Author Archive for: SanVittore

Natura giuridica di RFI s.p.a., ai fini della normativa sui beni culturali

15 Giu 2026
15 Giugno 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che Rete ferroviaria italiana (RFI) s.p.a. deve essere qualificata come impresa pubblica operante secondo logiche di mercato, con assunzione del rischio di impresa e perseguimento di obiettivi di efficienza economica, e non come organismo di diritto pubblico, con conseguente esclusione dalla categoria dei soggetti di cui all’art. 10 d.lgs. 42/2004.

L’attribuzione o l’esercizio di poteri espropriativi per la realizzazione di opere pubbliche non comporta, di per sé, la qualificazione del soggetto esercente come P.A., né ne determina l’assimilazione ai soggetti pubblici rilevanti ai sensi dell’art. 10 cit.

La presunzione legale di interesse culturale di cui all’art. 10, co. 1 d.lgs. 42/2004 opera esclusivamente in relazione a beni appartenenti originariamente ai soggetti espressamente indicati dalla norma e non si estende ai beni già appartenenti a privati per il solo fatto del successivo trasferimento nella sfera pubblica.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’annullamento d’ufficio (di una sanatoria edilizia)

15 Giu 2026
15 Giugno 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che il regime temporale di diciotto mesi per l’adozione del provvedimento di annullamento d’ufficio, introdotto dalla l. 124/2015, di modifica dell’art. 21-novies l. 241/1990, decorre senz’altro dal giorno di entrata in vigore della novella legislativa, anche in riferimento ad atti adottati in precedenza, allorquando alla data di adozione del provvedimento di autotutela era vigente la novella stessa (si ricorda che oggi il termine è di sei mesi).

La non veritiera prospettazione da parte del privato delle circostanze in fatto e in diritto poste a fondamento dell’atto illegittimo a lui favorevole non consente di configurare in capo a lui una posizione di affidamento legittimo, così che l’interesse pubblico al ripristino della legalità violata deve ritenersi sussistente in re ipsa e comunque prevalente rispetto al contrapposto interesse privatistico al mantenimento dell’atto illegittimo. Il superamento del limite temporale per l’esercizio del potere di autotutela, è pertanto ammissibile, ai sensi dell’art. 21‑novies, co. 2‑bis l. 241/1990, nei casi in cui, a prescindere da qualsivoglia accertamento penale di natura processuale, il soggetto privato abbia rappresentato uno stato preesistente – anche mediante il solo silenzio su circostanze rilevanti – diverso da quello reale.

Specie nei procedimenti in materia edilizia, anche le condotte omissive rientrano nella fattispecie di cui al comma 2-bis cit., onde garantire la conformità dello stesso ai parametri di cui agli artt. 3 e 97 Cost. La disciplina della decorrenza del termine per l’annullamento posta dal citato comma ha infatti riguardo alla fattispecie in cui il contrasto tra la fattispecie rappresentata e la fattispecie reale sia rimproverabile all’interessato.

In materia di tutela dell’affidamento incolpevole nella stabilità del provvedimento, un ruolo decisivo è svolto dalla disciplina della buona fede in senso correttivo-integrativo, conseguente ad un’interpretazione del comma 2-bis cit. coerente con l’art. 1, co. 2-bis l. 241/1990, che ha cristallizzato il principio di buona fede, che non è unilaterale, ma ha un fondamentale attributo di reciprocità.

È legittimo l’annullamento d’ufficio di una concessione in sanatoria, avvenuto oltre il termine generalmente previsto, ove la stessa sia stata rilasciata sull’erroneo presupposto della presentazione dell’istanza da parte dell’interessato, ove il medesimo, consapevole di tale errore, non l’abbia fatto presente alla P.A., non ricorrendo alcuna ipotesi di tutela dell’affidamento incolpevole (nel caso di specie, il Comune aveva erroneamente inserito un’istanza di sanatoria nel fascicolo di un altro immobile, ed era poi stata decisa facendo riferimento all’immobile sbagliato).

Post di Alberto Antico – avvocato

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I contratti attivi della P.A.

13 Giu 2026
13 Giugno 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che i contratti attivi della P.A., pur sottratti all’applicazione diretta del codice dei contratti pubblici ai sensi dell’art. 13, co. 2 d.lgs. 36/2023, devono rispettare i principi di concorrenza, imparzialità, non discriminazione, pubblicità, trasparenza, e proporzionalità, ove offrano opportunità di guadagno economico, in forza dell’art. 13, co. 5 d.lgs. cit., nonché degli artt. 3 r.d. 2440/1923 e 37 r.d. 827/1924, che impongono anche per i contratti da cui derivi un’entrata per la P.A. il ricorso a procedure selettive, salvo ipotesi eccezionali e tassative.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. CdS n. 3316-2026

Partecipazione in forma mista del consorzio stabile a una procedura di gara

13 Giu 2026
13 Giugno 2026

Il TAR Catania ha affermato che, in caso di partecipazione in forma mista del consorzio stabile a una procedura di gara, la consorziata designata per una sola parte dei lavori è comunque tenuta a possedere i requisiti di qualificazione richiesti dalla lex specialis in proprio o mediante avvalimento ex art. 104 d.lgs. 36/2023, come modificato dal d.lgs. 209/2024, ricadendo tale fattispecie nella previsione di cui all’art. 67, co. 1, lett. c d.lgs. 36/2023.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il danno da illegittimità dell’affidamento diretto e il giudizio di ottemperanza

13 Giu 2026
13 Giugno 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in sede di ottemperanza, il danno da mancata aggiudicazione, conseguente a un affidamento diretto illegittimo, deve essere calcolato nell’osservanza dei criteri fissati in sede di cognizione (nel caso di specie, i criteri ex art. 34, co. 4 c.p.a.) e pertanto avendo riguardo per un verso all’intero corrispettivo corrisposto dalla P.A. nell’ambito del rapporto negoziale invalido, non essendo consentita la detrazione di singole voci di costo ove non adeguatamente dimostrate nei loro presupposti fattuali e contabili, per altro verso all’entità della perdita di chance.

Il danno da perdita di chance, derivante dalla mancata indizione di una gara pubblica, deve essere determinato applicando all’utile conseguibile una riduzione proporzionale alla probabilità di aggiudicazione, la quale va desunta da elementi oggettivi, quali le caratteristiche del mercato e l’andamento di procedure analoghe.

La persistente inottemperanza della P.A. agli obblighi derivanti dal giudicato legittima la nomina di un commissario ad acta, dotato di poteri istruttori e sostitutivi funzionali a dare integrale esecuzione alla decisione, anche mediante acquisizione diretta degli elementi necessari alla determinazione del rapporto obbligatorio definito dal giudicato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il giudizio di anomalia dell’offerta

13 Giu 2026
13 Giugno 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato la legittimità, ai sensi dell’art. 108, co. 9 d.lgs. 36/2023, della valutazione di anomalia dell’offerta disposta con la richiesta di chiarimenti, in relazione ai costi della manodopera connessi alle migliorie proposte (nella specie, garanzia di un servizio di reperibilità 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 dei tecnici di impresa, maestranze e mezzi d’opera): atteso il carattere meramente eventuale delle stesse, detto costo non può essere ricompreso nella stima dei costi della manodopera effettuata ex ante dalla P.A.

Nell’ambito del giudizio di anomalia dell’offerta, la valutazione della stazione appaltante deve estendersi anche a elementi non espressamente richiesti dalla documentazione di gara, qualora essi risultino rilevanti ai fini della sostenibilità o no dell’offerta. In questo quadro, il giudizio si configura come un’analisi di coerenza interna, orientata al conseguimento del risultato, a tutela dell’interesse pubblico di affidare la commessa all’operatore economico che propone la migliore offerta.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Procedure di affidamento gestite tramite piattaforme telematiche e principio di autoresponsabilità dell’operatore economico

13 Giu 2026
13 Giugno 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che nelle procedure di affidamento gestite tramite piattaforme telematiche, le registrazioni cronologiche e sequenziali dei file di log di sistema costituiscono una prova informatica autentica e assumono un valore probatorio pienamente equiparabile a quello di un atto pubblico informatico ai sensi dell’art. 20 d.lgs. 82/2005. Qualora dai suddetti log emerga che il mancato recepimento dell’offerta o la visualizzazione di messaggi bloccanti siano dipesi esclusivamente da errori materiali o incongruenze nella configurazione dei campi (nella specie, identificativi dei compilatori del raggruppamento) commessi dall’operatore economico-lato utente, deve escludersi la sussistenza di un’anomalia sistemica o di un malfunzionamento della piattaforma.

In tali procedure, l’attivazione da parte del concorrente di funzionalità operative che comportano, secondo le regole tecniche descritte nei manuali d’uso pubblici del sistema informatico, l’annullamento automatico della documentazione e delle offerte già compilate (nella specie, la riconferma della forma di partecipazione multipla in limine temporis), costituisce una scelta procedurale errata, le cui conseguenze dannose ricadono interamente sull’operatore, in applicazione del principio di autoresponsabilità. In assenza del presupposto del comprovato malfunzionamento, non trovano quindi applicazione né l’istituto della rimessione in termini, né il soccorso istruttorio ex art. 101 d.lgs. 36/2023, atteso che quest’ultimo non può tradursi in una sanatoria postuma della mancata presentazione dell’offerta entro il termine perentorio di gara.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il metodo acquisitivo nel processo amministrativo

12 Giu 2026
12 Giugno 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che nel processo amministrativo, il principio di parità delle parti, di cui all’art. 2 c.p.a., regola anche l’acquisizione e la valutazione delle prove: il metodo acquisitivo, che tempera il principio dispositivo, serve a colmare la disparità esistente sul piano sostanziale tra P.A. e privato. La prima, titolare di poteri unilaterali e autoritativi, dispone degli atti dei procedimenti; il secondo, titolare di una posizione soggettiva che può essere negativamente incisa senza il suo consenso, ha il diritto di conoscere gli atti dei procedimenti. Da ciò consegue che il metodo acquisitivo nell’acquisizione delle prove non può essere utilizzato, pena la violazione del principio della parità delle parti, per supplire a oneri probatori non assolti dalla P.A. a svantaggio della parte privata, la quale appunto non ha a disposizione gli atti dei procedimenti.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. CdS n. 2753-2026

Anche la parte vittoriosa può attivare il giudizio di ottemperanza (per chiarimenti)

12 Giu 2026
12 Giugno 2026

Il TAR Friuli Venezia Giulia ha affermato che, in applicazione dei principi costituzionali di effettività della tutela giurisdizionale e del diritto di azione di cui agli artt. 24, 103 e 113 Cost., la richiesta di chiarimenti di cui all’art. 112, co. 5 c.p.a. è esperibile da tutte le parti processuali che abbiano interesse all’esatta esecuzione del giudicato, non solo al commissario ad acta o alla parte soccombente, dunque anche dalla parte vittoriosa nel giudizio di cognizione o di ottemperanza, non sussistendo alcuna limitazione soggettiva espressa nel codice del processo amministrativo.

Il potere del commissario ad acta, quale ausiliario del giudice, trova fondamento nella sentenza che lo ha nominato e cessa con il deposito della relazione dell’attività e la richiesta di liquidazione del compenso: ne consegue che ulteriori successivi quesiti possono essere rivolti dalle parti solo al giudice stesso.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Nuovi documenti in grado d’appello, nel processo amministrativo

12 Giu 2026
12 Giugno 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che nel giudizio amministrativo d’appello, la produzione di nuovi documenti, ai sensi dell’art. 104, co. 2 c.p.a., è ammessa soltanto quando il collegio li ritenga indispensabili ai fini della decisione, ovvero quando la parte dimostri di non aver potuto produrli in primo grado per causa ad essa non imputabile. Anche la valutazione di indispensabilità deve essere compiuta tenendo conto della correlazione tra onere della prova e disponibilità della prova stessa. Ne consegue che il potere del giudice d’appello di acquisire d’ufficio nuove prove non è esercitabile quando la lacuna istruttoria sia interamente imputabile alla P.A., che aveva la piena disponibilità della documentazione, poiché il potere istruttorio può essere utilizzato per acquisire prove nuove, ma non per sanare decadenze probatorie già maturate nel giudizio di primo grado.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. CdS n. 3112-2026

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