Il TAR Veneto sottolinea la necessità, per il privato, di attivarsi in modo tale da ridurre le conseguenze negative dell’attività amministrativa illegittima: e pertanto, egli avrà l’onere di attivarsi anche giudizialmente per porre fine all’inerzia della P.A., altrimenti non potrà efficacemente sostenere il proprio diritto al risarcimento del danno.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ha accertato l’illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dalla Soprintendenza e formatosi dopo 40 giorni dall’istanza di attestato di libera circolazione (ALC) di un’opera d’arte, ai sensi dell’art. 68 d.lgs. 42/2004.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il Consiglio si Stato ricorda che la diffida ex art. 35 del d.P.R. n. 380/2001 finalizzata alla demolizione d’ufficio delle opere abusive realizzate su un’area di proprietà dello Stato e/o di altri enti pubblici presuppone la realizzazione di un’opera abusiva su un’area di proprietà pubblica, ovvero appartenente al demanio, al patrimonio indisponibile o a quello disponibile; al contrario, la cd. autotutela esecutiva ex art. 823 c.c. esplica la sua efficacia esclusivamente sui beni demaniali o del patrimonio indisponibile.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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E' una mappa interattiva per trovare i luoghi vincolati d'Italia, utilizzabile anche mediante QGIS.
Il Ministero della Cultura ha messo a disposizione una piattaforma online, il Geoportale Nazionale per l’Archeologia (GNA), che dovrebbe svelare i segreti nascosti del nostro patrimonio archeologico.
Il GNA è composto da una mappa interattiva collegata ad un data base che raccoglie e mette a disposizione di tutti i dati provenienti dalle indagini archeologiche effettuate in tutta Italia.
L’obiettivo del GNA è ambizioso: creare una carta archeologica dinamica e costantemente aggiornata, uno strumento indispensabile per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Grazie alla sua struttura modulare, il portale permette di visualizzare e consultare una vasta gamma di informazioni georeferenziate, provenienti da diverse fonti e con differenti livelli di dettaglio.
Si segnala che con QGIS è possibile acquisire l’intero progetto e visualizzarlo. Particolarmente efficace ed utile è la mappa catastale di cui è possibile regolare la trasparenza.
Si rende noto che, ai sensi dell'art. 6, comma 2 delle norme tecniche di attuazione del Piano di gestione del rischio di alluvione del Distretto delle Alpi Orientali, con decreto del segretario generale n. 84 del 24 luglio 2024, e' stata aggiornata la pericolosita' idraulica nel Comune di Verona (VR). L'aggiornamento ha efficacia dalla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale. Il decreto segretariale e' consultabile sul sito www.distrettoalpiorientali.it - amministrazione trasparente.
Il TAR Veneto ricorda i principii in materia di accesso defensionale ex art. 24, co. 7 l. n. 241/1990: esso può essere esercitato indipendentemente dall’esistenza di poteri istruttori in capo al giudice civile, e non è necessario che il giudice dell’accesso valuti ex ante l’ammissibilità, l’influenza o la decisività del documento di cui si chiede la produzione.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che la legittimazione all’esercizio del diritto di accesso agli atti è riconosciuta a chiunque possa dimostrare che gli atti procedimentali oggetto dell’accesso abbiano spiegato o siano idonei a spiegare effetti diretti o indiretti nei suoi confronti, indipendentemente dalla lesione di una posizione giuridica.
La P.A. detentrice del documento e il G.A. adìto nel giudizio di accesso ex art. 116 c.p.a. non devono svolgere ex ante alcuna ultronea valutazione sull’ammissibilità, sull’influenza o sulla decisività del documento richiesto nell’eventuale giudizio instaurato, poiché un simile apprezzamento compete, se del caso, solo all’autorità giudiziaria investita della questione, salvo il caso di una evidente, assoluta, mancanza di collegamento tra il documento e le esigenze difensive e, quindi, in ipotesi di esercizio pretestuoso o temerario dell’accesso difensivo stesso per la radicale assenza dei presupposti legittimanti previsti dalla l. 241/1990.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Nel caso di specie, i privati ricevevano una comunicazione di avvio del procedimento da parte del Comune in relazione alla segnalazione di un presunto abuso edilizio per esecuzione di difformità dai precedenti titoli autorizzativi, asseritamente commesso dal vicino.
I privati depositavano una nota con osservazioni. Decorsi i novanta giorni previsti per la conclusione del suddetto procedimento, non ricevendo alcuna comunicazione in merito, i privati avanzavano un’istanza di accesso agli atti della pratica edilizia in commento.
Il TAR Veneto ha annullato il silenzio-diniego serbato dal Comune rispetto all’istanza di accesso agli atti.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Nel caso di specie, il privato impugnava il diniego emesso dal Comune sull’istanza di autotutela con cui il privato stesso chiedeva che fosse eliminata dal PdC rilasciato in suo favore (anch’esso impugnato parzialmente) la prescrizione relativa all’accesso carraio esclusivamente su via X.
Il TAR Veneto ha dichiarato il ricorso inammissibile, per non aver il privato impugnato un atto presupposto autonomamente lesivo e segnatamente la deliberazione del Consiglio Comunale di approvazione del P.I., o meglio, della prescrizione imposta dalla “scheda intervento” del P.I., che disponeva l’obbligo di accesso e recesso solo dalla via X.
Non è possibile il rilascio del PdC, nei termini voluti dal privato, in assenza dell’ottenimento della variante al P.I.
Post di Alberto Antico – avvocato
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