenti la l. 124/2015 (cd. riforma Madia);
- decorre non dall’adozione del provvedimento, ma dalla scoperta delle ragioni della sua illegittimità ;
- non deve essere rispettato in caso di false rappresentazione dei fatti o dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà false o mendaci.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Piemonte, recentemente, si è espresso in merito a quella norma del Codice Appalti che permette alla stazione appaltante di non addivenire all’aggiudicazione, qualora nessuna offerta presentata risulti conveniente ovvero idonea all’oggetto del contratto.
In particolare, ha sottolineato che si tratta di una scelta discrezionale della P.A., e che quindi è censurabile solo se manifestamente illogica o irrazionale: è infatti slegata da qualsiasi valutazione della commissione aggiudicatrice, la quale invece è vincolata dal bando. L’obiettivo che la stazione appaltante deve porsi, nella valutazione de qua, è quello della migliore tutela dell’interesse pubblico; di conseguenza, il sindacato del Giudice Amministrativo è particolarmente limitato.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
Il T.A.R. stabilisce che, in mancanza di una norme espressa e/o di una chiara ipotesi di esclusione prevista dal bando, il superamento dei limiti dimensionali fissati dal bando per la documentazione tecnica non comporta l’esclusione dalla gara.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Piemonte ha ribadito che, in materia di appalti, il termine per l’impugnazione è quello di 30 giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione; l’accesso agli atti non conosciuti al momento dell’aggiudicazione può solo dar luogo ad eventuali motivi aggiunti, ma non può comportare lo spostamento in avanti del dies a quo.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
Di recente il TAR Liguria ha ribadito alcuni principii in materia di informativa antimafia:
- in primo luogo, che il fatto che la normativa stabilisca l’obbligo di acquisire l’informativa per i contratti “sopra soglia” non significa che sia vietato acquisirla per i contratti che non superano la soglia di rilevanza comunitaria;
- quindi, che se un’azienda prevede, anche tra le proprie attività complementari e accessorie, una di quelle per cui è richiesta l’informativa antimafia (in quanto maggiormente a rischio di infiltrazione mafiosa), la P.A. è legittimata ad acquisirla.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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