Author Archive for: SanVittore

VIA e silenzio-inadempimento sui progetti PNIEC

22 Set 2025
22 Settembre 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che sussiste l’obbligo giuridico di provvedere sulle istanze di VIA dei progetti PNIEC, ancorché non prioritari e non sovvenzionati con il PNRR o con il fondo complementare. Diversamente opinando, si violerebbe la ratio di rafforzamento della transizione energetica, legalmente perseguita dal d.l. 153/2024, come convertito nella l. 191/2024, relegando i progetti PNIEC strategici, all’interno di un regime in cui l’inerzia della P.A. è priva di conseguenze giuridiche.

Il decreto-legge citato ha delineato in maniera precisa l’ordine di priorità tra i progetti PNIEC, superando la genericità del precedente criterio di precedenza, basato sul concetto di «​​​maggiore valore di potenza» installata o trasportata di un determinato impianto. I progetti non prioritari devono comunque essere posti in istruttoria, nei limiti della quota di loro pertinenza, ma non possono assumere precedenza sui prioritari solo perché presentati per primi.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Anche il Consiglio di Stato dichiara del tutto eccezionali le ipotesi di non necessità del PUA, financo in caso di lotto intercluso, ai sensi dell’art. 41-quinquies, co. 6 l. 1150/1942

22 Set 2025
22 Settembre 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che l’art. 41-quinquies, co. 6 l. 1150/1942 richiede chiaramente il piano attuativo (PUA) nelle ipotesi in cui si tratti di costruzioni per volumi superiori ai 3 mc/mq (nel caso di specie, si voleva realizzare un edificio con volumi di 5 mq/mc).

L’esigenza di un PUA, quale presupposto per il rilascio del permesso di costruire (PdC), si impone anche al fine di un armonico raccordo con il preesistente aggregato abitativo, allo scopo di potenziare le opere di urbanizzazione già esistenti e, quindi, anche alla più limitata funzione di armonizzare aree già compromesse ed urbanizzate, che richiedano una necessaria pianificazione della maglia e perciò anche in caso di lotto intercluso, o di altri casi analoghi di zona già edificata e urbanizzata. In questo quadro, sono del tutto eccezionali le ipotesi in cui risulta consentito prescindere dalla formazione del PUA, al quale lo strumento urbanistico di livello superiore subordini il rilascio del PdC su un dato lotto, essendo le stesse ipotesi limitate ai casi in cui la situazione di fatto, in presenza di una completa edificazione della zona, sia incompatibile con il PUA stesso.

L’intervenuta edificazione come causa di esenzione dell’esigenza del PUA non può che porsi come eccezionale, in quanto invertirebbe l’ordine logico della pianificazione che si pone come preventiva alla realizzazione degli immobili.

Peraltro poiché il PUA non ha equivalenti, non è consentito superarne l’assenza facendo leva sulla situazione di sufficiente urbanizzazione della zona. Ciò impedisce che in sede amministrativa o giurisdizionale possano essere effettuate indagini volte a verificare se sia tecnicamente possibile edificare, vanificando la funzione del PUA.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Piano Casa e cambio di destinazione d’uso

22 Set 2025
22 Settembre 2025

Il TAR Veneto rileva che, nell’ipotesi di cambio di destinazione d’uso connesso agli interventi cd. Piano Casa, la verifica della conformità alla destinazione urbanistica di zona deve essere svolta ponendo come parametro di riferimento la futura destinazione.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Sull’ordine di rimozione di un’imbarcazione

22 Set 2025
22 Settembre 2025

Il TAR Veneto ha rilevato che l’ordine di rimozione di un’imbarcazione non si può fondare:

- sugli artt. 36 e 73 Cod. Navigazione, in quanto l’ipotesi di rimozione di imbarcazioni sommerse è prescritta solamente nei confronti del proprietario, non verso chi sia titolare di diritti personali di godimento;

- sulla l. n. 366/1963, che riguarda manufatti eretti abusivamente ovvero materiali gettati volontariamente in laguna, ma non imbarcazioni affondate per cause naturali;

- sull’art. 2051 c.c., che non fonda alcun potere amministrativo in capo alla P.A. ma solamente un dovere di custodia in capo a qualsiasi soggetto (P.A. inclusa);

- il contratto di concessione tra Amministrazione e ricorrente, in quanto un atto tra privati non può fondare un potere amministrativo.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Scopi (e non scopi) della verificazione

20 Set 2025
20 Settembre 2025

Il TAR Veneto ha affermato che lo scopo della verificazione e della CTU non è quello di verificare la possibilità di conciliazione tra le parti, né di rimettere in discussione decisioni dell’Amministrazione contenute in provvedimenti non più impugnabili.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Rinuncia irrituale al giudizio

20 Set 2025
20 Settembre 2025

Il TAR Veneto ricorda che la rinuncia al giudizio effettuata irritualmente può sempre essere valutata dal Giudice come dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Esclusione da un RTI ed escussione della garanzia provvisoria (in vigenza del d.lgs. 163/2006)

20 Set 2025
20 Settembre 2025

Il Consiglio di Stato, a seguito della pronuncia della Corte di giustizia dell’UE resa in sede di rinvio pregiudiziale, ha affermato che gli artt. 47, par. 3 e 48, par. 4 della dir. 2004/18/CE, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, in combinato disposto con il principio generale di proporzionalità, devono essere interpretati nel senso che essi ostano a una normativa nazionale che esclude la possibilità, per i componenti originari di un raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) offerente, di recedere da tale RTI, qualora il termine di validità dell’offerta presentata da detto RTI giunga a scadenza e la P.A. aggiudicatrice chieda l’estensione della validità delle offerte che le sono state presentate, purché sia dimostrato, da un lato, che i restanti componenti dello stesso raggruppamento soddisfano i requisiti definiti dalla P.A. aggiudicatrice e, dall’altro, che la continuazione della loro partecipazione alla procedura di aggiudicazione di cui trattasi non comporta un deterioramento della situazione degli altri offerenti sotto il profilo della concorrenza.

La Stazione appaltante non può ritenere quale recesso elusivo la mancata conferma dell’offerta, operata a distanza di un notevole lasso di tempo dall’indizione della gara e dalla presentazione dell’offerta, operata dalla mandante di un RTI e disporre l’esclusione facoltativa per condotte alla stessa addebitabili, ma deve verificare che, nella composizione residua, il RTI possieda i requisiti speciali di partecipazione.

Una volta affermata in via giurisdizionale la possibilità per la mandante di un RTI di non confermare l’offerta giunta a scadenza e pertanto considerata illegittima l’esclusione disposta dalla Stazione appaltante, va considerata improcedibile l’impugnativa proposta dall’operatore economico che non ha confermato l’offerta avverso il provvedimento di aggiudicazione, essendo le risultanze della gara, in quanto res inter alia, del tutto estranee rispetto alla sua posizione (neque nocet neque prodest) per effetto della libera scelta dallo stesso effettuata.

I principi di proporzionalità e di parità di trattamento, nonché l’obbligo di trasparenza, quali enunciati all’art. 2 e al considerando n. 2 della dir. 2004/18/CE, devono essere interpretati nel senso che essi ostano a una normativa nazionale che prevede l’incameramento automatico della cauzione provvisoria costituita da un offerente a seguito dell’esclusione di quest’ultimo da una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico di servizi, anche qualora il servizio di cui trattasi non gli sia stato aggiudicato.

L’art. 48 d.lgs. 163/2006 (cd. primo codice appalti), etero-integrato dal principio di proporzionalità, nella portata chiarita dalla Corte di giustizia, non legittima l’escussione automatica della garanzia nei confronti del concorrente escluso che non risulti aggiudicatario, essendo, a tal fine, necessaria l’instaurazione di un procedimento nell’ambito del quale la P.A., nell’esercizio della propria discrezionalità, proceda alla valutazione del caso concreto, con specifico riguardo all’incameramento della cauzione, in relazione alla posizione individuale, all’elemento soggettivo e alle regolarizzazioni eventualmente operate dall’offerente.

L’art. 48 d.lgs. 163/2006 va disapplicato nella parte in cui consente l’escussione automatica della garanzia nei confronti del concorrente non aggiudicatario, mentre può continuare ad essere applicato laddove l’escussione della garanzia sia stata o sia subordinata alla valutazione del caso concreto, alla luce dei principi unionali di diretta applicazione nel nostro ordinamento, così come chiariti dalla Corte di giustizia, che è vincolante per tutti i giudici nazionali e non solo per quello che ha disposto il rinvio pregiudiziale.

La posizione del concorrente che si sia collocato primo in graduatoria (anche se destinatario della proposta di aggiudicazione) non equivale a quella dell’aggiudicatario, ai fini dell’escussione della garanzia.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Termine per impugnare l’aggiudicazione nel caso di trasmissione di una documentazione incompleta da parte della Stazione appaltante

20 Set 2025
20 Settembre 2025

Il TAR Brescia ha affermato che nel vigore del d.lgs. 36/2023, cd. terzo codice appalti, continua ad applicarsi il principio secondo il quale l’operatore economico, al quale venga comunicato l’esito della gara cui ha partecipato, ma che non abbia ricevuto la trasmissione di tutta la documentazione rilevante per impugnare l’aggiudicazione, può beneficiare di una dilazione fino a un massimo di 15 giorni del termine per impugnare, purché presenti un’istanza di accesso agli atti entro 15 giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Travisamento del giudicato

20 Set 2025
20 Settembre 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che l’errore per travisamento del giudicato, sia esso esterno o interno, equivale a un errore di diritto e non di fatto. Pertanto, l’erronea presupposizione dell’esistenza del giudicato rileva come errore di diritto, equiparabile al vizio del giudizio sussuntivo, e non integra gli estremi dell’errore revocatorio.

Il giudicato, essendo equiparato a un comando giuridico, richiede un’interpretazione che non si esaurisce in un mero giudizio di fatto, ma che deve essere assimilata all’interpretazione delle norme giuridiche.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Oblazione indebita e diritto alla sua ripetizione

19 Set 2025
19 Settembre 2025

Il TAR Veneto rileva che il diritto a pretendere la restituzione di quanto versato a titolo di oblazione per un condono edilizio spetta non solo nelle ipotesi in cui la domanda venga rigettata o rinunciata, ma anche qualora il titolo di condono sia divenuto medio tempore inutile una volta accertata la legittimità dell’intervento sanato (e dunque non necessitante alcuna regolarizzazione ex post).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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