La Corte di cassazione penale ha affermato che non integra il delitto di rivelazione di segreti di ufficio ex art. 326 c.p. la comunicazione di un atto a un privato titolare del diritto ad esserne informato, effettuata in violazione della sola disciplina sulle modalità di esercizio del diritto d’accesso, posto che queste ultime non incidono sulla segretezza dell’atto, ma unicamente sul procedimento mediante il quale un atto ostensibile viene materialmente a conoscenza del titolare del diritto all’accesso.
Il Consiglio di Stato ha affermato che, ai sensi dell’art. 36 d.lgs. 285/1992 (codice della strada), i piani urbani del traffico e i piani per la viabilità extraurbana costituiscono strumenti di pianificazione volti al miglioramento della circolazione, della sicurezza stradale e alla tutela ambientale. Tuttavia, essi non rivestono una necessaria efficacia prodromica, né assumono carattere vincolante rispetto alla realizzazione di nuovi parcheggi.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il Consiglio di Stato ha affermato che, ai sensi dell’art. 38 d.P.R 380/2001, la sanatoria è possibile anche senza l’applicazione di alcuna sanzione. Pertanto, il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria senza l’applicazione di sanzioni non può, per ciò solo, essere considerato un provvedimento incompatibile con la fattispecie di cui all’art. 38 cit. e, ove adottato, determina la conseguente consumazione del potere sostitutivo del commissario ad acta, il cui provvedimento successivo è adottato in carenza di potere.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Palermo ha affermato che il potere di requisizione di beni immobili da parte del Sindaco costituisce una misura eccezionale e residuale, esercitabile solo in via sussidiaria rispetto all’Autorità prefettizia e nel rispetto di presupposti rigorosi: l’esistenza di una grave necessità pubblica, connotata da imprevedibilità e urgenza, non imputabile alla P.A.; l’assoluta indispensabilità della misura e la sua idoneità a salvaguardare beni primari quali incolumità, salute o sicurezza pubblica; l’impossibilità di un tempestivo intervento del Prefetto per la rapidità richiesta dalla situazione; la temporaneità del provvedimento, con indicazione chiara e ragionevole del termine finale.
Non ricorrono le condizioni per disporre la requisizione di un bene immobile quando il provvedimento sia fondato sulla mera condizione di disagio abitativo di un singolo nucleo familiare, essendo possibile fronteggiare tali situazioni mediante gli strumenti ordinari, forniti nella specie dal sistema integrato dei servizi sociali. L’assenza dei requisiti fissati dalla giurisprudenza per l’esercizio del suddetto potere comporta l’illegittimità dell’ordinanza extra ordinem che dispone la misura, per radicale carenza dei presupposti normativi e violazione dei limiti esterni del potere sindacale.
Post di Alberto Antico – avvocato
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L’art. 10, co. 3 l.r. Veneto 16/2007, articolo rubricato Facilitazioni per interventi su immobili abitati da persone con disabilità, dispone che per gli edifici esistenti alla data di entrata in vigore della legge citata, ricompresi in Zona B, C o E di cui al d.m. 1444/1968, sono consentiti, anche in deroga agli indici di zona previsti dagli strumenti urbanistici vigenti, per una sola volta, interventi di ampliamento della volumetria nella misura massima di 150 mc, realizzati in aderenza agli edifici esistenti limitatamente ad un singolo intervento per nucleo familiare.
Il TAR Veneto ha affermato che tale norma consente di derogare solo agli indici di zona, ovvero a prescrizioni di tipo urbanistico, e non certo ai limiti derivanti da un divieto assoluto di edificazione diretto a preservare la sicurezza delle persone e dei beni, come sono quelli fissati dal PAI.
Analogamente l’istituto del permesso di costruire in deroga (art. 14 d.P.R. 380/2001) può superare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati di cui alle norme di attuazione degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi, nonché le destinazioni d’uso ammissibili, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza – non i vincoli del PAI.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha offerto una pregevole disamina delle differenze tra l’attestato di libera circolazione (ALC) di un’opera d’arte e il certificato a scarico (CAS).
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il T.A.R. Veneto ricorda che il potere della P.A. di annullare in autotutela un titolo edilizio ottenuto sulla base di dichiarazioni false non postula l’accertamento penale della falsità, ma solo la dimostrazione dell’induzione in errore del Comune per colpa del privato. In presenza di tali presupposti, quindi, non vi è margine né pe la convalida del provvedimento illegittimo (poi annullato) né per pretender il rispetto del termine dei 12 mesi (ora 6 mesi) per l’annullamento d’ufficio cd. classico, ovvero in assenza di una falsità accertata e/o scoperta dal Comune.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il Consiglio di Stato ha affermato l’inammissibilità per difetto di interesse ad agire del ricorso avente ad oggetto una delibera di Giunta regionale che abbia dettato indirizzi per l’istallazione di impianti di fonti rinnovabili, essendo l’interesse ad agire solo potenziale, ma non attuale e concreto, laddove detto atto di indirizzo non possa ritenersi automaticamente preclusivo al rilascio del provvedimento autorizzatorio unico ex art. 27-bis del codice dell’ambiente.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il Consiglio di Stato ha affermato che, ai fini del rispetto delle norme di cui agli artt. 9 e 10 l. 241/1990, la P.A. non è tenuta a una puntuale e analitica confutazione di ogni singola osservazione svolta dall’interessato, essendo sufficiente una motivazione sintetica da cui emerga che le stesse sono state prese in esame e motivatamente disattese.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che è illegittimo il provvedimento di diniego (nel caso di specie, di un titolo edilizio) la cui motivazione sia arricchita di ragioni giustificative diverse e ulteriori rispetto a quelle preventivamente sottoposte al contraddittorio procedimentale attraverso il preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990.
Post di Alberto Antico – avvocato
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