Il TAR Catania ha affermato che la concessione del passo carrabile, poiché determina una compressione dell’uso pubblico della sede stradale (veicolare o pedonale) ove essa insiste, è subordinata alla verifica di precise e tassative condizioni di carattere oggettivo.
Pertanto, ha carattere inderogabile la distanza minima tra passi carrabili su strade extraurbane ex art. 45, co. 3 d.P.R. 495/1992, cd. Regolamento al Codice della strada.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto dichiara che, stando a quanto previsto sia dall’art. 80 comma 5 D. Lgs. 50/2016 sia dall’art. 57, paragrafo 6 della direttiva 2014/24, la stazione appaltante ha amplia discrezionalità nel valutare possibili cause di espulsione dalla gara.
Tuttavia, è altrettanto fondamentale che al concorrente sia data la possibilità di dimostrare la sua affidabilità e serietà, dando conto, quindi, delle misure di self cleaning adottate con la possibilità di rimediare al motivo che, in astratto, causerebbe l’esclusione dalla procedura ad evidenza pubblica.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
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IL TAR del Veneto respinge il ricorso poiché, stando alla normativa regionale, si può procedere ad un eventuale condono edilizio di una nuova costruzione solo nel caso di volumi, privi di autonomia, pertinenziali a fabbricati residenziali. Il Collegio precisa altresì che per ”ampliamento” s’intende una costruzione preesistente priva di autonoma funzionalità, dato che si devono considerare come tali le strutture esterne ed autonome, ancorché funzionalmente connesse con l’impianto nel suo insieme. Sul punto l’art. 3 della l. r. Veneto 5 novembre 2004, n. 21 è chiara laddove disponendo che; “le tipologie di opere di cui all'allegato 1 della legge sul condono sono suscettibili di sanatoria edilizia a condizione che: a) gli ampliamenti di costruzioni a destinazione industriale, artigianale e agricolo-produttiva non superino il 20 per cento della superficie coperta, fino ad un massimo di 450 metri quadrati di superficie lorda di pavimento; b) gli ampliamenti a destinazione diversa da quella di cui alla lettera a) non superino il 30 per cento della volumetria della costruzione originaria, fino ad un massimo di 450 metri cubi; c) le nuove costruzioni siano pertinenze di fabbricati residenziali prive di funzionalità autonoma, fino ad un massimo di 300 metri cubi”.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
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Nel caso di specie, il Comune disponeva la ratifica e la convalida del sequestro amministrativo di un locale, a causa dell’apertura al pubblico di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande con intrattenimento e svago di Tipologia C, senza la prescritta SCIA, in violazione dell’art. 64 d.lgs. 59/2010.
Il TAR Palermo ha affermato che spetta al G.O. conoscere dell’impugnazione di un simile provvedimento, in quanto inerente al procedimento diretto alla irrogazione di una sanzione amministrativa.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Palermo ha affermato che, in caso di dubbio da parte della P.A. sul giudizio di affidabilità del soggetto, l’interesse pubblico alla sicurezza dei cittadini deve considerarsi prevalente rispetto al contrapposto interesse ludico-sportivo di cui è titolare colui che richiede la licenza di porto d’armi.
Ad esempio, è rilevante e sufficiente a emanare il provvedimento sfavorevole un’imputazione per minacce, anche se terminata con sentenza di non doversi procedere per remissione di querela.
Post di Alberto Antico – avvocato
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L’orientamento prevalente affermava che l’inefficacia del contratto concluso dal falsus procurator non si potesse rilevare d’ufficio, in quanto eccezione in senso stretto, che solamente il “falso rappresentato” poteva sollevare.
Tuttavia, la Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione con ordinanza interlocutoria 27 giugno 2014, n. 14688, ha rimesso gli atti alle Sezioni Unite, rilevando l’assenza di una giustificazione “logico giuridica” del supra citato orientamento.
Le Sezione Unite, pertanto, hanno in effetti cambiato l’orientamento precedente, considerando l’inefficacia del contratto concluso dal falsus procurator non eccezione in senso stretto, e che quindi, non ricade nelle preclusioni previste dagli artt. 167 e 345 c.p.c. , risultando, così, rilevabile d’ufficio.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
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Il TAR Veneto sottolinea che il termine previsto dalla legge statale sul III condono (31.03.2004) era previsto a pena di decadenza, pertanto una domanda presentata successivamente doveva necessariamente sottostare alla legge regionale (l. R.V. n. 21/2004). Non può valere, a contrario, il (solo) pagamento dell’oblazione in data antecedente al 31 marzo, quale presunta domanda implicita di condono.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Sardegna ha affermato che, se la prestazione in gara si presenta “coerente” con diversi contratti collettivi, è lasciata all’impresa concorrente la possibilità di individuare, tra questi, il contratto collettivo cui fare concretamente riferimento per la fissazione delle retribuzioni e la conseguente formulazione dell’offerta economica.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Palermo ha accolto un ricorso avverso il silenzio-inadempimento serbato dall’Amministrazione a fronte dell’istanza di VIA ai fini del rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale ex art. 27-bis del Codice dell’ambiente.
Tale norma indica quali siano le diverse fasi del procedimento, per il completamento di ciascuna delle quali è previsto un termine perentorio.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che, nel caso di provvedimento plurimotivato, è necessario contestare ogni singola submotivazione, altrimenti il ricorso è inammissibile.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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