Commissario ad acta in sede di ottemperanza del giudicato e Unione di Comuni

19 Apr 2025
19 Aprile 2025

Il TAR Catania ha ricordato che il commissario ad acta, ove sia chiamato a provvedere in luogo della P.A. in caso di inerzia di quest’ultima nell’ottemperanza a un giudicato, opera quale ausiliario del giudice e non come organo (straordinario) della P.A. stessa.

Per l’effetto, le Parti nei cui confronti si è formato il giudicato devono ricorrere al peculiare strumento del reclamo ex art. 114, co. 6 c.p.a., ove ritengano di avversare i suoi atti. Al contrario, ove i medesimi atti siano avversati dai terzi estranei al giudicato, sono impugnabili con le ordinarie azioni di annullamento o di nullità.

Nel caso di specie, il giudicato si era formato nei confronti di un’Unione di Comuni, ma il commissario ad acta aveva illegittimamente emesso gli atti in luogo dell’asserito Comune inadempiente.

Il TAR ha accertato la nullità di tali atti, per difetto assoluto di attribuzione, in quanto i Comuni facenti parte dell’Unione mantengono una personalità giuridica propria e terza rispetto a quest’ultima, con la logica conseguenza che se l’Unione di Comuni è parte processuale in una data controversia, gli Enti comunali che la compongono restano estranei al giudizio e quali terzi soggetti rispetto ad essi devono essere considerati.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Trasferimento degli obblighi di cessione delle aree a standard

18 Apr 2025
18 Aprile 2025

Il TAR Veneto ricorda che le obbligazioni di cessione di aree a standard nascenti da un atto di impegno unilaterale allegato – e dunque connesso – ad un titolo edilizio si trasferiscono agli aventi causa dell’originario richiedente-stipulante, trattandosi di obbligazioni (urbanistiche) propter rem.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Motivazione dell’acquisizione sanante

18 Apr 2025
18 Aprile 2025

Il TAR Veneto ha sottolineato che un interesse pubblico all’acquisizione sanante per una pista ciclabile fondato meramente su una presunta infungibilità legata ad un accordo di programma e sulla necessità di opere di contenimento del rischio idrico non può sostenere il provvedimento.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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L’accesso civico generalizzato

18 Apr 2025
18 Aprile 2025

Il TAR Palermo ha affermato offerto una pregevole ricostruzione dell’istituto dell’accesso civico generalizzato.

In particolare, ha asserito che l’inerzia serbata dalla P.A. sull’istanza di accesso civico generalizzato non ha valore provvedimentale, in quanto l’art. 5 d.lgs. 33/2013 non contempla un’ipotesi di silenzio-diniego, cioè la formazione di un provvedimento tacito di rigetto – come invece previsto dall’art. 25, co. 4 l. 241/1990 per l’accesso documentale – con la conseguenza che il vano decorso del termine di trenta giorni di cui al comma 6 dell’art. 5 cit. integra una fattispecie di silenzio-inadempimento.

In ogni caso, il relativo processo seguirà il rito per l’accesso ex art. 116 c.p.a., per espresso disposto dell’art. 5, co. 7, ult. periodo d.lgs. 33/2013.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Titolo edilizio per i campi sportivi

18 Apr 2025
18 Aprile 2025

Il TAR Sardegna ha affermato che la realizzazione di un campo da padel non rientra fra gli interventi di edilizia libera e necessita del permesso di costruire, implicando una modificazione permanente del territorio legata all’utilizzo di calcestruzzo per l’installazione delle quattro pareti di confine, a differenza di quanto accade, ad esempio, per i campi da calcio o da tennis, che comportano soltanto operazioni di livellamento del terreno incapaci di mutare le sue caratteristiche, senza l’impiego di materiali artificiali di costruzione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Obbligo di previo PUA

18 Apr 2025
18 Aprile 2025

Il TAR Veneto ha ricordato l’illegittimità del permesso di costruire che sia stato rilasciato in vigenza di una norma di piano che imponeva la previa strumentazione attuativa.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Sulla l. R.V. n. 11/2010

18 Apr 2025
18 Aprile 2025

Il TAR Veneto evidenzia che l’art. 35 della l. R.V. n. 11/2010 – e la conseguente variante urbanistica in sede di piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari – non consente di aggirare l’obbligo urbanistico di previo PUA.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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La demanialitĂ  di una strada

17 Apr 2025
17 Aprile 2025

Il TAR Sardegna ha affermato che, al fine di determinare l’appartenenza di una strada al demanio comunale, costituiscono indici di riferimento, oltre l’uso pubblico, cioè l’uso da parte di un numero indeterminato di persone (il quale isolatamente considerato potrebbe indicare solo una servitù di passaggio), l’ubicazione della strada all’interno dei luoghi abitati, l’inclusione nella toponomastica del Comune, la posizione della numerazione civica, il comportamento della P.A. nel settore dell’edilizia e dell’urbanistica. Per converso non può ritenersi elemento da solo sufficiente, l’inclusione o no nell’elenco delle strade comunali, stante la natura dichiarativa e non costitutiva dell’elenco anzidetto.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Asservimento all’uso pubblico di una strada

17 Apr 2025
17 Aprile 2025

Il TAR Sardegna ha descritto i tre concorrenti elementi necessari a ritenere provato l’asservimento di una strada all’uso pubblico: a) l’esercizio del passaggio e del transito jure servitutis publicae da parte di una moltitudine indistinta di persone, qualificate dall’appartenenza ad un ambito territoriale; b) la concreta idoneità della strada a soddisfare, anche per il collegamento con la via pubblica, le esigenze di carattere generale e pubblico; c) un titolo valido a sorreggere l’affermazione del diritto di uso pubblico, che può essere costituito da un provvedimento amministrativo, da una convenzione fra proprietario e P.A., da un testamento, dall’acquisto per usucapione ventennale, oppure dalla protrazione dell’uso da tempo immemorabile da parte della collettività, contrassegnato dalla convinzione di esercitare il diritto d’uso della strada.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Competenza all’autotutela possessoria in generale

17 Apr 2025
17 Aprile 2025

Il TAR Veneto ha affermato che il potere di autotutela esecutiva possessoria sui beni di proprietà pubblica, che era indubbiamente attribuito al Sindaco dall’art. 378 l. 2248/1865, All. F, deve ritenersi trasferito ai dirigenti (ovvero per gli enti privi di dirigenti agli organi che ne svolgono i compiti) dal TUEL, in virtù del principio generale di distinzione delle funzioni d’indirizzo politico da quelle di gestione.

Lo stesso vale anche con riguardo all’art. 15 d.lgs.lgt. 1446/1918, che attribuiva le funzioni di vigilanza e polizia sulle strade vicinali al Sindaco, a cui spettava ordinare la rimozione degli impedimenti all’uso delle strade e all’esecuzione delle opere definitivamente approvate e la riduzione nel pristino stato delle cose abusivamente alterate.

Post di Alberto Antico – avvocato

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