Avviso ai creditori dell’appaltatore ai sensi del cd. primo codice appalti

10 Mag 2025
10 Maggio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che la dichiarata funzione dell’avviso ad opponendum di cui all’art. 218, co. 1 d.P.R. 207/2010 (“All’atto della redazione del certificato di ultimazione dei lavori il responsabile del procedimento dà avviso al Sindaco o ai Sindaci del comune nel cui territorio si eseguono i lavori, i quali curano la pubblicazione, nei comuni in cui l’intervento è stato eseguito, di un avviso contenente l’invito per coloro i quali vantino crediti verso l’esecutore per indebite occupazioni di aree o stabili e danni arrecati nell’esecuzione dei lavori, a presentare entro un termine non superiore a sessanta giorni le ragioni dei loro crediti e la relativa documentazione”) è quella di permettere a eventuali creditori dell’appaltatore di rivendicare diritti loro spettanti entro un termine stabilito.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Questioni di giurisdizione sugli atti di localizzazione di un’opera idraulica

10 Mag 2025
10 Maggio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che spetta al TSAP conoscere dell’impugnazione degli atti di localizzazione di un’opera idraulica implicante l’utilizzo a scopi irrigui delle acque pubbliche.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Dopo la cd. riforma Salva casa, le difformità edilizie in immobili vincolati non assurgono più automaticamente a variazioni essenziali

09 Mag 2025
9 Maggio 2025

Il Consiglio di Stato ha preso atto che, dopo la riforma apportata dal d.l. 69/2024 (come convertito dalla l. 105/2024), risulta abrogato l’ultimo periodo dell’art. 32, co. 3 d.P.R. 380/2001, pertanto le difformità edilizie in immobili vincolati non diventano per ciò solo variazioni essenziali.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Rimesso all’Adunanza Plenaria un quesito sull’estensione del vincolo paesaggistico generato dai cd. corsi d’acqua minori

09 Mag 2025
9 Maggio 2025

La Sezione II del Consiglio di Stato ha rimesso all’Adunanza Plenaria il quesito se, in relazione a fiumi, torrenti o corsi d’acqua cd. minori, debbano intendersi soggette al vincolo paesaggistico ex art. 142, co. 1, lett. c d.lgs. 42/2004 unicamente le porzioni di aree ricomprese nei 150 metri a partire dai piedi degli argini e dalle sponde, con esclusione delle aree sopraelevate.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il denunciante di un illecito edilizio può intervenire nel giudizio amministrativo avverso la relativa ordinanza di demolizione?

09 Mag 2025
9 Maggio 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che il mero denunciante di un illecito edilizio non può intervenire ad opponendum nel relativo giudizio avverso l’ordinanza di demolizione proposto dal suo destinatario.

L’interesse ad agire va dimostrato ovvero desunto dagli atti di causa in base ad una disamina effettuata in concreto, dalla quale emerga il pregiudizio che la parte finirebbe per ricavare dalla mancata esecuzione di un atto sanzionatorio. Esso non può essere presunto dalla qualifica di denunciante un abuso edilizio, ancorché la vigilanza del Comune sia stata compulsata a tutela della propria proprietà.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il risarcimento del danno nei confronti della P.A.

09 Mag 2025
9 Maggio 2025

Il TAR Veneto ha ricordato che il positivo scrutinio della pretesa risarcitoria presuppone, in uno con la riconosciuta illegittimità del provvedimento asseritamente lesivo, la sussistenza degli altri elementi costitutivi dell’illecito, ossia la prova del danno, il nesso causale tra condotta dell’Autorità ed il danno medesimo e l’imputabilità di questo ultimo alla P.A., perlomeno a titolo di colpa.

Nel caso di specie, il ricorrente veniva meno al dovere di ordinaria diligenza richiesta al danneggiato. Pur avendo tempestivamente impugnato il provvedimento con cui il Comune aveva inibito la realizzazione della recinzione, aveva infatti rinunciato all’istanza cautelare, che, ove accolta, avrebbe avuto l’effetto di riespandere l’originaria portata della DIA e plausibilmente - ossia più probabilmente che non - evitato il danno.

Il ricorrente teneva inoltre condotte processuali (richieste di rinvio e di cancellazione della causa dal ruolo, presentazione della domanda di fissazione dell’udienza e dell’istanza di prelievo a distanza di diversi anni dalla proposizione del ricorso) che, valutate unitamente alla rinuncia alla tutela cautelare, hanno interrotto il nesso causale e determinato il consolidamento e l’aggravamento del danno asseritamente patito.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Ampliamento e zona propria

09 Mag 2025
9 Maggio 2025

Il T.A.R. Veneto ricorda che gli ampliamenti ai sensi del cd. Piano Casa possono essere realizzati solo in zona omogenea propria.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Soppressione dell’autonomia scolastica nei Comuni montani

09 Mag 2025
9 Maggio 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che la tutela dei Comuni montani, che si inserisce nel quadro dei principi espressi dall’art. 44 Cost., è stata riconosciuta dal legislatore nazionale lungo tutto il percorso evolutivo che ha riguardato gli atti di organizzazione del settore scolastico, come confermato anche dall’art. 1, co. 557 l. 197/2022, che ha introdotto nel testo dell’art. 19 d.l. 98/2011 (come convertito dalla l. 111/2011) il comma 5-quater, ove espressamente viene contemplata la “necessità di salvaguardare le specificità delle istituzioni scolastiche situate nei comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche”.

Sebbene non sussista una radicale preclusione, in sede di approvazione del piano per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche, alla possibilità di procedere alla soppressione dell’autonomia scolastica in relazione ad istituti localizzati nei Comuni montani, ciò può avvenire solo all’esito di adeguata istruttoria, con l’acquisizione di tutti gli elementi di fatto rilevanti, nonché con l’esplicitazione adeguata dei giustificativi alla base delle scelte adottate.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Un sito per vedere la sovrapposizione tra ortofoto e dati catastali

08 Mag 2025
8 Maggio 2025

Segnaliamo un interessante sito dove si può vedere gratuitamente la sovrapposizione tra le foto aeree e i mappali catastali: 

https://www.formaps.it/

Le misure preventive in capo ai Comuni per il contrasto all’evasione dei tributi locali

08 Mag 2025
8 Maggio 2025

L’art. 15-ter d.l. 34/2019, come convertito dalla l. 58/2019, rubricato Misure preventive per sostenere il contrasto dell’evasione dei tributi locali, statuisce che gli Enti locali competenti al rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi, alla ricezione di SCIA, uniche o condizionate, concernenti attività commerciali o produttive possono disporre, con norma regolamentare, che il rilascio o il rinnovo e la permanenza in esercizio siano subordinati alla verifica della regolarità del pagamento dei tributi locali da parte dei soggetti richiedenti.

Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha affermato che la norma deve ricevere un’interpretazione adeguatamente restrittiva e costituzionalmente orientata, tale per cui gli Enti locali possono subordinare, con norma regolamentare, il rilascio, il rinnovo e la permanenza di licenze e autorizzazioni, in favore degli esercenti di un’attività commerciale, alla condizione della verifica del regolare pagamento dei tributi locali, unicamente con riguardo alle violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento.

Si segnala che il Consiglio di Stato propende invece per un’interpretazione più largheggiante. A suo dire, la norma non richiede che il debito tributario sia definitivamente accertato ricordando che possono presentarsi in concreto solo due alternative: a) il contribuente ha impugnato l’avviso di accertamento (o comunque l’atto su cui si è basata la pretesa impositiva), e allora non si tratta di violazione definitivamente accertata, cosicché egli ha disposizione l’azione di ripetizione laddove sia dimostrata la non debenza della somma e, quindi, il meccanismo del solve et repete può funzionare; b) il contribuente non ha impugnato l’avviso di accertamento, ma in tale ipotesi la violazione tributaria è definitiva.

Post di Alberto Antico – avvocato

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