Se le opere di urbanizzazione di una lottizzazione scaduta sono già state realizzate, il contributo di costruzione va pagato per intero?

23 Ott 2025
23 Ottobre 2025

Il TAR Veneto ha affermato che nell’ipotesi di scadenza della lottizzazione si riespande l’originario ius aedificandi con i caratteri primigeni: la scadenza dei relativi piani implica dunque la riappropriazione, da parte del Comune, dei suoi poteri d’ordinamento e di gestione del territorio, con il connesso obbligo dei proprietari dei singoli lotti inedificati, insistenti nel comprensorio di un piano di lottizzazione ormai scaduto, al pagamento degli oneri di urbanizzazione, qualora la concessione edilizia sia assentita in via del tutto autonoma da tale programma costruttivo.

Si segnala che la questione è controversa in giurisprudenza, anche in seno allo stesso TAR Veneto: si veda, per esempio, la sentenza in senso opposto pubblicata su Italiaius in data 14 ottobre 2025.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La natura comunale di una strada dev’essere dimostrata, ai fini della repressione di asseriti abusi edilizi ivi insistenti

23 Ott 2025
23 Ottobre 2025

Il TAR Veneto ha annullato un’ordinanza di demolizione per opere abusive realizzate sopra una strada asseritamente comunale, poiché, a fronte della pacifica circostanza per la quale la strada non è più ricompresa nell’elencazione delle strade comunali, il provvedimento impugnato non recava alcuna specifica motivazione che consentisse di spiegare come il Comune avesse ritenuto che la stessa fosse stata effettivamente interessata dalla realizzazione di opere abusive da parte del privato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La verifica di anomalia dell’offerta

23 Ott 2025
23 Ottobre 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che il procedimento di verifica dell’anomalia non ha per oggetto la ricerca di specifiche e singole inesattezze dell’offerta economica, mirando piuttosto ad accertare se in concreto l’offerta, nel suo complesso, sia attendibile e affidabile in relazione alla corretta esecuzione dell’appalto, senza concentrarsi esclusivamente e in modo parcellizzato sulle singole voci di prezzo. Il giudizio sull’offerta sospettata di anomalia è, quindi, incentrato sull’accertamento della serietà dell’offerta, desumibile dalle giustificazioni fornite dal concorrente, con la conseguenza che l’esclusione dalla gara può essere disposta solo se vi sia la prova dell’inattendibilità complessiva dell’offerta.

Nel caso di specie, le giustificazioni fornite dall’aggiudicatario erano ritenute congrue, in particolare quanto alle spese generali, avendo egli dimostrato di avere acquisito un portafoglio lavori tale da consentirgli di distribuire le spese fisse d’impresa (aliquota delle spese generali) su più cantieri.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il contratto di avvalimento ha sempre natura onerosa?

23 Ott 2025
23 Ottobre 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che il contratto di avvalimento ha tendenzialmente natura onerosa, non giustificandosi altrimenti il prestito a titolo gratuito dei requisiti da parte dell’operatore che potrebbe partecipare alla gara. Ove abbia carattere gratuito, dal testo del contratto deve in ogni caso emergere chiaramente l’interesse, direttamente o indirettamente patrimoniale, ad esso sotteso, al fine di consentire il controllo sulla meritevolezza ex art. 1322, co. 2 c.c., distinto dal giudizio di liceità, allo scopo di evitare che gli interessi perseguiti dalle parti contrastino con gli interessi generali della comunità e dei terzi maggiormente meritevoli di tutela.

È legittimo il contratto di avvalimento anche ove il corrispettivo previsto a favore dell’ausiliaria non sia congruo rispetto ai requisiti prestati ove, dal testo dello stesso, emerga la possibilità per la medesima ausiliaria di avere in subappalto lavori, nei limiti dei requisiti prestati, e laddove la stessa appartenga al medesimo gruppo imprenditoriale della mandante del RTI aggiudicatario.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Discrepanze tra le norme e la grafica del PRG

22 Ott 2025
22 Ottobre 2025

Il TAR Veneto ha confermato che nel caso di discrasie tra parte normativa e parte grafica dello strumento urbanistico, è applicabile la regula iuris secondo cui va data prevalenza alla disposizione normativa rispetto al segno grafico.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Un abuso edilizio non crea un legittimo affidamento

22 Ott 2025
22 Ottobre 2025

Il Dottor Riccardo Renzi ha redatto una nota sulla non riconoscibilità del legittimo affidamento in presenza di abuso edilizio: conferma giurisprudenziale del TAR Lombardia, Brescia, sentenza n. 773/2025.

italia-ius-La non riconoscibilità del legittimo affidamento in presenza di abuso edilizio

La cd. sanatoria con opere introdotta con l’art. 36-bis d.P.R. 380/2001

22 Ott 2025
22 Ottobre 2025

Il TAR Salerno ha affermato che nel procedimento di sanatoria introdotto dall’art. 36-bis d.P.R. 380/2001, il richiedente, mediante il proprio tecnico incaricato, è legittimato a proporre un piano di ripristino o demolizione delle opere non sanabili sulla base di un progetto allegato all’istanza di sanatoria, non sussistendo una riserva esclusiva nella individuazione delle opere necessarie in capo allo sportello unico comunale.

In sede di esame dell’istanza ex art. 36-bis cit., la conformità deve essere valutata in relazione alla situazione rappresentata dal progetto di rimozione/ripristino e non a quella relativa all’opera abusiva e della quale si prospetta la rimozione. La P.A. è chiamata a verificare se, attuando le misure di ripristino prospettate dal richiedente, sia conseguibile la conformità alle norme urbanistiche, edilizie e tecniche di settore richieste.

Viceversa, nel procedimento ex art. 36 del citato d.P.R. è consentito esclusivamente ponderare la conformità delle opere rispetto agli strumenti urbanistici ed ai valori tutelati da specifici vincoli, senza possibilità di prevedere interventi di ripristino e demolizione ai fini della sanatoria.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Project financing e aspettativa del soggetto promotore

22 Ott 2025
22 Ottobre 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che la P.A. è libera di non dar corso alla procedura di gara per l’affidamento della relativa concessione, sicché l’eventuale misura di autotutela non determina alcuna responsabilità precontrattuale né fa sorgere, in caso di revoca, l’obbligo di corrispondere alcun indennizzo a ristoro dei pregiudizi economici asseritamente patiti dal promotore. Questo vale solo fino a quando la P.A. non si risolva, sulla base del progetto assentito, ad attivare la procedura di gara e a concluderla con l’aggiudicazione. L’aggiudicazione definitiva, invero, trasforma l’aspettativa di mero fatto, fino a quel punto vantata dal promotore, in aspettativa giuridicamente tutelata alla consequenziale stipula del contratto aggiudicato.

Con specifico riguardo alla procedura di project financing, il soggetto individuato come promotore finanziario, benché prescelto, rimane, rispetto al procedimento di affidamento, nella posizione di potenziale concorrente e, come tale, non vanta alcun minimo affidamento idoneo a consolidare una posizione suscettibile di fondare una responsabilità da parte della P.A. La dichiarazione di pubblico interesse non rappresenta perciò un atto ad efficacia durevole attributivo in maniera definitiva di un vantaggio, quanto prodromico alla indizione di una gara, non fondativo di indennizzo in caso di revoca della stessa.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Giurisdizione in materia di convenzioni urbanistiche

22 Ott 2025
22 Ottobre 2025

Il TAR Veneto ha ricordato che le controversie concernenti le convenzioni urbanistiche, stipulate tramite accordi tra P.A. e società private sono attratte nell’ambito della giurisdizione esclusiva del G.A., in quanto tipica ipotesi di accordi sostitutivi di provvedimenti amministrativi, ai sensi dell’art. 11 l. 241/1990, con riferimento ai profili relativi non solo alla loro formazione, ma anche alla loro esatta e completa esecuzione. Ciò vale anche qualora agli originari lottizzanti subentrino degli aventi causa.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Accordi urbanistici pubblico-privati e informazioni antimafia

21 Ott 2025
21 Ottobre 2025

L’art. 7-bis l.r. Veneto 11/2004 afferma che, con riferimento ai soggetti privati che propongono o partecipano agli accordi di cui ai precedenti artt. 6 e 7, di valore superiore a € 150.000, ai fini di prevenire i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore edilizio, il Comune o l’Ente promotore l’accordo acquisiscono l’informazione antimafia di cui all’art. 84, co. 3 d.lgs. 159/2011, cd. codice antimafia.

Il TAR Veneto ha affermato che tale norma non lascia margini di discrezionalità alla P.A. nell’imporre l’acquisizione dell’informazione antimafia.

Quanto alla collocazione temporale di tale obbligo, mentre nella formulazione del d.lgs. 159/2011 essa può essere individuata “prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti”, nella norma veneta, essendo volta a prevenire l’infiltrazione mafiosa del procedimento di pianificazione territoriale, essa è anticipata all’iter di approvazione degli accordi pubblico-privati mediante la procedura urbanistica, fermo restando che la stipula della convenzione o dell’atto unilaterale d’obbligo è in ogni caso subordinata all’acquisizione dell’informazione antimafia.

Post di Daniele Iselle

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