Il TAR Catanzaro ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso della mancata effettuazione della verifica, in capo all’aggiudicataria, dei requisiti di legge, in assenza di allegazioni in ordine a quali requisiti sarebbero in concreto carenti.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Umbria ha affermato che non sussistono gli estremi del risarcimento del danno da occupazione temporanea senza titolo, allorché la P.A. non si sia determinata in ordine alla restituzione del bene oppure alla sua acquisizione, ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001.
Il profilo risarcitorio per l’occupazione illegittima del bene è un aspetto strettamente connesso all’esercizio del potere di acquisizione ex art. 42-bis cit. sicché, sino a quando la P.A. non si determini ad esercitare o no questo potere, liquidando, nel primo caso, il risarcimento per l’occupazione illegittima del fondo, nessuna domanda in tal senso può essere proposta dal privato, in quanto sarebbe relativa ad un potere amministrativo non ancora esercitato.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il Consiglio di Stato ha affermato che, in una gara divisa in lotti, due imprese, autonomamente operanti nel mercato di riferimento, legate da un rapporto di partenariato (finalizzato alla partecipazione congiunta a future gare in ATI o all’affidamento in subappalto all’una di lavori aggiudicati all’altra), quando una delle due imprese sia rimasta estranea alla partecipazione ed aggiudicazione di uno dei due lotti in contestazione, non versano in una situazione di collegamento tale da poter essere considerate operatore economico unico ai fini dell’esclusione comminata dalla clausola del bando di gara all’operatore economico che, presente in qualsiasi modalità tra i concorrenti di un lotto, abbia presentato offerta anche per un altro lotto.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda l’insufficienza della mera vicinitas al fine di supportare l’interesse a ricorrere del privato: in particolare, deve essere dimostrata la lesione nel concreto, tenendo peraltro conto del margine di tollerabilità richiesto dai principii di solidarietà civile.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ribadisce che i presupposti per la revoca di un provvedimento amministrativo (nel caso di specie, la dichiarazione di interesse culturale) sono l’esistenza di un pubblico interesse, o il mutamento di una situazione di fatto: non assurgono a tali presupposti il degrado del bene causato – anche – dall’inerzia del privato, o l’esistenza di interessi secondari, recessivi rispetto a quello pubblico di tutela del bene, o la mancanza di significativi elementi artistici. Tale “revoca”, infatti, comporterebbe l’espressione di valutazioni di discrezionalità tecnica che in realtà spetterebbero solo all’Amministrazione.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto evidenzia che il parere della Commissione Medica preliminare alla sospensione della patente di guida ha contenuto sia tecnico-discrezionale (nella parte in cui riguarda fatti verificabili mediante accertamenti clinici di laboratorio) sia prognostico, relativo al rischio di recidiva e all’evoluzione futura della condizione psicofisica del privato (che deve essere parametrato su un criterio di “estrema cautela”, essendo a rischio la sicurezza stradale).
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ribadisce come non sia sufficiente a giustificare l’interesse a ricorrere avverso un permesso di costruire il mero rapporto di vicinanza tra il ricorrente e il controinteressato, dovendosi al contrario provare l’esistenza di una concreta lesione derivante dai vizi del provvedimento, sia essa effettiva o potenziale (ma con un alto grado di certezza).
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che la pretesa indennitaria conseguente all’occupazione senza titolo di beni demaniali è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale e non quinquennale.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il Consiglio di Stato ha affermato che in base al principio del risultato, la Stazione appaltante è tenuta a verificare, già in sede di gara, che i veicoli - offerti per l’esecuzione dell’appalto di trasporto di alunni con disabilità – siano idonei a rispettare i requisiti tecnici minimi fissati dal capitolato: l’affidamento della commessa e l’esecuzione del contratto devono essere funzionali al raggiungimento degli interessi pubblici che la commessa mira a soddisfare e il principio del risultato deve senz’altro essere inteso in tale ottica.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Nel caso di specie, una società agricola era autorizzata dalla Provincia, ai sensi dell’art. 12 d.lgs. 387/2003, alla costruzione e gestione di un impianto di produzione di energia elettrica e calore da biogas derivante da reflui zootecnici e biomasse agricole.
Successivamente, la Provincia disponeva, ai sensi dell’art. 21-quater l. 241/1990, la sospensione della predetta autorizzazione, avendo accertato l’inosservanza da parte della società di alcune prescrizioni vincolanti apposte al titolo autorizzatorio e altre criticità afferenti alla gestione dell’impianto. Nel provvedimento, la Provincia precisava che la sospensione sarebbe rimasta efficace “fino a quando non verrà ottemperato agli adempimenti previsti in attuazione dell’Autorizzazione Unica vigente, rispetto agli ordini e diffide sopraccitate impartite dalle Autorità Pubbliche”.
Il Consiglio di Stato ha affermato che in forza del principio iura novit curia, il G.A. ha il potere di qualificare il provvedimento impugnato indipendentemente dal nomen iuris che vi abbia imposto la P.A. Pertanto, un atto che la P.A. stessa ha qualificato come sospensione ai sensi dell’art. 21-quater cit. ben può essere riqualificato come atto di decadenza, qualora ne sussistano i requisiti, e cioè la falsità o non veridicità degli stati e delle condizioni dichiarate dall’istante, o nella violazione di prescrizioni amministrative ritenute essenziali per il perdurante godimento dei benefici, ovvero ancora nel venir meno dei requisiti di idoneità per la costituzione e la continuazione del rapporto.
Post di Alberto Antico – avvocato
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