Il TAR Veneto ha ricordato le stringenti condizioni che devono sussistere, in base al combinato disposto dell’art. 32 l. 47/1985 e dell’art. 32, co. 27, lett. d d.l. 269/2003, come convertito dalla l. 326/2003, affinché un abuso commesso su un bene sottoposto a vincolo di inedificabilità, sia esso di natura relativa o assoluta, possa essere condonato.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. afferma che le domande di condono ex d.l. n. 269/2003 (terzo condono) per le opere edilizie ricadenti in zona di vincolo paesaggistico devono ottenere sia il nulla osta dell’autorità preposta alla tutela del vincolo de quo sia del Comune: nel caso di specie, la prima (Commissione di Salvaguardia di Venezia) aveva dato parere favorevole, mentre il secondo (Comune di Venezia) aveva denegato il condono in quanto contrastante con le proprie norme urbanistico-edilizie.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. afferma che le domande di condono ex d.l. n. 269/2003 (terzo condono) non si formano per silenzio-assenso se l’immobile abusive ricade in zona di vincolo paesaggistico-monumentale. Nel caso di specie, anche se l’opera aveva ottenuto il parere favorevole da parte dell’autorità preposta alla salvaguardia e tutela del vincolo paesaggistico-momunentake, essa contrastava con le prescrizioni urbanistico-edilizie comunali.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
In Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n. 23 del 29.01.2024) è stato pubblicato il d.l. 29 gennaio 2024, n. 7, entrato in vigore il 30.01.2024, contenente disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali dell’anno 2024 e in materia di revisione delle anagrafi della popolazione residente e di determinazione della popolazione legale.
Si segnalano in particolare due norme.
All’art. 3 si stabilisce che, dal 30.01.2024, per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale dei Comuni capoluogo di provincia si applicano, indipendentemente dalla relativa dimensione demografica, gli artt. 72 e 73 TUEL (che disciplinano le elezioni per i Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti).
L’art. 4 del decreto-legge, modificando l’art. 51 TUEL, stabilisce che per i Sindaci dei Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, il divieto di immediata ricandidabilità si applica allo scadere del terzo mandato. Per i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, non vi sono più limiti ai mandati consecutivi. I mandati svolti o in corso di svolgimento al 31.01.2024 sono computati ai fini del calcolo del numero di mandati.
Nel caso di specie, si discuteva dell’esatta quantificazione del contributo straordinario di perequazione, ex art. 16, co. 4, lett. d-ter d.P.R. 380/2001, dovuto dal privato per aver ottenuto, mediante un SUAP in variante, la trasformazione urbanistica da agricola in produttiva di una superficie di mq. 13.839 per la realizzazione, al suo interno, di un nuovo edificio industriale di mq. 6.465, in ampliamento del complesso produttivo esistente.
Con la delibera di Giunta comunale che dichiarava la pubblica utilità dell’intervento in variante, il contributo straordinario era calcolato in una certa somma.
All’atto della quantificazione definitiva, il Consiglio comunale indicava la perequazione in quattro volte tanto.
Il privato chiedeva l’applicazione della somma inizialmente preventivata dalla Giunta, oppure in subordine del doppio della somma, valore risultante da una perizia di stima indipendente.
Il TAR Veneto ha accolto quest’ultima soluzione mediana.
Il mancato annullamento in autotutela della delibera giuntale, unitamente al notevole tempo trascorso (oltre quattro anni) sino alla definitiva determinazione del contributo perequativo ad opera del Consiglio, radicavano un affidamento in capo al privato in ordine alla “verosimiglianza” della somma originariamente quantificata dalla Giunta, che poteva sì formare oggetto di precisazioni, aggiustamenti e modifiche anche in aumento da parte del Consiglio, ma non poteva essere completamente ignorata e del tutto stravolta.
Post di Daniele Iselle
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Pubblichiamo il link alle slides dell'avvocato Matteo Acquasaliente sul ricorso straordinario, esposte a un seminario della Associazione Veneta Avvocati Amministrativisti.
Il T.A.R. Veneto ricorda le limitazioni che incontra il Comune nel vietare la localizzazione delle antenne all’interno del territorio comunale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ha offerto utili principi in materia di indebito oggettivo ex art. 2033 c.c., applicandolo alla particolare materia delle obbligazioni dedotte in una convenzione urbanistica.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. Veneto ricorda che il termine decadenziale di trenta giorni per impugnare un atto di gara potrebbe essere posticipato in caso di presentazione di un’istanza di accesso agli atti. Nella stessa sentenza, inoltre, il Collegio evidenzia che il mancato esperimento dell’azione giudiziaria finalizzato ad ottenere l’annullamento dell’aggiudicazione non è un motivo che osta, ex se ed in assenza di altre motivazioni, all’accesso agli atti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. ricorda la natura giuridica dell’accesso civico generalizzato, ex d. lgs. n. 33/2013, in rapporto all’accesso agli atti, ex l. n. 241/1990.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.AccettoRead More
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
Commenti recenti