Sull’azione di accertamento
Il T.A.R. fa il punto sull’esperibilità della cd. azione generale di accertamento nel processo amministrativo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. fa il punto sull’esperibilità della cd. azione generale di accertamento nel processo amministrativo.
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Il T.A.R. Milano ricorda i presupposti giuridico-fattuali che devono sussistere per poter ottenere risarcimento derivante dal ritardo illegittimo della Pubblica Amministrazione.
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Il T.A.R. ricorda che spetta al G.O. risolvere le controversie attinenti il pagamento dei canoni COSAP.
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Il T.A.R. si sofferma sulle condizioni dell’azione giudiziale che devono sussistere per promuovere, validamente, un ricorso amministrativo.
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Il T.A.R. ricorsa che i costi della manodopera non sono emendabili né in corso di gara né in sede di verifica dell’anomalia.
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Il T.A.R. Bolzano ha dichiarato inammissibile il ricorso notificato all’indirizzo PEC della P.A. estratto da Registro INI PEC, anziché a quello estrapolato dal REGINDE, ovvero dal pubblico registro tenuto dal Ministero della Giustizia.
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Il T.A.R. ricorda il rapporto giuridico intercorrente tra l’ordine demolitorio e l’istanza di sanatoria presentata.
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Il T.A.R. ricorda che l’attribuzione dei punteggi tecnici da parte del seggio di gara è un’operazione caratterizzata da forte discrezionalità amministrativa.
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Il T.A.R. si sofferma sugli elementi indiziari che permettono di attribuire ad una strada la natura pubblica o la sussistenza di un uso pubblico su una strada di proprietà privata.
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Il T.A.R. fissa alcuni principi in tema di prove concorsuali, statuendo quando un’aula può dirsi aperta al pubblico, affermando che, di regola, le tempistiche “celeri” delle correzioni non sono indici di illegittimità dell’operato della commissione, soffermandosi sulle modalità operative della prova (scritta od orale) e chiarendo quando può essere richiesto il risarcimento del cd. interesse legittimo pretensivo.
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