In linea generale, non vi sono controinteressati rispetto a un’ordinanza di demolizione

27 Lug 2026
27 Luglio 2026

Il TAR Veneto ha affermato che, rispetto all’ordine di demolizione, non è di regola configurabile l’esistenza di controinteressati, nei confronti dei quali sia necessario instaurare un contraddittorio, anche nel caso in cui sia palese la posizione di vantaggio che scaturirebbe per il terzo dall’esecuzione della misura repressiva e anche quando il terzo avesse provveduto a segnalare alla P.A. l’illecito edilizio da altri commesso.

Nel caso di specie, peraltro, i proprietari dei fondi posti a monte del muro oggetto dell’ordine di demolizione non hanno un interesse uguale e contrario a quello del ricorrente, ma sono cointeressati alla rimozione del provvedimento comunale, che anch’essi avevano autonomo titolo a impugnare.

Post di Alberto Antico – avvocato

Riforma delle sanzioni in materia finanziaria

25 Lug 2026
25 Luglio 2026

Con il d.lgs. 25 luglio 2026, n. 128 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 169 del 23.07.2026), in vigore dal 07.08.2026, è stata data attuazione della delega di cui all’art. 19-bis l. 21/2024, per la riforma organica e il riordino del sistema sanzionatorio e di tutte le procedure sanzionatorie recati dal d.lgs. 58/1998, cd. Testo unico della finanza (TUF).

Post di Alberto Antico – avvocato

Misure urgenti per fronteggiare il crollo parziale del Tribunale ordinario di Bolzano

25 Lug 2026
25 Luglio 2026

Con il d.l. 23 luglio 2026, n. 127 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 169 del 23.07.2026), in vigore dal 24.07.2026, sono state approvate misure urgenti e indifferibili per lo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell’immobile degli uffici giudiziari di Bolzano.

Post di Alberto Antico – avvocato

Le controversie soggette al cd. rito accelerato PNRR non sono passibili di ricorso straordinario

24 Lug 2026
24 Luglio 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato l’inammissibilità del ricorso straordinario nell’ambito delle procedure amministrative che coinvolgono risorse PNRR, anche indirettamente, trovando applicazione il rito speciale accelerato ex art. 12-bis d.l. 68/2022, come convertito dalla l. 108/2022, applicabile a «qualsiasi procedura amministrativa che riguardi interventi finanziati in tutto o in parte con le risorse previste dal PNRR».

Quest’ultimo infatti è incompatibile con il procedimento del ricorso straordinario, caratterizzato da molte più articolate fasi e da termini più lunghi: si pensi al termine di 120 giorni per la sua proposizione, all’eventuale trasposizione in sede giurisdizionale, al termine assegnato al Ministero competente per l’istruzione dell’affare e la trasmissione al Consiglio di Stato del prescritto parere, alla sua adozione da parte di quest’ultimo e alla successiva adozione del decreto del Presidente del Consiglio di Stato (non più del Presidente della Repubblica) di cui agli artt. da 9 a 15 d.P.R. 1199/1971.

Post di Alberto Antico – avvocato

Condanna alle spese di lite, nel caso di cessata materia del contendere

24 Lug 2026
24 Luglio 2026

Il Consiglio di Stato, in omaggio al principio di sindacabilità in appello della discrezionalità giudiziale in ordine al riconoscimento, sul piano equitativo, dei giusti motivi per ammettere o escludere la compensazione delle spese giudiziali, ha affermato che è irrazionale il capo relativo alle spese di una sentenza, recante la declaratoria di cessata materia del contendere per annullamento in autotutela dei provvedimenti impugnati, la quale non abbia motivato sulla sussistenza delle gravi ed eccezionali ragioni, giustificative della compensazione delle spese, in caso di un’evidente soccombenza virtuale.

Post di Alberto Antico – avvocato

La domanda risarcitoria del concessionario di un bene demaniale

24 Lug 2026
24 Luglio 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che, in materia di concessioni di beni pubblici, appartiene alla giurisdizione esclusiva del G.A. la domanda risarcitoria con cui il concessionario deduca la violazione delle clausole della concessione concernenti l’oggetto del rapporto e le modalità di utilizzazione del bene, atteso che la decisione postula l’interpretazione del titolo concessorio e l’accertamento dei diritti e degli obblighi derivanti dal rapporto, non riducendosi la controversia a una mera questione patrimoniale.

La domanda risarcitoria basata sull’asserita inidoneità dell’immobile assegnato in concessione è infondata nei confronti dell’Agenzia del demanio, qualora quest’ultima fosse estranea al rapporto concessorio.

Post di Alberto Antico – avvocato

Nel giudizio amministrativo d’appello (anche in materia elettorale) è indispensabile la difesa tecnica

24 Lug 2026
24 Luglio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, ai sensi dell’art. 95, co. 6 c.p.a., ai giudizi di impugnazione non si estende la possibilità, prevista dal combinato disposto dell’art. 22, co. 1 e dell’art. 23 c.p.a. per i giudizi dinanzi al giudice di primo grado, di difendersi personalmente, cosicché non è applicabile nel giudizio innanzi al Consiglio di Stato l’art. 23, co. 1 c.p.a., nella parte in cui prevede la possibilità di difesa personale delle parti nei giudizi in materia elettorale.

L’impossibilità di difendersi personalmente nel giudizio di appello non viola il diritto di difesa costituzionalmente garantito, atteso che l’inviolabilità del diritto di difesa si caratterizza in primo luogo come diritto alla difesa tecnica, che si realizza mediante la presenza di un difensore dotato dei necessari requisiti di preparazione tecnico-giuridica, in grado di interloquire con le controparti e con il giudice, di modo che le ipotesi di difesa personale devono essere considerate, nel nostro ordinamento, eccezioni.

Post di Alberto Antico – avvocato

Edifici in fascia di rispetto stradale (inedificabilità assoluta): come operano il condono edilizio e il piano casa?

23 Lug 2026
23 Luglio 2026

Una articolata sentenza del TAR Veneto esamina alcune questioni in materia di inedificabilità assoluta nelle fasce di rispetto stradale, citando anche la giurisprudenza costituzionale in materia.

Il TAR ribadisce che in esse non può essere rilasciato il condono edilizio.

Per quanto riguarda il piano casa, alla luce anche della normativa specifica del Veneto, il TAR conclude:

  1. gli edifici esistenti all'interno della fascia non possono essere ampliati col piano casa;
  2. l'edificio esistente all'interno della fascia non può generare col piano casa volumetria da realizzare all'esterno della fascia;
  3. l'edificio esistente in fascia di rispetto può essere ampliato col piano casa, se viene demolito e ricostruito fuori dalla fascia di rispetto.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

L’impugnazione dello strumento urbanistico è inammissibile se mancano legittimazione e interesse ad agire

23 Lug 2026
23 Luglio 2026

Il TAR Veneto ricorda che l’ammissibilità del ricorso contro lo strumento urbanistico (nel caso specifico il piano degli interventi) è subordinata alla sussistenza delle condizioni dell’azione, ovvero la legittimazione e l’interesse ad agire.

Quest’ultimo, qualificabile come l’esigenza di ottenere dall’accoglimento del ricorso un risultato di vantaggio utile e giuridicamente apprezzabile, deve essere connotato come personale, concreto ed attuale.

La ricorrente aveva allegato a supporto della sua domanda di annullamento la sussistenza di un possibile pregiudizio derivante dall’inserimento del terreno frontistante la sua proprietà tra le aree di edificazione diffusa, evidenziando la fragilità dell’area e lamentando la possibilità, innovativamente riconosciuta dallo strumento di pianificazione impugnato, di realizzarvi una volumetria.

Il TAR ha ritenuto che non sia stato dimostrato l'interesse al ricorso.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

L’occupazione sine titulo del fondo del privato da parte del Comune, per realizzarvi una strada

23 Lug 2026
23 Luglio 2026

Nel caso di specie, una licenza edilizia del 1973 recava la prescrizione al privato di cedere al Comune il terreno necessario per la costruzione di una nuova strada. Tuttavia, la successiva variante al titolo del 1974 eliminava tale previsione (con la tecnica di citare nuovamente la prescrizione e barrare il relativo testo). La nuova strada però era effettivamente realizzata dal Comune, in regime di occupazione d’urgenza. Il decreto che la disponeva era impugnato dal privato, con un ricorso poi dichiarato perento per mancata richiesta di fissazione dell’udienza.

Il TAR Veneto ha affermato che, a fronte della mancata previsione della prescrizione della cessione dell’area a favore del Comune nel titolo edilizio definitivo e dell’espresso riconoscimento da parte del Comune della mancata adozione di un provvedimento di esproprio e della mancata corresponsione agli interessati delle somme dovute a titolo di indennizzo, l’area risulta occupata dal Comune senza titolo.

Si tratta di un illecito a carattere permanente, che la P.A. ha l’obbligo di far cessare: l’irreversibile trasformazione di un fondo per effetto della realizzazione di un’opera pubblica non determina il trasferimento della proprietà del bene, né costituisce impedimento alla possibilità di restituire l’area illegittimamente appresa.

Il TAR ha condannato il Comune a determinarsi al fine di porre fine all’occupazione senza titolo delle aree del ricorrente, disponendo la restituzione allo stesso dei terreni, previa riduzione in pristino o, in alternativa, adottando il decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, unitamente al versamento del relativo risarcimento secondo i parametri ivi disciplinati.

Post di Alberto Antico – avvocato

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