Il vincolo ferroviario
Il TAR Veneto ha offerto utili principi sul vincolo ferroviario, entro un giudizio di impugnazione di un diniego di condono per un abuso in area soggetta a tale vincolo.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha offerto utili principi sul vincolo ferroviario, entro un giudizio di impugnazione di un diniego di condono per un abuso in area soggetta a tale vincolo.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ricorda che il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica ex art. 146 d.lgs. n. 42/2004 da parte della Soprintendenza non presuppone né ha come ovvia conseguenza il rilascio della sanatoria edilizia da parte del Comune, operando i due Enti (e i relativi provvedimenti) su piani di interessi diversi.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto evidenzia che non è sufficiente a fondare un’istanza cautelare la possibile perdita del diritto di proprietà su un’area, se quest’ultima è inedificabile e non autonomamente utilizzabile per alcuno scopo pratico.
Post di Alessandra Piola – avvocato
La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una legge della Provincia autonoma di Bolzano che, nelle ipotesi di interventi edilizi eseguiti sulla base di un titolo abilitativo poi annullato, in mancanza dei requisiti per invocare la sanatoria ex art. 38 d.P.R. 380/2001, valutati i contrapposti interessi in gioco, aveva ipotizzato il pagamento di una sanzione pecuniaria avente efficacia sanante.
Gli artt. 36 e 38 d.P.R. 380/2001, laddove derogano all’ordinaria disciplina di governo del territorio introducendo ipotesi di sanatoria, realizzano un contemperamento di contrapposti interessi incidenti sul territorio, idoneo a garantire la tutela del paesaggio e dell’ambiente, di primaria importanza per la vita sociale ed economica. I rispettivi requisiti della doppia conformità e della presenza di vizi solo formali devono essere qualificati alla stregua di norme fondamentali di riforma economico-sociale, in quanto tali idonee a vincolare la potestà legislativa primaria regionale e provinciale.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il Consiglio di Stato ha offerto una pregevole ricostruzione della responsabilità risarcitoria in capo alla P.A. per lesione di un interesse legittimo, nella particolare fattispecie del procedimento volto all’emanazione di un PUA.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha affermato l’illegittimità della richiesta comunale di ottenere gli elaborati di un progetto firmati dal nuovo presidente di una persona giuridica, nominato medio tempore, se precedentemente erano stati depositati altri atti a firma del soggetto-persona fisica, e il Comune non aveva contestato la provenienza dalla Società .
Post di Alessandra Piola – avvocato
In materia di smaltimento di rifiuti, il TAR Veneto rileva che l’avvenuta derelizione di un bene immobile da parte del fallimento non esime la curatela dall’onere di ripristino e smaltimento relativo a tale bene: anche in questo caso, infatti, la responsabilità pubblica ricade sul patrimonio del fallito responsabile dell’inquinamento, e dunque sul fallimento che tale patrimonio gestisce.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ha ritenuto legittima l’ordinanza contingibile e urgente con cui il Comune ordinava, alternativamente, la demolizione integrale ovvero parziale di un fabbricato ai fini della sua messa in sicurezza a seguito di un accertato rischio di crollo.
Nel caso di specie, la demolizione parziale si sarebbe dovuta accompagnare ad una relazione tecnica volta ad accertare la staticità della parte di immobile da conservarsi: la scelta di permettere al privato una demolizione non integrale (seppur più rilevante rispetto a quanto originariamente prospettato) senza la produzione della suddetta relazione non potrebbe quindi essere contestata, mancando un interesse concreto del privato; in altre parole, la scelta del Comune di concedere al privato una demolizione parziale quando l’ordinanza di fatto prevedeva quella integrale, priva di interesse il ricorso.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il T.A.R. ricorda che il certificato di agibilità o la SCIA agibilità possono essere annullati/inibiti solo se il Comune verifica l’assenza dei presupposti igienico-sanitari prescritti dall’art. 24 del d.P.R. n. 380/2001.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Basilicata ha offerto una pregevole disamina dell’avvicendamento di norme, entro il Codice dell’ambiente, che hanno cercato di regolare l’ordine di trattazione dei progetti da parte della Commissione VIA e VAS, contemperando il criterio cronologico con quello della maggior potenza dell’impianto progettato.
Post di Alberto Antico – avvocato
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