Aumento di volumetria e rilevanza paesaggistica

02 Ott 2025
2 Ottobre 2025

Il TAR Veneto ribadisce (in una sentenza del 2024, riguardante un’ipotesi anteriore all’introduzione del d.l. n. 69/2024) che sono suscettibili di sanatoria anche paesaggistica esclusivamente:

  1. i lavori che non determinano la creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati;
  2. i lavori effettuati con materiali in difformità dall'autorizzazione paesaggistica;
  3. i lavori comunque configurabili quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria.

Al contrario, sono sempre escluse le opere che comportino aumento di volumetria, a prescindere dal fatto che tale volumetria non sia concretamente percepibile.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Il pagamento al Comune di oneri concessori chiesti ma non dovuti non costituisce acquiescenza

02 Ott 2025
2 Ottobre 2025

Il TAR Veneto ricorda che nel caso di diritti soggettivi, quali quelli di credito – trattavasi di un’ipotesi di presunto indebito versamento di oneri concessori chiesti dal Comune – il pagamento di quanto richiesto dall’Amministrazione non potrebbe essere qualificato come acquiescenza, dovendosi al contrario applicare l’art. 2033 c.c. (pagamento di indebito).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Atto meramente confermativo

02 Ott 2025
2 Ottobre 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che un atto è meramente confermativo quando la P.A. si limita a comunicare, senza svolgere alcuna istruttoria, che non vi sono ragioni per rivedere la determinazione già assunta.

La giurisprudenza tendenzialmente afferma che l'atto meramente confermativo non è un provvedimento impugnabile.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Pubblicate in G.U. le modifiche alla modulistica sull’agibilità

01 Ott 2025
1 Ottobre 2025

Con l’accordo ex art. 9, co. 2, lett. c d.lgs. 281/1997 del 30 luglio 2025, rep. atti n. 92/CU (pubblicato in G.U., Serie generale n. 227 del 30.09.2025), la Conferenza unificata Stato, Regioni ed Enti locali ha approvato le modifiche alla modulistica edilizia concernenti la segnalazione certificata per l’agibilità.

L’accordo è disponibile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-09-30&atto.codiceRedazionale=25A05267&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

I labirinti giuridici: reati edilizi e permesso di costruire esistente, ma illegittimo

01 Ott 2025
1 Ottobre 2025

La Corte di cassazione penale ha affermato che la contravvenzione di esecuzione di lavori sine titulo, di cui all’art. 44, co. 1, lett. b d.P.R. 380/2001, sussiste anche nel caso in cui il permesso di costruire (PdC), pur apparentemente formato, sia illegittimo per contrasto con la disciplina urbanistico-edilizia di fonte normativa o risultante dalla pianificazione, non costituendo la macroscopica illegittimità del PdC una condizione essenziale per l’oggettiva configurabilità del reato, bensì un significativo indice sintomatico della sussistenza dell’elemento soggettivo dell’illecito.

Il PdC non è idoneo a definire esaurientemente lo statuto urbanistico ed edilizio dell’opera realizzanda senza rinviare al quadro delle prescrizioni degli strumenti urbanistici e alle rappresentazioni grafiche del progetto approvato: sicché, allorché il giudice accerta l’esistenza di profili di illegittimità sostanziale del titolo abilitativo, non pone in essere la procedura di disapplicazione riconducibile all’art. 5 l. 2248/1865, All. E, atteso che viene operata una identificazione in concreto della fattispecie con riferimento all’oggetto della tutela da identificarsi nella salvaguardia degli usi pubblici e sociali del territorio regolati dagli strumenti urbanistici. È perciò sufficiente valutare la sussistenza dell’elemento normativo della fattispecie, posto che la conformità della costruzione e della concessione ai parametri di legalità urbanistica ed edilizia è elemento costitutivo dei reati contemplati dalla normativa urbanistica.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’ordine di demolizione dell’abuso edilizio irrogato dal giudice penale

01 Ott 2025
1 Ottobre 2025

La Corte di cassazione penale ha affermato che l’ordine di demolizione può essere emesso nei soli confronti del proprietario delle opere abusive o di colui che, disponendone materialmente, è in condizione di adempiere, ma non nei confronti di soggetti, quali il direttore dei lavori o gli esecutori materiali, che abbiano concorso alla realizzazione del reato in virtù di un rapporto obbligatorio con il titolare del diritto reale o del potere di fatto sul terreno o sull’immobile preesistente, in quanto tale rapporto personale risulta autonomo rispetto a quello che lega all’opera abusivamente realizzata il proprietario o il committente.

Il divieto di reformatio in peius che, nel caso di impugnazione proposta dal solo imputato, l’ordinamento processuale impone al giudice di appello, attiene alle ipotesi di aggravamento - per specie o quantità - della pena, di applicazione di nuova o più grave misura di sicurezza, di pronunzia di proscioglimento con formula meno favorevole o di revoca di benefici; in detto divieto non è compreso l’ordine di demolizione della costruzione abusiva, impartito dal giudice ai sensi dell’art. 31, co. 9 d.P.R. 380/2001, trattandosi non di pena accessoria, ma di sanzione amministrativa di tipo ablatorio, consequenziale alla sentenza di condanna e la cui irrogazione costituisce atto dovuto.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Contrattazione integrativa nella Pubblica Amministrazione: il quadro aggiornato al 2025 secondo l’ARAN

01 Ott 2025
1 Ottobre 2025

Il Dottor Riccardo Renzi ha redatto una nota sul tema

Italia_Ius_Contrattazione integrativa nella Pubblica Amministrazione

Serre bioclimatiche

01 Ott 2025
1 Ottobre 2025

Il TAR Veneto ricorda la normativa applicabile per le serre bioclimatiche disciplinate all’art. 5 della l. R.V. n. 14/2009.

Tali strutture sono state normate dalla d.G.R.V. n. 1781/2011, che le definisce come “gli spazi ottenuti mediante la chiusura con vetrata trasparente di logge o terrazze”; trattandosi di previsioni derogatorie, le stesse sono da qualificarsi di stretta interpretazione: di conseguenza non rientra nel concetto la chiusura di un pergolato (tra l'altro non con vetrate trasparenti).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Rapporto tra autorizzazione paesaggistica e titolo edilizio

01 Ott 2025
1 Ottobre 2025

Il TAR Veneto evidenzia la differenza tra il contenuto dell’autorizzazione paesaggistica e quello del titolo edilizio a cui afferisce, ma anche l’interconnessione tra i due provvedimenti: e infatti, l’annullamento del titolo comporta l’improcedibilità – per carenza di interesse – dei motivi di diritto relativi all’autorizzazione paesaggistica (considerato che quest’ultima, da sola, non consentirebbe al privato di ottenere il bene della vita anelato).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Le compensazioni richieste dai Comuni per autorizzare gli impianti FER (Fonte di Energia Rinnovabile) non possono essere di carattere patrimoniale, ma solo ambientale e territoriale

30 Set 2025
30 Settembre 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato la nullità di un accordo procedimentale ex art. 11 l. 241/1990 tra un Comune e una società operante nel settore della produzione elettrica, che contempla la corresponsione di un canone annuo in favore del Comune per la realizzazione di un impianto idroelettrico, non potendosi applicare a detto accordo, ratione temporis, la norma di cui all’art. 1, co. 953 l. 145/2018, che ha introdotto una sanatoria generalizzata per le pattuizioni di carattere patrimoniale intervenute tra gli operatori del settore dell’energia elettrica e gli Enti locali sulla base di accordi bilaterali sottoscritti prima del 03.10.2010.

Nel caso di specie, la società si era impegnata a contribuire alla soddisfazione del fabbisogno energetico del Comune non mediante il trasferimento diretto di energia prodotta dalla centralina, bensì in via indiretta, mediante una dazione di denaro per tutto il periodo di durata della concessione.

Le compensazioni richieste dagli Enti locali per il rilascio dell’autorizzazione unica per l’installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (impianti FER) non possano avere carattere meramente patrimoniale o di corrispettivo monetario, potendo essere richieste soltanto misure di carattere ambientale e territoriale, ossia volte al recupero dei valori ambientali eventualmente compromessi per via della realizzazione degli impianti per la produzione di energie rinnovabili, donde la nullità delle convenzioni che prevedono corrispettivi economici.

Post di Alberto Antico – avvocato

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