Quali condizioni tariffarie si applicano al soggetto che subentri a un Comune nella titolarità di un impianto fotovoltaico?

08 Mag 2025
8 Maggio 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che qualora un Comune trasferisca ad un terzo la titolarità di un impianto fotovoltaico, il subentrante non ha diritto al mantenimento delle originarie condizioni tariffarie, derivanti dalla mancata applicazione della rimodulazione introdotta dall’art. 26, co. 3 d.l. 91/2014, poiché l’esenzione dall’obbligo di tale rimodulazione tariffaria, di cui all’art. 22-bis del d.l. 133/2014, si applica solo a Enti locali e scuole e non può essere trasferita a un qualsiasi operatore economico unitamente all’impianto, neanche qualora il GSE abbia autorizzato il trasferimento. Tale atto non può legittimare una tariffa più vantaggiosa, che il legislatore ha inteso riservare solo a determinati soggetti.

L’ormai cristallizzato superamento del termine del 30 novembre 2014, stabilito dal legislatore per consentire agli operatori di optare per uno dei possibili modi di rimodulazione previsti, non osta tuttavia a che il GSE accordi un nuovo termine al subentrante per operare la relativa scelta, fermo restando l’obbligo di procedere alla rimodulazione a suo tempo non effettuata.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Ordinanza contingibile e urgente per la messa in sicurezza di un immobile condominiale

08 Mag 2025
8 Maggio 2025

Nel caso di specie, il Sindaco ordinava ai privati, in qualità di comproprietari di un edificio, dopo una segnalazione di dissesto statico, crollo e lesioni, di adottare tutte le misure necessarie per la messa in sicurezza dell’immobile.

I privati lamentavano la cattiva applicazione dell’anagrafe condominiale, nonché la violazione norme in materia di parti comuni condominiali.

Il TAR Veneto ha respinto le censure.

A fronte dell’urgenza di prevenire ed eliminare uno stato di pericolo, non è necessario un accertamento complesso sulla qualità di pieno proprietario, essendo sufficiente, ai fini della legittimità dell’ordinanza, che il destinatario abbia in concreto con la cosa una relazione tale che gli consenta celermente di intervenire, anche difettandogli la qualità di proprietario, restando impregiudicato, nel caso in cui non sia il legittimo proprietario, la possibilità di ripetere le spese sostenute per l’intervento al legittimo proprietario.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Titolo edilizio ed autorizzazione paesaggistica

08 Mag 2025
8 Maggio 2025

Il T.A.R. ricorda l’autonomia tra il titolo edilizio e l’autorizzazione paesaggistica. Di conseguenza, un progetto potrebbe ottenere l’uno e non l’altra e, quindi, non potrebbe essere legittimamente assentito.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Risoluzione di una convenzione

08 Mag 2025
8 Maggio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che, qualora una convenzione non preveda alcuna clausola risolutiva espressa, anche in presenza di presunti inadempimenti della controparte, il contraente non può liberarsi dagli obblighi assunti, invocando una presunta ipotesi di risoluzione di diritto, dovendo semmai chiedere la risoluzione giudiziale della convenzione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Discrezionalità pianificatoria

08 Mag 2025
8 Maggio 2025

Nel caso di specie, il privato impugnava una delibera di Consiglio comunale che ritirava una precedente delibera consiliare, avente ad oggetto l’adozione di una variante al P.I.

Il TAR Veneto ha dichiarato che anche quest’atto beneficia dell’amplissima discrezionalità pianificatoria in capo ai Comuni.

La censura del privato concernente la violazione delle prerogative consiliari (poiché a suo dire i Consiglieri non avrebbero avuto abbastanza tempo per esaminare la proposta dell’atto impugnato) non è ammissibile, essendo il ricorrente privo di legittimazione alla formulazione della relativa doglianza, che si appunta su una lesione riguardante essenzialmente la posizione dei Consiglieri comunali.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Comune di Spinea: seminario da remoto su opera pubblica in variante e VAS

07 Mag 2025
7 Maggio 2025
Venerdì 23 maggio 2025 dalle 9.30 alle 13.30

Relatori: Avv. Matteo Ceruti, dott. urb. Francesco Finotto, avv. Alessandro Veronese

Coordinatore scientifico: arch. Fiorenza Dal Zotto

Webinar23-5-2025 OperaPubblca e Vas

Concessioni balneari e gara pubblica

07 Mag 2025
7 Maggio 2025

Il T.A.R. Veneto affronta per la prima volte le questioni connesse all’indizione delle gare pubbliche, in seguito alle note sentenze del Consiglio di Stato nn. 17 e 18 del 2021 in materia di rinnovo delle concessioni balneari. La pronuncia è interessante perché, oltre ad affrontare alcune tematiche connesse alle gare pubbliche, conferma la legittimità dell’operato del Comune di Jesolo che, nelle more della definizione del quadro normativo di riferimento da parte del legislatore nazionale, ha indetto una procedura ad evidenza pubblica estranea sia alle direttive europee nn. 23, 24 e 25 del 2014 sia alla disciplina nazionale di dettaglio riguardante il diverso settore degli appalti pubblici, applicando però le prescrizioni di cui all’art. 12 della Direttiva 2006/123/CE, in ottemperanza alle statuizioni contenute nelle succitate sentenze dell’Adunanza Plenaria e della l.r. del Veneto n. 33 del 4-11-2002.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Differenza tra PdC in deroga ex art. 3 l.r. Veneto 55/2012 e art. 14 d.P.R. 380/2001

07 Mag 2025
7 Maggio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 3 l.r. Veneto 55/2012 non costituisce specificazione dell’art. 14 d.P.R. 380/2001, ma si appalesa quale norma autonoma di un istituto legislativo speciale ed autonomo, basato su tutt’altro presupposto di interesse pubblico (ossia quello allo sviluppo delle attività produttive), e come tale regolato da diversa procedura, che non contempla alcuna preventiva comunicazione agli interessati.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Attenzione a qualificare una demoricostruzione come ristrutturazione edilizia…

07 Mag 2025
7 Maggio 2025

Il TAR Milano ha affermato che nella ristrutturazione demoricostruttiva (comprendente interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversa sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche) il criterio della continuità costruttiva, in termini di riconducibilità all’organismo preesistente (che si sostituisce a quello, più restrittivo, dell’identità dei fabbricanti ante e post intervento), non incontra il limite della “fedele ricostruzione”, essendo sufficiente la conservazione delle caratteristiche fondamentali dell’edificio preesistente quanto a sagoma, superfici e volumi.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Tipologie e caratteristiche della VIA postuma

07 Mag 2025
7 Maggio 2025

Il TAR Napoli ha affermato che la VIA presuppone la fedele rappresentazione da parte del richiedente che fotografi lo stato dei luoghi prima della progettata trasformazione, al fine di consentire alla P.A. di valutare adeguatamente gli effetti significativi derivanti dalla realizzazione e dall’esercizio del progetto sui fattori ambientali.

In materia di cd. VIA postuma ex art. 29, co. 3 d.lgs. 152/2006 può distinguersi tra VIA postuma “patologica” e “fisiologica”: la prima riguarda i casi di realizzazione di un progetto senza la previa VIA, pur essendo questa prescritta dalla legge applicabile ratione temporis; la seconda attiene ai casi in cui il progetto era realizzato nella vigenza di un contesto normativo che non imponeva lo svolgimento della VIA che, tuttavia, è poi richiesta in caso di modifica dell’opera o di rinnovo del relativo titolo autorizzativo. Sulla differenza tra i due tipi di VIA postuma, si veda anche la nota del Ministero della transizione ecologica, Direzione generale valutazioni ambientali, prot. n. 43387 del 04.04.2022.

La VIA postuma consente di portare a conclusione una fase già avviata, realizzando il bilanciamento di interessi rispetto a quella parte dell’intervento che ha già determinato una modifica sull’ambiente: essa non può trovare applicazione in caso di inizio di nuove attività. L’istituto della prosecuzione dei lavori o dell’attività in corso del procedimento di VIA postuma assume natura doppiamente eccezionale: in primo luogo, è già eccezionale la possibilità di ottenere la VIA di un progetto successivamente all’avvio della realizzazione del progetto stesso; si configura poi come un’ulteriore ipotesi di eccezione al sistema quella per cui, in corso di ottenimento della VIA postuma, sia consentito al richiedente di proseguire nello svolgimento dei lavori o delle attività già intraprese.

La VIA postuma non può sanare la carenza dei titoli abilitativi eventualmente necessari per la realizzazione di un progetto, in quanto non assegna alla P.A. preposta alla tutela dell’ambiente alcun potere di sostituzione delle autorizzazioni che siano di competenza di altre PP.AA.

Post di Alberto Antico – avvocato

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