Incostituzionale la legge molisana che prorogava la possibilità di modificare l’aspetto esteriore degli edifici senza pianificazione paesaggistica

31 Lug 2023
31 Luglio 2023

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una legge della Regione Molise che prolunga di un anno il termine entro il quale erano transitoriamente ammessi gli interventi modificativi dell’aspetto esteriore degli edifici, anche nei territori assoggettati a tutela paesaggistica, in attesa che sopraggiunga un accordo tra la Regione e il Ministero della Cultura, per violazione del principio della copianificazione paesaggistica (cfr. artt. 135, 143 e 145 d.lgs. 42/2004), che costituisce espressione della competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Incostituzionale la legge molisana che consentiva l’ampliamento di edifici non residenziali in centro storico senza pianificazione paesaggistica

31 Lug 2023
31 Luglio 2023

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una legge della Regione Molise che consentiva l’ampliamento (con il Piano Casa molisano) fino al 20% del volume esistente anche per gli edifici non residenziali situati nei centri storici (purché esistenti alla data del 31.12.2014) senza una contestuale ed esplicita clausola di salvaguardia delle norme dettate dal d.lgs. 42/2004 e nell’attuale assenza di una pianificazione paesaggistica condivisa con il Ministero della Cultura.

La Consulta ha ravvisato il rischio di sottoporre i beni dotati, anche potenzialmente, di rilevanza paesaggistica ad un abbassamento della tutela praticabile, anche e soprattutto in prospettiva futura.

Analogamente sono state dichiarate incostituzionali le norme regionali che prorogavano al 31.12.2024 la possibilitĂ  di presentare la SCIA o la DIA per tutti gli interventi edilizi in deroga con il Piano Casa molisano, pur se in contesti paesaggisticamente tutelati, in mancanza della copianificazione paesaggistica da svolgersi con uno specifico accordo Regione-Ministero.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Permesso di costruire e silenzio-assenso

31 Lug 2023
31 Luglio 2023

Il T.A.R. Veneto ricorda che il silenzio-assenso sulle domande di PdC si forma esclusivamente se le stesse sono complete di tutta la documentazione.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Silenzio-assenso sull’istanza di permesso di costruire (PdC)

31 Lug 2023
31 Luglio 2023

Il TAR Veneto ha affermato che, in materia di PdC, perché possa ritenersi formato il silenzio-assenso ex art. 20, co. 8 d.P.R. 380/2001, sono necessari i seguenti requisiti congiunti: a) che sia decorso inutilmente il tempo necessario alla conclusione del procedimento; b) che la domanda sia conforme al regime urbanistico ed edilizio applicabile; c) che essa sia corredata da corretti e completi elaborati grafici.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Segnalazione degli abusi edilizi alla Procura da parte del Comune e accesso agli atti

28 Lug 2023
28 Luglio 2023

Il TAR del Lazio, Sede di Roma, ha annullato il provvedimento di un Comune di differimento dell’accesso agli atti di un procedimento di repressione di abusi edilizi, richiesto dal proprietario, sulla base del fatto che era stata interessata la Procura della Repubblica con apposita informativa di reato.

Le informative dell’ufficio o gli atti ispettivi e perfino le denunce pervenute alla P.A. non possono essere sottratte al diritto di accesso, salvo il differimento, il quale (oltre ai casi in cui è normativamente disciplinato, come in materia di procedure di gara), dipende da una concreta valutazione caso per caso delle ragioni di tutela di terzi o dell’istruttoria che va, quindi, adeguatamente motivata.

Solo gli atti per i quali è stato disposto il sequestro e quelli coperti da segreto possono risultare sottratti al diritto di accesso. Soltanto gli atti di indagine compiuti dal P.M. e dalla polizia giudiziaria sono coperti dall’obbligo di segreto nei procedimenti penali, di talché gli atti posti in essere da una P.A. nell’ambito della sua attività istituzionale sono atti amministrativi, anche se riguardanti lo svolgimento di attività di vigilanza, controllo e di accertamento di illeciti, e rimangono tali pur dopo l’inoltro di una denunzia all’Autorità giudiziaria.

L’effetto impeditivo al rilascio dei documenti richiesti scaturente dal provvedimento giudiziario di sequestro ex artt. 253 ss. c.p.p. si verifica solo allorché la P.A., avendone fatto richiesta, non abbia ottenuto dall’Autorità giudiziaria procedente l’estrazione di copie consentita dall’art. 258 c.p.p.

Si ringrazia sentitamente l’avv. prof. Marco Grotto per la segnalazione.

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Anche il direttore lavori può rispondere degli abusi edilizi

28 Lug 2023
28 Luglio 2023

Il Consiglio di Stato ha affermato che il legislatore, ai sensi del combinato disposto degli artt. 29 e 33 d.P.R. 380/2001, ha configurato in capo al direttore dei lavori una posizione di garanzia per il rispetto della normativa urbanistica ed edilizia, prescrivendo, a suo carico, un onere di vigilanza costante sulla corretta esecuzione dei lavori, collegato al dovere di contestazione delle irregolarità riscontrate e, se del caso, di rinunzia all’incarico, addebitandogli le conseguenze sanzionatorie dell’omesso controllo.

Nella fattispecie concreta, il direttore lavori non aveva dedotto in giudizio e provato alcun elemento atto a escludere la sua responsabilitĂ , limitandosi ad addossarla genericamente al proprietario.

Post del Dott. Ing. Mauro Federici

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Verbale di accertamento degli abusi edilizi

28 Lug 2023
28 Luglio 2023

Il Consiglio di Stato ha ricordato che i rilievi svolti dagli agenti assumono una significativa valenza istruttoria, in quanto il relativo verbale di accertamento redatto in esito a sopralluoghi o ispezioni ha efficacia probatoria qualificata, cioè sino a querela di falso ex art. 2700 c.c., delle attività ivi riportate.

Post del Dott. Ing. Mauro Federici

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La notifica dell’ordinanza di demolizione

28 Lug 2023
28 Luglio 2023

Nel caso di specie, il privato provava a sostenere l’inesistenza e/o la nullità della notifica di un’ordinanza di demolizione, in quanto effettuata con indirizzo PEC non registrata nel ReGindE e nel Registro INI-PEC, nonché in quanto il messaggio PEC utilizzato per l’invio del provvedimento non era provvisto di alcuna relazione di notifica, di attestazione di conformità, né di firma digitale.

Il Consiglio di Stato ha respinto questa tesi.

L’omessa o irregolare notificazione dell’ordine di demolizione non incide sulla legittimità dell’atto, bensì sulla sua efficacia, tenuto conto che la mancata piena conoscenza della determinazione amministrativa, pur impedendo la decorrenza dei termini (sostanziali) di ottemperanza all’ordine demolitorio o (processuali) di impugnazione giurisdizionale, non determina l’illegittimità della determinazione provvedimentale assunta, non incidendo sulla completezza dei suoi elementi costitutivi.

Post del Dott. Ing. Mauro Federici

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Il divieto dei nova in appello

28 Lug 2023
28 Luglio 2023

Il Consiglio di Stato ha ricordato che nel processo amministrativo il perimetro del giudizio di appello è circoscritto dalle censure ritualmente sollevate in primo grado, sicché non possono trovare ingresso le deduzioni e le prove documentali nuove proposte dell’appellante per la prima volta in questa sede in violazione del divieto dei nova sancito dall’art. 104 c.p.a.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Linee guida operative di semplificazione per l’attuazione del PNRR nella Regione del Veneto

27 Lug 2023
27 Luglio 2023

https://www.regione.veneto.it/web/pnrr-in-veneto/linee-guida

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