Vincolo idraulico e istanza di (terzo) condono

03 Giu 2026
3 Giugno 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che il divieto di edificazione entro la fascia di rispetto dei corsi d’acqua, previsto dall’art. 96, co. 1, lett. f r.d. 523/1904, ha carattere assoluto e inderogabile e integra un vincolo di inedificabilità che, ai sensi dell’art. 33 l. 47/1985, (richiamato dall’art. 32 d.l. 269/2003, come convertito nella l. 326/2003), preclude il rilascio della sanatoria edilizia. È pertanto legittimo il diniego di condono per opere edilizie abusive realizzate entro la fascia di dieci metri dall’argine di un corso d’acqua, anche se insistenti su area privata e derivanti dalla trasformazione di un manufatto preesistente.

Il vincolo di cui all’art. 96 cit. si applica non solo alle nuove edificazioni, ma anche agli interventi che incidono su sagoma, volumetria o destinazione d’uso del manufatto, richiedendo il preventivo nulla-osta idraulico, cosicché è legittimo il diniego di condono opposto a interventi di trasformazione di un fabbricato rurale in unità abitative realizzate senza titolo in area ricadente nella fascia di rispetto fluviale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Usi temporanei di edifici e aree (art. 23-quater T.U. edilizia)

03 Giu 2026
3 Giugno 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che la disciplina degli usi temporanei di cui all’art. 23-quater d.P.R. 380/2001, la quale permette di adibire edifici e aree a usi diversi da quelli previsti dal vigente strumento urbanistico, in quanto derogatoria alle previsioni di quest’ultimo, ha carattere eccezionale e deve essere interpretata in senso restrittivo, tale per cui la possibilità per la P.A. di consentire usi temporanei in deroga alle destinazioni d’uso delle aree interessate deve essere rigorosamente limitata al ricorrere di tutte le condizioni e le finalità previste dalle norme che ne dettano la disciplina, ossia lo stato legittimo del bene (da riferire sia agli edifici sia alle aree, dovendosi intendere la locuzione “immobili legittimamente esistenti ed aree” quale endiadi) e il perseguimento di un interesse pubblico.

In materia di edilizia e urbanistica, la ponderazione dell’interesse pubblico a fondamento dell’uso temporaneo attinge il merito della scelta amministrativa pianificatoria ed è sindacabile dal G.A. solo sotto i profili estrinseci della abnormità, della manifesta illogicità, irrazionalità o irragionevolezza della scelta.

Nel caso di specie, la Giunta comunale aveva approvato l’uso temporaneo di un’area come parcheggio non pertinenziale, senza però verificare la legittimità dei piazzali asfaltati ivi insistenti.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Modelli di amministrazione condivisa con gli enti del terzo settore

30 Mag 2026
30 Maggio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, nell’ambito dei modelli organizzativi di amministrazione condivisa, privi di natura sinallagmatica, con gli enti del terzo settore, gli importi erogati dalla P.A. hanno natura compensativa e non corrispettiva, ai sensi degli artt. 6 e 56, co. 2 d.lgs. 117/2017 e sono riconducibili alla categoria dei contributi ex art. 12 l. 241/1990, sicché possono essere rimborsate solo le spese effettivamente sostenute, rendicontate e documentate, tra cui rientrano anche i costi del lavoro, atteso che i lavoratori degli enti del terzo settore hanno diritto, ai sensi dell’art. 16 d.lgs. 117/2017, a un trattamento economico e normativo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Organismo di parità e altre misure a favore della parità stessa

30 Mag 2026
30 Maggio 2026

Con il d.lgs. 7 maggio 2026, n. 91 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 118 del 23.05.2026), in vigore dal 07.06.2026, è stata data attuazione alla dir. (UE) 2024/1499 sulle norme riguardanti gli organismi per la parità in materia di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza o dall’origine etnica, tra le persone in materia di occupazione e impiego indipendentemente dalla religione o dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall’età o dall’orientamento sessuale e tra le donne e gli uomini in materia di sicurezza sociale e per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura, e che modifica le direttive 2000/43/CE e 2004/113/CE, nonché è stata data attuazione alla dir. (UE) 2024/1500, sulle norme riguardanti gli organismi per la parità nel settore della parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego, e che modifica le direttive 2006/54/CE e 2010/41/UE.

Il d.lgs. 91/2026 è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-05-23&atto.codiceRedazionale=26G00106&elenco30giorni=false.

Si segnala l’art. 2 d.lgs. cit., secondo cui dal 01.01.2027 sarà istituito l’Organismo di parità, che subentrerà alla consigliera o al consigliere nazionale di parità.

Post di Alberto Antico – avvocato

Nuove misure in materia di prezzi petroliferi

30 Mag 2026
30 Maggio 2026

Con il d.l. 22 maggio 2026, n. 89 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 117 del 22.05.2026), in vigore dal 23.05.2026, sono state approvate disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi e di sostegno alle attività economiche per il protrarsi della crisi dei mercati internazionali.
Il d.l. 89/2026 è consultabile al link:
https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-05-22&atto.codiceRedazionale=26G00110&elenco30giorni=true.

Post di Alberto Antico – avvocato

Convertito in legge il decreto in materia di fisco ed economia

30 Mag 2026
30 Maggio 2026

Con la l. 22 maggio 2026, n. 88 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 117 del 22.05.2026), in vigore dal 23.05.2026, è stato convertito in legge, con modificazioni, il d.l. 27 marzo 2026, n. 38, recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica.

La l. 88/2026 è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-05-22&atto.codiceRedazionale=26G00109&elenco30giorni=true.

Il d.l. 38/2026, come convertito dalla l. 88/2026, è disponibile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-05-22&atto.codiceRedazionale=26A02590&elenco30giorni=true.

Post di Alberto Antico – avvocato

Interesse a ricorrere avverso un atto di programmazione

30 Mag 2026
30 Maggio 2026

Il TAR Napoli ha affermato che sussiste l’interesse a ricorrere ogni volta che un atto amministrativo, a prescindere dal nome che gli viene attribuito, ha rilevanza esterna, in quanto arrecante una lesione immediata, un vulnus, al soggetto legittimato a proporre impugnazione. In particolare, si configura una lesione immediata sia in caso di atti idonei a determinare un arresto procedimentale, in quanto preclusivi dell’aspirazione dell’istante o comunque preclusivi di uno sviluppo differente da quello immaginato e meno favorevole, sia in caso di atti non provvisori sotto il profilo temporale, intendendosi per provvisori quelli che preannunciano il tenore della decisione amministrativa e che sono destinati ad essere sostituiti dal provvedimento definitivo, emesso dall’organo ordinamentale competente ad impegnare definitivamente la volontà della P.A.

Gli atti di programmazione e quelli denominati protocolli di intesa o accordi tra PP.AA. sono impugnabili quando presentano un contenuto direttamente lesivo degli interessi delle parti, accertabile in concreto mediante l’esame di documenti o fattispecie dai quali possa dedursi, anche per facta concludentia, la volontà della P.A. e la definitività della decisione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Ius superveniens e istanza di permesso di costruire

29 Mag 2026
29 Maggio 2026

Il TAR Veneto rileva che non necessariamente l’introduzione di un nuovo strumento urbanistico impedisce il rilascio di un titolo edilizio illegittimamente denegato (con conseguente improcedibilità del ricorso): e infatti, l’obbligo per l’Ente di riesaminare la pratica consente anche eventualmente di disporre discrezionalmente una deroga al fine di recuperare l’originaria previsione urbanistica abrogata in base a cui era stata presentata l’istanza da rivalutare.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Vicinitas e onere della prova

29 Mag 2026
29 Maggio 2026

Ai fini della valutazione dell’ammissibilità del ricorso, il TAR Veneto ha ribadito che il requisito della vicinitas deve essere integrato da (almeno) un principio di prova relativamente all’interesse concreto che sostiene il giudizio, quale può essere una perizia che affermi l’incidenza negativa dell’intervento edilizio sulla proprietà del ricorrente.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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La legittimazione a ricorrere (e questioni di toponomastica)

29 Mag 2026
29 Maggio 2026

Nel caso di specie, il privato chiedeva al Comune di intitolare lo slargo ove abita ai suoi genitori; il Comune invece lo ribattezzava “Piazza Andrea Camilleri”.

In primo grado, il TAR Palermo rilevava il difetto di legittimazione attiva in capo al privato.

In grado d’appello, il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha affermato che, nel processo amministrativo, la legittimazione attiva presuppone la titolarità di una posizione qualificata e differenziata rispetto alla generalità dei consociati, sicché essa non può essere esclusa per il solo fatto che il ricorrente non abbia partecipato al procedimento amministrativo o non sia destinatario formale dell’atto impugnato, dovendosi invece verificare l’esistenza di un concreto e specifico collegamento tra il soggetto e l’effetto lesivo prodotto dall’esercizio del potere amministrativo. 

Laddove il giudice di primo grado dichiari erroneamente l’inammissibilità del ricorso sulla base di un palese travisamento dei presupposti della posizione qualificata e differenziata del ricorrente, ricorre un’ipotesi di nullità della sentenza ai sensi dell’art. 105, co. 1 c.p.a.: tale nullità si configura anche quando la decisione di rito sia sorretta da una motivazione che si pone al di sotto del minimo costituzionale, imponendo così la rimessione della causa al giudice di primo grado.

Post di Alberto Antico – avvocato

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