Non automaticamente il privato ha diritto alla restituzione di quanto pagato in forza di una convenzione urbanistica non attuata
Il TAR Veneto ricorda che la giurisprudenza ha più colte chiarito che quando la fonte di un'obbligazione pecuniaria del privato verso il Comune non è il singolo titolo edilizio, il cui contenuto, con riguardo agli oneri concessori è predeterminato, bensì la convenzione urbanistica, il cui contenuto è frutto di una negoziazione tra le parti, è irrilevante che non sia realizzato il progetto edificatorio per il quale il privato ha effettuato il pagamento di cui ora chiede la restituzione. La controprestazione pecuniaria a carico della ditta lottizzante è comunque dovuta, salvo che la convenzione urbanistica non sia risolta o rescissa, o annullata o dichiarata nulla.
L'indebito oggettivo, quindi, non è automatico.
Il caso esaminato dal TAR riguardava un PIRUEA:
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Termine di decadenza di un PIRUEA diverso da quello ex lege
Il TAR Veneto ha affermato che un’espressa prescrizione della Regione, che in sede di approvazione di PIRUEA (e in modifica di quanto previsto dal Comune) riduca la durata di tale Piano da dieci anni a cinque, è ammissibile, e va di conseguenza rispettata dalle parti.
La Regione, infatti, nel caso di specie aveva poteri di codeterminazione relativamente alla gestione del territorio, con quindi competenza a poter imporre un termine diverso per l’attuazione del Piano, e ciò anche al fine di ridurre l’incertezza sul recupero o meno delle aree.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il dissenso nella conferenza di servizi
Il TAR Veneto evidenzia che i dissensi forniti dalle Amministrazioni in sede di conferenza di servizi devono essere motivati e tali da poter garantire il superamento del dissenso stesso. La proposizione di una nuova collocazione dell’intervento richiesto che si ponga in violazione della normativa urbanistica, dunque, non risponde a tali requisiti.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Esecuzione in forma specifica dell’obbligo di cedere gratuitamente le aree di cui ad una convenzione urbanistica
Il TAR Veneto ha affermato che è proponibile da parte della P.A. l’azione volta a conseguire una pronuncia costitutiva ai sensi dell’art. 2932 c.c. al fine di ottenere l’esecuzione di una convenzione di lottizzazione e, in particolare, l’accertamento e la declaratoria del trasferimento delle aree destinate a cessione gratuita.
Post di Alberto Antico – avvocato
La Soprintendenza speciale per il PNRR
Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha commentato l’art. 29 d.l. 77/2021, come convertito dalla l. 108/2021 (poi modificato dall’art. 20, co. 1 d.l. 13/2023, come convertito dalla l. 41/2023), strumentale a favorire l’accentrata “tutela dei beni culturali e paesaggistici nei casi in cui tali beni siano interessati dagli interventi previsti dal PNRR”, che ha istituito una Soprintendenza Speciale per il PNRR presso il Ministero della Cultura, con operatività in scadenza al 31 dicembre 2026.
Post di Alberto Antico – avvocato
Ristrutturazione o nuova costruzione?
Il T.A.R. Veneto ha considerato come nuova costruzione un intervento di demolizione e ricostruzione con ampliamento di un edificio che, alla fine, ha portato alla realizzazione di due nuove unità abitative. In tal caso, quindi, anche gli oneri sono stati calcolati dall’ente locale considerandolo un intervento di una nuova costruzione, a prescindere dalla qualificazione giuridica di ristrutturazione impressa dal titolo edilizio.
Tale pronuncia si allinea ad altre recenti sentenze ammnistrative del T.A.R. Lombardia affermanti che, per incasellare un intervento di demo-ricostruzione come ristrutturazione o nuova costruzione, occorre verificare se vi è stato un l’incremento (o meno) del carico urbanistico.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Prova dell’esistenza di un edificio non più sussistente
Il TAR Veneto, dopo aver ricordato il principio generale per cui la prova dell’esistenza-consistenza di un edificio non più sussistente ricade sul privato, evidenzia che tale esistenza può essere ritenuta confermata in presenza di perizia giurata, relazioni accompagnatorie di pratiche edilizie e immagini storiche scaricate da Google Earth tra loro concordanti.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Precarietà e pertinenze
Il TAR Veneto sottolinea che un manufatto stabilmente connesso al suolo tramite una fondazione a platea, completo di impianto elettrico e grondaie, seppur dichiarato come adibito a ripostiglio (e quindi oggetto di attività edilizia libera), dovrebbe essere più correttamente qualificato come locale adibito a deposito funzionalmente autonomo e dal carattere permanente, e pertanto non precario.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Sui presupposti del piano casa
Il T.A.R. Veneto ricorda che il cd. Piano casa ter si applicava anche agli edifici con destinazione produttiva e che l’ampliamento previsto permetteva di derogare anche alla distanza dai confini prevista dalla normativa comunale. Al ricorrere di tali presupposti, quindi, il rilascio del titolo edilizio si configurava come un atto dovuto dalla P.A., senza necessità di coinvolgere il vicino-confinante nel relativo procedimento amministrativo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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