Il Governo ha elaborato uno schema di decreto legislativo in attuazione alla legge 26 novembre 2021, n. 206, recante “Delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata”.
Pubblichiamo la relazione illustrativa allo schema di decreto legislativo.
Il TAR Veneto ha ricordato che con la D.G.R.V. n. 1507 del 15.10.2019 è stato approvato il disciplinare tecnico allo scopo di uniformare gli strumenti di pianificazione urbanistica e i regolamenti edilizi ai valori riconosciuti dall’UNESCO.
L’art. 1, co. 2 l.r. Veneto 6 giugno 2019, n. 21 obbliga i Comuni interessati ad adeguare gli strumenti urbanistici alla suddetta delibera entro 18 mesi dalla sua pubblicazione sul B.U.R.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto afferma la legittimità della scelta regionale di prevedere un valore di efficienza dell’azoto pari ad 1 (quindi, 100% di efficienza di assorbimento da parte delle piante) per qualsiasi tipo di fertilizzante, a prescindere dalle sue effettive componenti, in quanto risponde alla finalità stabilita dalla cd. direttiva Nitrati e dal T.U. Ambiente di limitarne l’uso e, dunque, la dispersione nell’ambiente. Si tratta in ogni caso di una valutazione discrezionale, contestabile solo per palese illogicità e irragionevolezza.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Una sentenza del TAR Toscana, che dovrebbe essere la prima sul tema, evidenza l'importanza crescente della normativa in materia sismica.
L'articolo 38 del DPR 380 disciplina i provvedimenti conseguenti all'annullamento di un titolo edilizio e in alcuni casi consente di sostituire la demolizione delle opere diventate abusive a seguito dell'annullamento del titolo edilizio col pagamento di una sanzione pecuniaria (è un altro caso di fiscalizzazione, oltre a quello previsto dall'articolo 34).
La sanzione pecuniaria non può essere irrogata (e, quindi, l'opera va demolita), se l'opera viola la normativa sismica.
Post del Dott. Ing. Mauro Federici
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Il TAR Veneto ha accolto il ricorso con cui il privato impugnava l’annullamento in autotutela di un permesso di costruire e di un’autorizzazione paesaggistico-ambientale, per non avere il Comune adeguatamente motivato in ordine alla presunta erroneità della progettazione e alla sussistenza dell’interesse pubblico all’autotutela.
Post di Alberto Antico – avvocato
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La Direzione Pianificazione Territoriale | UO Urbanistica PO Osservatorio della Pianificazione Territoriale informa che nel BUR n. 93 del 3 agosto 2022 è stata pubblicata la legge regionale n. 19 del 29 luglio 2022 - Adeguamento ordinamentale 2022 - che al Capo III introduce alcune modifiche alle norme in materia di governo del territorio.
In particolare:
L’articolo 5abroga l’articolo 10 dellalegge regionale n. 14/2009(c.d. “piano casa”) riguardante la ristrutturazione edilizia. Tale norma è di fatto superata dalle innovazioni introdotte a livello statale, in senso ampliativo del concetto di ristrutturazione edilizia e relative anche al mantenimento delle distanze legittimamente preesistenti alla demolizione e ricostruzione di edifici (consentendo altresì che gli incentivi volumetrici eventualmente riconosciuti per l’intervento possano essere realizzati anche con ampliamenti fuori sagoma e con il superamento dell’altezza massima dell’edificio demolito).
L’articolo 6 abroga l’articolo 11 della legge regionale n. 32/2013 (c.d. “piano casa ter”) trattandosi di norma di novellazione dell’articolo 10 della legge regionale n. 14/2009 di cui è disposta l’abrogazione nell’articolo precedente.
L’articolo 7 interviene sull’articolo 45 octies della legge regionale n. 11/2004 apportando alcune modifiche alla disciplina relativa alla composizione e al funzionamento Commissione Regionale del Paesaggio per adeguarla ai mutamenti nel frattempo intervenuti.
Le suddette modifiche, così come tutta la legge, entrano in vigore il 4 agosto 2022.
Il Consiglio di Stato ha affermato che, seppure sia possibile (se previsto dallo strumento urbanistico) rivedere la classificazione dei manufatti esistenti in centro storico operata da un Comune a seguito di una relazione del tecnico progettista che spieghi le ragioni per cui si ritiene errata la scelta comunale, la P.A. mantiene comunque la propria discrezionalità nella decisione finale, contestabile solo per manifesta illogicità o irragionevolezza, trattandosi di scelta pianificatoria.
Post di Daniele Iselle
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Il TAR Veneto sottolinea che nelle aree oggetto di tutela paesaggistica, il cambio d’uso (in base all’art. 3, comma 3, della l.r. n. 21 del 2004) è condonabile solo se comporta il passaggio da una destinazione non residenziale ad una residenziale, in modo tale da evitare di condonare interventi di natura speculativa, che trasformano un’abitazione in un’attività economica.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Nel caso di specie, il privato otteneva una concessione edilizia per la demolizione di un’abitazione con annesso rustico e la ricostruzione in area adiacente.
Il privato iniziava dalla costruzione del secondo edificio, dopodiché, prima che fossero terminati i lavori, chiedeva un condono per il mantenimento di quello che avrebbe dovuto demolire. Il Comune denegava il condono.
Il TAR Veneto ha respinto il ricorso del privato, facendogli notare la situazione di incertezza che egli stesso aveva creato: i suoi due edifici non erano entrambi illegittimi, perché vi era ancora tempo per terminare i lavori con la demolizione; ma nemmeno entrambi legittimi, perché il nuovo edificio avrebbe dovuto sostituire la preesistenza.
Muovendo da questo assunto, se l’edificio originario non poteva dirsi (pienamente) illegittimo, non era nemmeno suscettibile di condono.
Spetterà al Comune procedere per l’integrale ottemperanza della concessione edilizia che prevedeva la demo-ricostruzione.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che affinché sia configurabile il silenzio-assenso in un’ipotesi di condono edilizio, è necessario che l’istanza sia completa e che abbia i requisiti per essere accolta.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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