Offerta ed errore materiale
Il T.A.R. ricorda quando può essere legittimamente corretta un’offerta che presenta un errore materiale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda quando può essere legittimamente corretta un’offerta che presenta un errore materiale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il danno non patrimoniale trova una scarsissima disciplina codicistica, agli artt. 2059 c.c. e 185 c.p.
A partire da queste norme (scritte al tempo del Regno d’Italia), dopo l’avvento della Costituzione e in sintonia con il mutare della sensibilità sociale, le pronunce della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale hanno riempito di contenuti la materia della risarcibilità del danno non patrimoniale.
Si pubblica una scheda che tenta di riassumere l’evoluzione giurisprudenziale in merito.
Post a cura dell’avv. Vasco Egidio Meneguzzo e del dott. Alberto Antico
Il T.A.R. affronta alcune questioni giuridiche connesse al contributo di costruzione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Palermo ha affermato che non si può esperire l’azione avverso il silenzio ex art. 31 c.p.a., qualora la P.A. non risponda all’istanza del privato per l’acquisizione sanante (art. 42-bis T.U. espropri), poiché tale atto è connotato da ampia discrezionalità.
Ci permettiamo di sospettare che pronunzie di questo tipo non contribuiscano a aumentare la fiducia dei cittadini nella utilità della giustizia amministrativa, vista l'incapacità di dare una soluzione ragionevole anche a questioni semplici.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. si sofferma sulla distinzione tra autorità competente e procedente in materia di V.A.S.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Brescia ricorda le obbligazioni che fanno capo al locatore di un’area inquinata, soffermandosi poi sulle responsabilità del curatore fallimentare.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda in quali casi il concorrente ha l’obbligo giuridico di dichiarare la precedente risoluzione contrattuale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto si occupa della differenza tra un volume tecnico e una nuova costruzione.
Nel caso esaminato il TAR spiega perchè non sono volumi tecnici o pertinenze un serbatoio metallico di riserva idrica di forma cilindrica, alto 7,90 m, con un diametro di 8.50 m e una capacità utile di 400 mc circa, ed un manufatto delimitato da pannelli metallici coibentati e copertura inclinata ad unica falda, con struttura portante in tubolari metallici, alto 2.60 metri circa, ed esteso su una superficie di 40 mq.
Acclarata la correttezza della qualificazione dei manufatti come intervento di nuova costruzione, il TAR respinge i motivi con i quali l’intervento è qualificato come di manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria, o come pertinenza, o come volume tecnico, ovvero come soggetto alla presentazione di una comunicazione di inizio lavori asseverata o segnalazione certificata di inizio attività, che impedirebbero, secondo il ricorrente, l’irrogazione della sanzione demolitoria.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il TAR Veneto respinge la tesi del ricorrente, secondo la quale il suo intervento abusivo di nuova costruzione deve ritenersi sanabile in applicazione o dell’art. 2 o dell’art. 3 della legge regionale veneta 31 dicembre 2012, n. 55, che prevede delle procedure urbanistiche semplificate volte ad agevolare l’insediamento e l’ampliamento delle attività di imprese.
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