Piena conoscenza del provvedimento amministrativo
Il T.A.R. ricorda da quando può dirsi integrata la “piena conoscenza” del provvedimento amministrativo con precipuo riferimento al titolo edilizio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda da quando può dirsi integrata la “piena conoscenza” del provvedimento amministrativo con precipuo riferimento al titolo edilizio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il Consiglio di Stato ha offerto una pregevole ricostruzione dell’istituto dell’accesso agli atti documentale ex artt. 22 ss. l. 241/1990 e dell’accesso civico, semplice e generalizzato, ex d.lgs. 33/2013.
Le diversità sono tali che, se il privato avanza una prima istanza di accesso agli atti documentale e poi una seconda istanza di accesso civico generalizzato, quest’ultima modifica in senso oggettivo la domanda di accesso e deve essere valutata dalla P.A., anche laddove il privato non abbia impugnato il diniego avverso la prima istanza.
Post di Daniele Iselle
Il Consiglio di Stato ha affermato che la disciplina dell’accesso civico generalizzato, fermi i divieti temporanei o assoluti di cui all’art. 53 d.lgs. 50/2016, è applicabile anche agli atti delle procedure di gara, ed anche nella fase di esecuzione, ma deve essere verificata la compatibilità di tale forma di accesso con le eccezioni enucleate dall’art. 5-bis, co. 1 e 2 d.lgs. 33/2013, a tutela degli interessi-limite, pubblici e privati, previsti da tale disposizione, nel bilanciamento tra il valore della trasparenza e quello della riservatezza (cfr. sent. Ad. Plen., n. 10/2020).
Post di Daniele Iselle
Il TAR Veneto ha affermato che la trasformazione del balcone o del terrazzo di un’abitazione in veranda, creando un vano abitabile preordinato, sul piano funzionale, a soddisfare esigenze stabili, costituisce un intervento urbanisticamente rilevante, che aumenta la superficie e la volumetria dell’immobile.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto, a partire dall’art. 92, co. 2 d.P.R. 207/2010 (cd. regolamento al vecchio codice degli appalti), ha spiegato la differenza tra i requisiti di qualificazione, la quota di partecipazione e la quota di esecuzione in un RTI.
All’esito, il TAR ha affermato che la norma citata si riferisce ai soli raggruppamenti orizzontali e fissa i soli requisiti di qualificazione.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana – sulla base dei regolamenti locali, ma anche nazionali di polizia mortuaria – ha affermato che è “severamente” vietato al concessionario di una sepoltura gentilizia utilizzare la stessa per la tumulazione di soggetti estranei alla famiglia come intesa dal regolamento cimiteriale, tranne casi eccezionalmente autorizzati dall’Ente concedente secondo quanto previsto dal regolamento.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha affermato che nel nostro ordinamento non è consentito agire in ottemperanza per dare esecuzione a una sentenza ex art. 117 c.p.a. che accerta il silenzio-inadempimento della P.A.
Il rito speciale in tema di silenzio già contiene, infatti, la possibilità di richiedere al G.A. di nominare, nella stessa sentenza o a seguito di successiva istanza dell’interessato, un commissario ad acta che dia compiuta attuazione, in sostituzione della P.A. inadempiente, al decisum contenuto in sentenza (art. 117, co. 3 c.p.a.).
Post di Alberto Antico – avvocato
Il Consiglio di Stato afferma che se l’opera edilizia da fiscalizzare integra un volume e non una mera superficie, risulta corretto applicare il metodo di trasformazione previsto dalla tabella allegata all l. n. 47/1985, che prevede la commutazione del volume in superficie con divisione del valore per cinque e moltiplicazione dell’importo per tre. Nel caso di specie la sanzione è stata applicata con riferimento ad un immobile che violava l’altezza assentita dal titolo e le distanze dal confine.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
La Corte di cassazione penale ha offerto una pregevole ricostruzione dei poteri (invero, ampi) del Giudice dell’esecuzione penale in materia di repressione degli abusi edilizi per i quali si sia aperto un procedimento penale.
Post di Daniele Iselle
Il TAR Palermo, a partire dall’art. 84 c.p.a., ha affermato che la rinuncia al ricorso comporta l’estinzione del giudizio, senza che sia ammessa la revoca da parte del rinunciante dell’atto di rinuncia stesso.
Post di Alberto Antico – avvocato
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