Il T.A.R. Veneto si sofferma sulla normativa concernente l’obbligo di bonifica di un sito inquinato, con precipuo riferimento sia alle responsabilità dei vari soggetti coinvolti sia all’individuazione ed al superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC).
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Veneto ricorda che, in materia ambientale, non trova applicazione il principio penalistico del “oltre ogni ragionevole dubbio”, ma quello eurocomunitario del “più probabile che non”. La sentenza è particolarmente interessante perché concerne il cd. caso Miteni (pfas).
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Veneto, sempre con riferimento al noto caso cd. Miteni, si sofferma sugli obblighi di comunicazione che fanno capo al soggetto responsabile dell’inquinamento.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ha offerto una pregevole disamina dell’istituto della dicatio ad patriam, la quale può conseguire o ad un atto volontario del proprietario, oppure ad una “scelta imposta”.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha offerto una pregevole disamina dei cd. standard a parcheggio, sussumendoli nella più generale categoria della dicatio ad patriam.
Questo istituto entra in gioco quando il titolare di un titolo edilizio può costruire un edificio, purché realizzi spazi destinati al transito o al parcheggio per il soddisfacimento degli standard.
Tali spazi – anche se non diventano di proprietà pubblica – di regola hanno natura pertinenziale sotto il profilo privatistico e comunque non possono avere una destinazione diversa da quella prevista dal titolo che ha consentito la realizzazione del bene principale.
Pertanto, quando il titolo edilizio consente la realizzazione di una struttura di vendita e prevede la destinazione di un’area a parcheggio, tale area per intero deve mantenere siffatta destinazione: il numero di posti auto derivanti dal calcolo degli standard non può essere ridotto, in conseguenza di attività che in linea di principio sarebbero libere estrinsecazioni delle facoltà dominicali, ma che in concreto riducono gli spazi destinati a parcheggio.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che il comproprietario di un’area su cui è stato realizzato un abuso, non può ritenersi sottratto all’ordine di demolizione solo perché tali abusi sono stati realizzati a sua insaputa.
Ai fini dell’erogazione delle sanzioni reali e pecuniarie sostitutive, infatti, è irrilevante lo stato soggettivo del proprietario.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto evidenzia che sia la sanzione demolitoria sia quella pecuniaria sostitutiva (nonché le spese di demolizione) gravano sul proprietario dell’abuso, anche se incolpevole: trattasi infatti di sanzioni reali, di ripristino della legalità violata.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che l’impugnativa del provvedimento di acquisizione gratuita, non preceduta dalla tempestiva impugnazione dell’ordinanza di demolizione relativa ad opere abusive, comporta che non possano essere denunciati eventuali vizi di tale atto presupposto in sede di gravame avverso l’atto applicativo che lo richiami, sicché in tali casi di mancata impugnazione dell’ordine di demolizione deve pertanto essere dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso il provvedimento di accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione e di acquisizione al patrimonio comunale della costruzione abusiva e dell’area di sedime, a meno che non si facciano valere vizi propri della misura acquisitiva.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il T.A.R. stabilisce che l’acquisizione al patrimonio disponibile del Comune di un’area maggiore rispetto a quella oggetto dell’abuso, richiede una motivazione puntuale dell’interesse pubblico sotteso a tale determinazione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Nel caso di specie il privato, raggiunto da un’ordinanza di demolizione degli abusi commessi su un immobile locato a terzi, affermava di non aver potuto ottemperarvi, in quanto sull’immobile stesso insisteva un pignoramento.
Il TAR Veneto ha ritenuto di assimilare questa fattispecie a quella dell’immobile abusivo gravato da sequestro penale e, per l’effetto, ha affermato che il pignoramento non scusa il proprietario dall’inottemperanza all’ordinanza di demolizione.
Post di Alberto Antico – avvocato
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