Il TAR Piemonte di recente ha ribadito che gli atti in materia di diniego del rilascio della patente vanno contestati avanti al Giudice ordinario: si tratta infatti da un lato di un diritto soggettivo perfetto, dall’altro di un accertamento avente natura vincolata.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Nel caso di specie, un candidato ad un pubblico concorso impugnava la graduatoria senza notificare il ricorso ad alcun controinteressato.
Il TAR Catania ha ritenuto il ricorso inammissibile: infatti, sebbene non vi siano controinteressati nella fase antecedente all’adozione della graduatoria, dopo l’adozione lo diventano tutti i candidati dichiarati idonei.
Il TAR ha poi ricordato che dall’inammissibilità del ricorso principale deriva l’inammissibilità dei motivi aggiunti propri, non di quelli impropri.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Piemonte ha recentemente ribadito che la verifica dell’anomalia dell’offerta ha come scopo l’accertamento che l’offerta sia, nel suo complesso, attendibile ed affidabile: non deve invece consistere in una cd. “caccia all’errore”, volta a verificare la presenza di singole inesattezze dell’offerta medesima.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Secondo il TAR Veneto, nessuna a favore del privato.
La decorrenza dei dieci anni dal momento dell’approvazione del PUA o dalla sottoscrizione della relativa convenzione - ad oggi non c’è chiarezza -, determinerebbe, secondo il Collegio veneziano, il venire meno di ogni pregressa obbligazione.
Il T.A.R. Veneto giunge a ritenere irrilevante la circostanza che le oo.uu.pp. siano già state integralmente eseguite, anche se non collaudate: in caso di decorrenza dei dieci anni, infatti, il soggetto privato dovrà sempre corrispondere ex novo e per intero gli oo.uu., nonostante le opere pubbliche che proprio quegli oneri dovrebbero concorrere a realizzare sia già state interamente eseguite.
Si evidenzia, tuttavia, che altra parte della giurisprudenza è di contrario avviso, ritenendo imprescrittibili le cd. obbligazioni pecuniarie e/o di fare gravanti sul privato, ovvero ritenendo che le oo.uu. già eseguite e collaudate devono essere scomputate dal calcolo degli oneri richiesti dal Comune che, altrimenti, otterrebbe un ingiusto arricchimento.
Voi, cosa ne pensate?
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Piemonte ha recentemente evidenziato che la presenza di una clausola sociale nella disciplina di gara non può comportare l’esistenza di un vincolo assoluto per l’imprenditore al riassorbimento di tutte le unità di personale. Infatti, ciò sarebbe in contrasto con i principii nazionali e comunitari in materia di libertà di iniziativa economica nonché di concorrenza, e potrebbe costituire di per sé una violazione del principio di libertà di impresa, finendo per scoraggiare la partecipazione alle gare.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il TAR Catania ha spiegato che l’ammonimento ex art. 8 d.l. 11/2009 può essere irrogato dal Questore anche qualora non siano state acquisite prove tali da poter fondare in giudizio un’accusa di stalking (art. 612-bis c.p.), ma ne sussistano gli indizi.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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La Giunta Regionale del Veneto ha approvato la deliberazione n. 132/CR del 29.11.2019, recante "Regole e misure applicative ed organizzative per la determinazione, registrazione e circolazione dei crediti edilizi. Articolo 4, comma 2, lettera d) della legge regionale n. 14/2017 e articolo 4, comma 1 della legge regionale n. 14/2019. Richiesta di parere alla competente Commissione Consiliare. Articolo 4, comma 2 della legge regionale n. 14/2017".
L'allegato A contiene l'atto di indirizzo.
La deliberazione attualmente è sottoposta all'esame della seconda commissione consiliare per il parere.
Il T.A.R. Veneto si sofferma sulla natura giuridica del termine dei 18 mesi previsto dall’art. 21 nonies per annullare in autotutela un titolo edilizio (SCIA nella presente fattispecie), chiarendo che tale scansione temporale vincola non solo la P.A., ma anche il privato che si ritiene insoddisfatto (e leso) dal mancato annullamento d’ufficio.
La prima, infatti, non può più annullare d’ufficio un proprio atto al suo spirare; mentre il privato, se lascia decorrere infruttuosamente questo termine, non può più esperire un ricorso avverso il mancato annullamento d’ufficio o il suo diniego espresso. In caso di ricorso tempestivo, però, il termine rimane cristallizzato e sospeso, ovvero il potere del privato (rectius: l’interesse legittimo protensivo sotteso all’azione giudiziale) non si consuma se la sentenza giunge dopo lo spirare del termine suddetto.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Si terrà l’11 marzo 2020 la camera di consiglio in cui la Corte costituzionale affronterà la prima volta la questione di legittimità costituzionale sollevata dal TAR Veneto sulla legge veneta che consente di derogare alla distanza dai confini con il Piano Casa (cfr. ord. TAR Veneto n. 1166/2018 con riferimento all’art. 64 l.r. Veneto 30/2016, di interpretazione autentica della l.r. Veneto 14/2009).
È interessante il fatto che non sia stata fissata un’udienza pubblica: bisognerà vedere perciò se effettivamente la Corte affronterà il merito della questione, o esaminerà invece una questione processuale.
La Corte costituzionale può fissare una camera di consiglio al posto dell'udienza pubblica, ai sensi dell'art. 9 delle Norme Integrative del 2008, se:
1. nessuna parte si è costituita (come sembra sia nel caso in esame);
2. vi è il sospetto di manifesta infondatezza, manifesta inammissibilità, estinzione o restituzione degli atti al giudice rimettente.
Il TAR Palermo ha affermato che in caso di forestazione di boschi già esistenti per superfici non particolarmente estese può prescindersi dal nulla osta della Soprintendenza dei beni culturali e ambientali; l’autorizzazione è invece necessaria per la realizzazione di nuovi boschi (tutto ciò ai sensi dell’art. 149, co. 1, lett. c d.lgs. 42/2004 e del punto A20, All. 1 d.P.R. 31/2017).
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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