La nozione di centro abitato previsto dal Codice della Strada è differente da quella urbanistica
Il T.A.R. conferma che la nozione di centro abitato prevista dal Codice della Strada non riveste efficacia ai fini urbanistici.
Il T.A.R. conferma che la nozione di centro abitato prevista dal Codice della Strada non riveste efficacia ai fini urbanistici.
Il Consiglio di Stato precisa che l’esaurimento della capacità edificatoria è opponibile anche al terzo acquirente, pur in assenza di trascrizione del vincolo nei registri immobiliari o di una indicazione nel CDU.
Il Consiglio di Stato ha respinto un appello proposto dal Comune avverso una sentenza del TAR che aveva accolto un ricorso in materia di vincoli puntuali apposti dal PRG su edifici esterni al centro storico. Le tesi del Comune, respinte dal collegio, erano le seguenti: a) la sussistenza di competenze statali e regionali in materia […]
Il TAR Toscana ha deciso una controversia riguardante la questione se la destinazione a sport e tempo libero crei un “vincolo espropriativo” oppure un “vincolo conformativo”. Secondo il Comune la destinazione a sport e tempo libero non crea un “vincolo espropriativo”, bensì un “vincolo conformativo”, perché ben avrebbe potuto la parte ricorrente presentare un piano di lottizzazione convenzionato per dare attuazione alla destinazione […]
Il T.A.R. conferma che l’attività di maneggio non è un’attività agricola, neanche se il foraggio per i cavalli viene coltivato in sito.
Segnaliamo una sentenza del TAR Toscana, che esamina la rilevanza dei vincoli di inedificabilità ai fini del rilascio del condono edilizio. In particolare la sentenza si occupa di un vincolo, per il momento solo urbanistico, di inedificabilità ai fini della futura localizzazione di opere pubbliche e non lo ritiene ostativo del condono.
Il T.A.R. si occupa delle motivazioni che devono supportare le varianti ai piani urbanistici. Dopo aver affermato che le varianti specifiche richiedono una motivazione più rigorosa rispetto a quelle generali, stabilisce che, in ogni caso, l’Amministrazione deve dare atto delle ragioni di pubblico interesse sopravvenute.
Secondo il T.A.R. Brescia no. Il Collegio, infatti, si occupa dell’impugnativa proposta avverso uno strumento urbanistico che, prima delle decisione giurisdizionale, è stato sostituito da un nuovo piano urbanistico chiarendo che l’interesse al ricorso non viene meno ex se perché può comunque permanere un interesse ai fini risarcitorii.
Pubblichiamo gli appunti dell’avv. Dario Meneguzzo, relativi al suo intervento al seminario sulle modifiche al DPR 380/2001 apportate dal decreto legge 133/2014.come modificato dalla legge di conversione n. 164 del 2014. Il seminario si è tenuto a Zelarino il 19 dicembre 2014 ed è stato organizzato dall’Ordine degli Architetti di Venezia. Gli appunti riguardano: 1) […]
Il TAR statuisce che il Comune può in ogni tempo aumentare gli oneri entro i limiti di legge, ma non può prevedere che l’aumento si applichi anche ai titoli edilizi già rilasciati. La questione non va confusa con quella della percentuale minima degli oneri che il Comune avrebbe dovuto applicare in forza del DPR 380/2001 […]
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