Riesame dell’AIA
Il TAR Veneto ha spiegato i casi in cui l’Amministrazione può disporre il riesame dell’AIA, a partire dall’art. 29-octies del Codice dell’ambiente.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha spiegato i casi in cui l’Amministrazione può disporre il riesame dell’AIA, a partire dall’art. 29-octies del Codice dell’ambiente.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha analizzato il principio di precauzione nella materia ambientale, il quale consente di imporre misure di protezione dell’ambiente anche quando vi è solo un rischio, non una certezza, che una data attività possa essere pericolosa, purché siano rispettati i seguenti canoni: analisi del rischio (che deve essere concreto e non solo ipotetico); individuazione delle possibili soluzioni; determinazione di quella che sia idonea a prevenire il rischio, ma anche la meno gravosa per il privato.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Palermo ha affermato che la violazione del termine per provvedere ex art. 2 l. 241/1990 non determina di per sé l’illegittimità del provvedimento tardivo, ma facoltizza l’interessato che vi abbia interesse a obbligare la P.A. alla definizione del procedimento utilizzando gli strumenti previsti dall’ordinamento, in primis lo speciale ricorso avverso il silenzio-inadempimento, ovvero ad agire per ottenere il risarcimento del danno che il ritardo gli abbia arrecato.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Palermo ha offerto una pregevole ricostruzione dei requisiti necessari per ottenere, ai sensi dell’art. 2-bis, co. 1 l. 241/1990, il risarcimento del danno da ritardo o inerzia della P.A. nella conclusione del procedimento amministrativo.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Palermo ha affermato che l’adozione da parte della P.A. di un qualsivoglia provvedimento esplicito in risposta all’istanza dell’interessato, interrompe l’inerzia della P.A. e rende il ricorso avverso il silenzio-inadempimento ex artt. 31 e 117 c.p.a.: a) inammissibile, per carenza originaria di interesse ad agire, se il provvedimento intervenga prima della proposizione del ricorso medesimo; b) improcedibile, per carenza sopravvenuta di interesse ad agire, se il provvedimento intervenga nel corso del giudizio.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Palermo ha affermato che l’istituto del silenzio-assenso ex art. 20 l. 241/1990 non trova applicazione in materia di concessioni demaniali marittime, alla luce della discrezionalità – anche in ordine all’an della concessione – di cui gode la P.A. in materia.
Post di Alberto Antico – avvocato
Nel caso di specie, un Comune negava il permesso di costruire un fabbricato commerciale, sulla base delle norme del P.R.G. che in quell’area consentivano solo insediamenti per attività produttive.
Il privato impugnava il diniego, sostenendo che le attività commerciali sono una specie del genere attività produttive.
Il TAR Palermo ha affermato che le attività produttive e le attività commerciali costituiscono nozioni, sul versante urbanistico-insediativo, ontologicamente diverse, poiché le prime determinano un carico urbanistico di norma inferiore rispetto a quello proprio delle attività che si svolgono negli edifici adibiti a residenza, a terziario o ad attività commerciali, laddove la presenza umana è normalmente molto più significativa in termini numerici.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Sardegna ha affermato che, qualora l’Ufficio tutela del paesaggio (primo livello dell’istruttoria) rilasci un parere sfavorevole all’autorizzazione paesaggistica postuma e, a seguire, la Soprintendenza (secondo livello) non si esprima, il privato non può invocare l’istituto del silenzio-assenso tra Pubbliche Amministrazioni ex art. 17-bis l. 241/1990, perché il parere sfavorevole mantiene il proprio effetto di valutazione contraria.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il T.A.R. ricorda che l’istituto del soccorso istruttorio, ex art. 83, c. 9 del d.lgs. n. 50/2016, può essere utilizzato solo per colmare le lacune dell’offerta amministrativa e non di quella tecnica o economica.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Palermo ha affermato che, laddove il bando di concorso ponga quale requisito minimo di accesso la laurea triennale, la laurea specialistica o quella magistrale devono essere valutate come titolo aggiuntivo.
Post di Alberto Antico – avvocato
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