Revoca dell’Autorizzazione Unica Ambientale

18 Gen 2023
18 Gennaio 2023

Il TAR Veneto ricorda che la revoca dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) è la conseguenza di, alternativamente, il mancato corretto adempimento ad una diffida ad adempiere proveniente dall’Autorità di controllo, ovvero le reiterate violazioni che causino una situazione di pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente. Qualora il privato abbia adempiuto in modo diverso (e dunque non correttamente), ma ritenuto migliore, il TAR ha dichiarato che trattasi di valutazioni spettanti in primis alla P.A., a cui il Giudice non può sostituirsi in quanto potere amministrativo non ancora esercitato ex art. 34, co. 2 c.p.a.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Intervento edilizio e titolo edilizio

18 Gen 2023
18 Gennaio 2023

Il T.A.R. Milano ricorda la portata generale dell’art. 27 del d.P.R. n. 380/2001: l’ottenimento di un titolo edilizio errato, infatti, legittima il Comune ad esercitare il generale e residuale potere repressivo costituito dall’art. 27 del d.P.R. n. 380/2001.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Governo del territorio e libertà di impresa

17 Gen 2023
17 Gennaio 2023

Il TAR Veneto ricorda che l’attività urbanistica comunale è improntata anche allo sviluppo economico del territorio; il Comune, quindi, può chiedere chiarimenti in merito agli effetti socio-economici di un futuro intervento per cui viene richiesta variante al Piano degli Interventi.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Ragionevolezza delle scelte pianificatorie

17 Gen 2023
17 Gennaio 2023

Il TAR Veneto ribadisce che le scelte urbanistiche possono essere sindacate solo per manifeste irragionevolezza o illogicità; a tal proposito, rientra nella discrezionalità amministrativa la comparazione tra la promozione delle attività produttive (che può essere positivamente ritenuta tra le finalità della pianificazione urbanistica) e gli altri usi del territorio.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Ripubblicazione degli strumenti urbanistici

17 Gen 2023
17 Gennaio 2023

Il TAR Veneto ricorda che l’obbligo di ripubblicare gli strumenti urbanistici già adottati, a seguito di osservazioni (non potendo quindi procedere direttamente con l’approvazione), è previsto solo quando vi sia stata una rielaborazione dell’impianto complessivo del piano, tale da stravolgerne le caratteristiche essenziali.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Impugnabilità degli atti di pianificazione comunale

17 Gen 2023
17 Gennaio 2023

Il TAR Veneto afferma che sia il documento preliminare del Sindaco al Piano degli Interventi sia la sua adozione devono essere considerati atti endoprocedimentali all’approvazione dello strumento urbanistico comunale, potendo quindi essere impugnati direttamente insieme all’approvazione, senza che ciò comporti l’irricevibilità del ricorso in parte qua.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Conseguenze processuali della mancata impugnazione di uno strumento urbanistico sopravvenuto

17 Gen 2023
17 Gennaio 2023

Il TAR Veneto ribadisce che la mancata impugnazione, nelle more del giudizio, di uno strumento urbanistico sopravvenuto (nel caso di specie, si trattava del PAT nonché del relativo PRG quale “primo P.I.”), comporta l’improcedibilità sopravvenuta del ricorso avverso il Piano precedente.

Peraltro, nell’ipotesi de qua, gli atti pianificatori sopravvenuti risultavano essere stati adottati da soggetti (la Provincia) diversi da quelli che avevano adottato il Piano precedente (la Regione).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Sulle aree bianche

17 Gen 2023
17 Gennaio 2023

Il T.A.R. Veneto, dopo aver elencato le tre differenti ipotesi di “zone bianche”, si sofferma sulla differente disciplina prevista, per le zone agricole, dall’art. 48 della l.r. Veneto n. 11/2004 - che presuppone la decadenza del P.I. - e dall’art. 9 del d.P.R. n. 380/2001 – che si applica invece alle “zone bianche” scricto sensu intese -.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Presentazione del volume “Viaggio in bonifica”

16 Gen 2023
16 Gennaio 2023
Tra il Sile e il Tagliamento

Abuso d’ufficio: ne può rispondere il tecnico comunale che rilascia un titolo abilitativo senza rispettare il P.A.I.

16 Gen 2023
16 Gennaio 2023

A seguito della novella del 2020, il reato di abuso d’ufficio (art. 323 c.p.) può essere commesso solo mediante “violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità”.

La Corte di cassazione penale ha affermato che le norme di attuazione del piano di assesto idrogeologico (P.A.I.) integrano questo requisito, in quanto norme secondarie attuative dell’art. 67 del Codice dell’ambiente.

Più in generale, laddove una norma di legge compia espresso rinvio ad uno strumento urbanistico, o a un atto amministrativo generale com’è (a detta della Corte) il P.A.I., la violazione di quest’ultimo integra una condotta rilevante ai fini dell’abuso d’ufficio.

Nel caso di specie, il tecnico comunale aveva rilasciato un condono (peraltro, senza data e con numero di protocollo 1/2014) per un immobile in area qualificata come ad alta pericolosità e rischio molto elevato, senza richiedere il parere all’Autorità competente come richiesto dalle N.T.A. del P.A.I.: la richiesta di questo parere era ritenuta dalla Corte attività vincolata.

Il reato risultava peraltro estinto per prescrizione.

Post di Daniele Iselle

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