Incostituzionale la legge molisana che consentiva l’ampliamento di edifici non residenziali in centro storico senza pianificazione paesaggistica
La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una legge della Regione Molise che consentiva l’ampliamento (con il Piano Casa molisano) fino al 20% del volume esistente anche per gli edifici non residenziali situati nei centri storici (purché esistenti alla data del 31.12.2014) senza una contestuale ed esplicita clausola di salvaguardia delle norme dettate dal d.lgs. 42/2004 e nell’attuale assenza di una pianificazione paesaggistica condivisa con il Ministero della Cultura.
La Consulta ha ravvisato il rischio di sottoporre i beni dotati, anche potenzialmente, di rilevanza paesaggistica ad un abbassamento della tutela praticabile, anche e soprattutto in prospettiva futura.
Analogamente sono state dichiarate incostituzionali le norme regionali che prorogavano al 31.12.2024 la possibilità di presentare la SCIA o la DIA per tutti gli interventi edilizi in deroga con il Piano Casa molisano, pur se in contesti paesaggisticamente tutelati, in mancanza della copianificazione paesaggistica da svolgersi con uno specifico accordo Regione-Ministero.
Post di Alberto Antico – avvocato

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