IndennitĂ  di esproprio, diritti edificatori, perequazione

20 Gen 2026
20 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in ipotesi di accordo riconducibile all’urbanistica compensativa, deve escludersi la possibilità di cumulo tra l’indennità di espropriazione, accettata dalla parte, e i diritti edificatori, dal momento che il loro riconoscimento finirebbe per tradursi in un’ingiustificata duplicazione dell’indennizzo, in contrasto con la logica compensativa: detti diritti possono essere riconosciuti soltanto in luogo dell’indennità di espropriazione.

ln caso di urbanistica perequativa, tra i proprietari di un determinato ambito territoriale vi è una distribuzione paritetica e proporzionale del vantaggio costituito dall’edificabilità, quanto dell’onere di contribuzione ai costi di riqualificazione, urbanizzazione e realizzazione di aree a servizi di pubblica utilità o verde, con la conseguenza che viene riconosciuto un valore edificatorio costante, indipendentemente dalla effettiva e specifica collocazione, all’interno di esso, dei fabbricati assentiti; collocazione che, stante appunto l’effetto distributivo-perequativo, risulta indifferente per i singoli proprietari, i cui terreni saranno comunque destinatari di una quota uguale di edificabilità.

Nell’ipotesi della compensazione urbanistica, anche definita perequazione compensativa, la P.A., a fronte della cessione gratuita dell’area oggetto di trasformazione pubblica, ovvero di imposizione su di essa di un vincolo assoluto di inedificabilità o preordinato all’esproprio, attribuisce al proprietario un indice di capacità edificatoria fruibile su un’altra area di proprietà pubblica o privata, non necessariamente contigua e suscettibile di successiva individuazione. La compensazione urbanistica – che può realizzarsi in diverse forme attuative – può fungere da strumento della pianificazione generale tradizionale (compensazione infrastrutturale), ovvero dipendere dall’esigenza di tenere indenne un proprietario al quale venga imposto un vincolo di facere o non facere per ragioni ambientali-paesaggistiche (compensazione ambientale).

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Il vincolo culturale non si estende in automatico alle parti interne dell’edificio

20 Gen 2026
20 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che il vincolo di bene culturale apposto su un edificio perché parte di un complesso architettonico omogeneo ed unitario non può essere automaticamente esteso anche alle parti interne del fabbricato, allorché la P.A. non indichi alcun elemento concreto atto a giustificare ragionevolmente la sussistenza di un interesse culturale riferibile agli interni.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Alle concessioni di bene demaniale non si applica il codice appalti

20 Gen 2026
20 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la concessione di un bene demaniale, diversamente dalla concessione di lavori o di servizi, è un contratto attivo di valorizzazione o concessione di beni pubblici in senso patrimoniale, pertanto resta regolata dal diritto nazionale e non dal codice dei contratti pubblici.

I contratti attivi della P.A. restano regolati dal diritto nazionale (artt. 823 ss. c.c., codice della navigazione, d.lgs. 42/2004, ecc.), oltre che dal diritto dell’UE (principi dei Trattati: concorrenza, trasparenza, parità di trattamento e diritto derivato, in particolare la direttiva 2006/123/CE, cd. direttiva Bolkestein).

In particolare, non possono applicarsi ad una concessione di un bene demaniale l’art. 43 della direttiva 2014/23/UE, né l’art. 175 d.lgs. 50/2016 rubricato Modifica dei contratti [di concessione] durante il periodo di efficacia.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Modifiche prospettiche

19 Gen 2026
19 Gennaio 2026

Il TAR Veneto aderisce a quell’orientamento per cui la modifica dei prospetti costituisce di per sé indice di non lieve incidenza dell’intervento sul territorio, contribuendo a qualificarlo come ristrutturazione edilizia.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Read more

Serbatoi di capacitĂ  inferiore a 13 mc

19 Gen 2026
19 Gennaio 2026

Il TAR Veneto evidenzia che – ai sensi dell’art. 17 d.lgs. n. 128/2006 – i serbatoi e i depositi di gas liquefatti di capacità complessiva a 13 mc sono da qualificarsi come attività edilizia libera, sia ai fini urbanistici sia edilizi.

Inoltre, se realizzati in area sottoposta a vincolo paesaggistico ma nel sottosuolo, sono esentati dalla necessitĂ  di ottenere la previa autorizzazione ai sensi della voce A15 del d.P.R. n. 31/2017 (e lo stesso vale i pozzetti a raso emergenti non oltre i 40 cm dal suolo).

Post di Alessandra Piola – avvocato

Read more

Impugnazione del silenzio-rigetto sull’istanza di PdC in sanatoria ex art. 36 T.U. edilizia

19 Gen 2026
19 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la scelta del legislatore di qualificare il silenzio come rigetto ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380/2001 trova la propria ratio nella necessità di tutela del corretto assetto del territorio dagli abusi edilizi, la cui repressione costituisce attività doverosa per la P.A., nella certezza e celerità dei tempi di definizione del procedimento di sanatoria, nel coordinamento con la previsione di cui all’art. 45 d.P.R. 380/2001 (in forza della quale la presentazione della relativa istanza determina la sospensione del procedimento penale sino alla sua definizione), nonché nell’esigenza di sollecita tutela del privato che ha la possibilità di impugnare il diniego tacito della sanatoria.

In caso di impugnazione del silenzio-rigetto sulla domanda di PdC in sanatoria ex art. 36 cit., attesa l’impossibilità logica di far valere difetti di motivazione o lacune nel procedimento, essendo tali vizi intrinsecamente estranei alla fattispecie del silenzio significativo, il privato potrà dolersi del solo contenuto sostanziale del rigetto, dimostrando i presupposti dell’accoglimento. Pertanto, è inevitabile che, in caso di impugnativa del provvedimento tacito di rigetto, il giudice si pronunci sulla sussistenza dei requisiti di sanabilità dell’opera, tra i quali non rientra mai l’affidamento riposto dal privato sulla sua legittimità.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Il Comune ha il potere di regolamentare l’incatenamento delle bici alle infrastrutture pubbliche?

19 Gen 2026
19 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato la legittimità del regolamento con cui il Comune vieta l’incatenamento delle biciclette a infrastrutture pubbliche non destinate allo scopo, prevedendo altresì sanzioni pecuniarie in caso di violazione del divieto in questione.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Sull’istanza di occupazione di suolo pubblico non può formarsi il silenzio-assenso

19 Gen 2026
19 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, a fronte della presentazione dell’istanza per il rilascio del titolo concessorio per l’occupazione di suolo pubblico, non rileva la ricorrenza dei presupposti normativi per il relativo rilascio, né l’eventuale illegittimità dell’inerzia serbata dalla P.A., che non possono far insorgere il titolo stesso, non assentibile per silentium.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Esclusione di offerte riconducibili a un unico centro decisionale

17 Gen 2026
17 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in virtù dei principi generali del procedimento amministrativo e della necessaria completezza ed adeguatezza dell’istruttoria, l’opinabilità dell’accertamento, che esige valutazioni di discrezionalità tecnica, rende tendenzialmente doverosa la previa contestazione della causa di esclusione non automatica di cui all’art. 95, co. 1, lett. d d.lgs. 36/2023, da parte della Stazione appaltante agli operatori coinvolti, salvo casi eclatanti e salva l’applicazione dell’art. 21-octies, co. 2 l. 241/1990, laddove l’apporto collaborativo degli interessati non avrebbe potuto condurre ad un diverso esito del procedimento.

Peraltro, nel caso in esame, la lex specialis prevedeva l’accertamento in contraddittorio della sussistenza delle circostanze di cui all’art. 95 d.lgs. 36/2023, pertanto, in presenza di tale auto-vincolo procedurale, l’esclusione disposta, senza la previa attivazione del contraddittorio, risultava illegittima per eccesso di potere.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Subappalto facoltativo e necessario

17 Gen 2026
17 Gennaio 2026

Il TAR Salerno ha affermato che nel subappalto classico o facoltativo, l’affidamento a terzi di una parte delle prestazioni oggetto dell’appalto è frutto di una libera scelta imprenditoriale, essendo il concorrente già in possesso di tutti i requisiti di partecipazione. Il subappalto si configura, invece, come necessario, allorché l’affidamento in subappalto (ad un soggetto in possesso delle pertinenti qualificazioni) dell’esecuzione delle lavorazioni riconducibili alle categorie scorporabili a qualificazione obbligatoria sia imposto dal difetto di qualifica del concorrente ad eseguire tali tipo di prestazioni.

Il subappalto necessario è connotato dalla necessaria combinazione delle regole di gara con le regole esecutive. La possibilità di partecipazione alla gara si fonda, infatti, sull’utilizzo di due fattispecie, quella dell’avvalimento e quella del subappalto, afferenti rispettivamente a fasi diverse della disciplina delle commesse pubbliche, ovvero della gara e dell’esecuzione del contratto, consentendo, perciò solo, l’utilizzo anticipato dell’istituto esecutivo del subappalto a fini qualificatori.

Nel caso in cui il concorrente intenda ricorrere al subappalto nelle categorie scorporabili a base di gara per sopperire a un difetto di qualificazione, nella dichiarazione di subappalto dovrà espressamente manifestare la volontà di avvalersi di subappalto necessario, cioè di subappaltare i lavori della categoria perché privo di corrispondente qualificazione.

La mancata dichiarazione di subappalto necessario non può essere sanata con il meccanismo del soccorso istruttorio.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

© Copyright - Italia ius | Diritto Amministrativo Italiano - mail: info@italiaius.it - Questo sito è gestito da Cosmo Giuridico Veneto s.a.s. di Marangon Ivonne, con sede in via Centro 80, fraz. Priabona 36030 Monte di Malo (VI) - P. IVA 03775960242 - PEC: cosmogiuridicoveneto@legalmail.it - la direzione scientifica è affidata all’avv. Dario Meneguzzo, con studio in Malo (VI), via Gorizia 18 - telefono: 0445 580558 - Provider: GoDaddy Operating Company, LLC