Illegittimità di una clausola del bando di gara per irragionevolezza e parzialità dell’azione amministrativa

24 Apr 2025
24 Aprile 2025

Nel caso di specie, nel contesto di un appalto pubblico per il servizio di noleggio di monopattini elettrici, il Comune-Stazione appaltante scriveva nel bando di gara che avrebbe assegnato fino a 5 punti in più all’operatore che avesse offerto minuti gratuiti di utilizzo dei monopattini al Comune stesso, senza porre un massimale o un meccanismo di verifica della sostenibilità dell’offerta.

Il TAR Palermo ha dichiarato questa illegittima perché adottata con eccesso di potere per irragionevolezza e in violazione dell’imparzialità amministrativa.

Senza la previsione di un massimale da offrire, o di altri determinati correttivi, il mancato introito commerciale derivante dalla messa a disposizione dei minuti di noleggio gratuito in favore dei dipendenti del Comune (necessari per vincere la competizione) verrebbe posto dall’impresa a carico della restante utenza che finirebbe per compensarlo – vertendo in regime di attività autorizzata e non di concessione – con un maggiore costo del servizio (e una minore attrattività dello stesso, con inefficacia dell’azione di incentivo della mobilità sostenibile).

Post di Alberto Antico – avvocato

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La conferenza di servizi simultanea

23 Apr 2025
23 Aprile 2025

Il TAR Sardegna ha affermato che il modulo procedimentale della conferenza di servizi ex art. 14-ter l. 241/1990 prevede il criterio decisionale qualitativo delle posizioni prevalenti, in luogo del precedente criterio quantitativo-maggioritario (nonché dell’originario criterio dell’unanimità). In particolare, la P.A. procedente adotta la determinazione motivata di conclusione della conferenza, con effetti decisori, sulla base delle posizioni prevalenti espresse dalle PP.AA. partecipanti alla conferenza tramite i rispettivi rappresentanti.

Il modulo procedimentale in questione, in altri termini, prevede che l’esercizio delle funzioni pubbliche sia svolto dalle competenti figure in un contesto che si conclude con l’adozione di un provvedimento avente la veste di atto adottato, in via ordinaria, da un organo della P.A. procedente, tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in sede di conferenza di servizi: regola, quest’ultima, dal contenuto flessibile che, rispetto alla rigidità del metodo maggioritario, consente di valutare in concreto, in ragione della natura degli interessi coinvolti, l’importanza dell’apporto della singola autorità e la tipologia del suo eventuale dissenso.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Motivazione per relationem e conferenza di servizi

23 Apr 2025
23 Aprile 2025

Il TAR Sardegna ha affermato che la motivazione per relationem è pacificamente ammessa dall’art. 3, co. 3 l. 241/1990, nelle ipotesi in cui il provvedimento sia preceduto e giustificato da atti istruttori in esso espressamente richiamati.
Nell’ambito del procedimento che si svolge in seno alla conferenza di servizi, tale modalità motivazionale è insita nelle caratteristiche di svolgimento della conferenza medesima, che si sostanzia nell’acquisizione delle posizioni espresse da parte dai vari Enti convocati che differiscono dall’Organo deputato all’adozione del provvedimento finale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Se la P.A. sbaglia a citare la norma sanzionatoria…

23 Apr 2025
23 Aprile 2025

Nel caso di specie, il Comune accertava una ristrutturazione edilizia eseguita in assenza di PdC, ma nell’ordinanza di demolizione citava per errore l’art. 34 T.U. edilizia, in luogo del precedente art. 33.

Il privato così si convinceva di poter applicare la prima delle norme citate.

Il TAR Veneto ha dissentito.

Nessun legittimo affidamento circa la possibilità di applicare l’art. 34 d.P.R. 380/2001 poteva essersi formato in capo al privato, a fronte dell’evidenza dell’errore materiale, avendo la P.A., nelle premesse dell’ordinanza di demolizione, chiarito che non vi era alcun titolo edilizio legittimante in tutto o in parte le opere e che si trattava di abusi consistenti in nuova costruzione e abusiva ristrutturazione.

Né tale affidamento poteva ritenersi corroborato in concreto da comportamenti del Comune favorevoli all’applicazione della sanzione pecuniaria, considerato che, al contrario, l’Ente locale, già prima dell’ordinanza di demolizione, aveva più volte opposto il proprio diniego alle richieste avanzate in tal senso dal privato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Atto di pianificazione e partecipazione

23 Apr 2025
23 Aprile 2025

Ai sensi dell’art.13, c. 1 della l. n. 241/1990 le garanzie partecipative non si applicano agli atti di pianificazione. Mutatis mutandis, lo stesso dicasi per l’atto di convalida/ratifica del precedente atto amministrativo generale, il cui vizio di incompetenza è stato emendato. Nel caso di specie, il Consiglio comunale aveva convalidato il diniego alla proroga del termine quinquennale di efficacia delle previsioni urbanistiche relative alle aree di espansione soggette a strumenti attuativi non approvati, di cui all’art. 18, comma 7 bis, della l.r. n. 11/2004 deliberato dalla Giunta.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Ricorso avverso la ZTL

23 Apr 2025
23 Aprile 2025

Nel caso di specie, il privato gestore di un parcheggio a pagamento impugnava la delibera di Consiglio comunale avente ad oggetto la “conferma e tariffazione degli accessi” della ZTL imposta in una data area cittadina. Il privato lamentava che la ZTL, onerosa per tutte le categorie di veicoli a motore, determinerebbe un calo di accessi dei veicoli privati e dunque un minor utilizzo dei parcheggi, con conseguente riduzione degli introiti.

Il TAR Veneto ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza d’interesse.

La delibera consiliare non era immediatamente lesiva, in quanto demandava ad un provvedimento della Giunta – mai emanato nei successivi cinque anni – l’approvazione delle tariffe di accesso alla ZTL, nonché le deroghe, le riduzioni e le esenzioni dal pagamento per determinate categorie di veicoli, anche in relazione allo status degli utilizzatori.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (M.A.S.E.)

23 Apr 2025
23 Aprile 2025

Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, del servizio di pulizia e spazzamento stradale, della fornitura dei relativi veicoli e dei contenitori e sacchetti per la raccolta dei rifiuti urbani (CAM gestione rifiuti). (GU Serie Generale n.92 del 19-04-2025)

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/04/19/25A02338/sg

Post di Daniele Iselle

Gli incarichi legali delle amministrazioni: tutte le puntate di una eterna contorta serie

22 Apr 2025
22 Aprile 2025

Più che una questione di inquadramento giuridico sembra ormai una “telenovela”.

Gli incarichi legali conferiti dalle amministrazioni sono appalti? E, se no, che altro sono? A quali regole sono sottoposti?

Adesso è intervenuto il Consiglio di Stato con l'opinabile sentenza n. 2776 del 2025.

Una serie che si arricchisce di sempre nuovi episodi, e che evidentemente non vuole finire.

L'avvocato Stefano Bigolaro, che sentitamente ringraziamo, ci invia la nota che volentieri ripubblichiamo nella versione aggiornata.

Gli incarichi legali delle amministrazioni - Italiaius - 22.4.2025

La P.A. è sempre tenuta a rispondere al privato

22 Apr 2025
22 Aprile 2025

Il TAR Sardegna ha affermato che è ormai superato l’orientamento giurisprudenziale per il quale le istanze manifestamente infondate o inammissibili non farebbero mai sorgere il dovere della P.A. di provvedere, alla luce dell’attuale contenuto dell’art. 2, co. 1 l. 241/1990, che impone, a fronte di esse, comunque l’adozione di un provvedimento espresso, seppur in forma semplificata.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Opere abusive soggette ad attivitĂ  edilizia libera, CIL o CILA

22 Apr 2025
22 Aprile 2025

Il TAR Catania ha offerto utili princìpi in merito.

L’art. 31, co. 2 d.P.R. 380/2001 sottende e presuppone la valutazione di una pluralità di circostanze di fatto e di diritto che la P.A. deve appurare prima di adottare l’ordine di demolizione, tra cui: i) la natura, la consistenza e la tipologia dell’opera così da ricondurla nell’alveo di quelle necessitanti di un titolo edilizio e non già nell’edilizia libera o “comunicata”; ii) l’assenza di evidenti indizi di una sua realizzazione in un’epoca in cui non era necessario munirsi di tale titolo autorizzatorio.

L’onere motivazionale in ordine alla contestazione dell’abusività delle opere deve considerarsi inversamente proporzionale alla manifesta evidenza dei predetti presupposti: di regola, è sufficiente la mera descrizione dell’intervento edilizio qualora già chiaramente sussumibile nell’ambito di operatività degli artt. 31 e 33 d.P.R. cit., dato che la doverosità e vincolatività dell’ordine di demolizione è collegata all’accertamento della realizzazione di un immobile abusivo e giammai assistito da alcun titolo.

A fronte di interventi edilizi astrattamente riconducibili agli artt. 6 e 6-bis d.P.R. cit. (attività edilizia libera, CIL, CILA), l’onere di motivazione dell’ordinanza di demolizione deve ritenersi esteso anche ai profili di fatto e di diritto in grado (anche alla luce della discrezionalità ermeneutica che la P.A. conserva nell’ambito dell’attività di vigilanza ex art. 27 d.P.R. cit.) di escluderne la riconducibilità a tale categoria e la sicura ascrivibilità ad una diversa, giacché l’illegittimo avvio dell’attività edilizia soggetta a mera comunicazione implica esclusivamente l’applicazione una sanzione pecuniaria “secca”.

La presentazione della CIL o della CILA da parte del privato attenua la regola giurisprudenziale che esclude la rilevanza partecipativa del privato ai fini dell’adozione di un’ordinanza di demolizione, onerando la P.A. di una specifica motivazione in ordine all’abusività delle opere contestate. Infatti, la CIL o CILA permette alla P.A. di conoscere l’intervento edilizio allo scopo di attivare la vigilanza per escluderne la riconducibilità alle diverse categorie escluse a priori o necessitanti un diverso titolo edilizio: tali comunicazioni costituiscono uno strumento di dialogo volto ad inverare i principi di collaborazione e buona fede tra cittadino e P.A.

Post di Alberto Antico – avvocato

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