Il TAR Veneto ha affermato che la proposizione – da parte del privato – di un’alternativa ad un primo intervento bocciato dall’Amministrazione e oggetto di ricorso, non fa automaticamente venir meno l’impugnazione di tale diniego, specie se viene dichiarato di non voler comunque rinunciare all’intervento originario.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ha ritenuto ammissibile il ricorso presentato dal vicino, che lamentava la lesione del proprio diritto di veduta sul paesaggio circostante (totale o comunque in massima parte) e la riduzione di luce e aria.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Con la l. 13 novembre 2025, n. 177 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 275 del 26.11.2025), che entrerà in vigore l’11.12.2025, è stata approvata la legge quadro in materia di interporti.
Il Consiglio di Stato, Sezione consultiva per gli atti normativi, ha reso il parere sullo schema di decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti recante l’individuazione dei criteri per calcolare l’indennizzo dovuto da parte del concessionario subentrante al concessionario uscente a seguito della procedura di affidamento delle concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative e sportive nonché per la rideterminazione degli importi unitari dei canoni.
Il Consiglio di Stato ha affermato che, sebbene il consorzio di cooperative sia un soggetto giuridico autonomo distinto dai consorziati e munito di personalità giuridica, unico contraente e portatore di un interesse proprio, anche se finalisticamente collegato allo scopo mutualistico delle consorziate che operano quali interna corporis e agiscono in virtù di un rapporto di immedesimazione organica, le consorziate possono partecipare distintamente e autonomamente alle procedure ad evidenza pubblica. Da ciò consegue inequivocabilmente che le consorziate possono spendere i requisiti delle attività svolte quali esecutrici designate. Ciò è confermato dalla progressiva equiparazione operata dalla giurisprudenza amministrativa, sotto tale profilo, dei consorzi di cooperative ai consorzi stabili.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha qualificato come direttamente impugnabili gli atti di programmazione triennale delle opere pubbliche, nonché le varianti urbanistiche che prevedono l’opera medesima.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto rileva che la possibilità di rinvio dell’udienza – in particolare se si tratti della cd. udienza smaltimento – è ammessa solo se vi siano gravi ragioni che incidono sul diritto (costituzionale) di difesa, ovvero su questioni pregiudiziali attribuite a Giudici che non siano quello Amministrativo. E infatti, non vi è né una norma né un principio giuridico che attribuiscano al ricorrente il diritto di rinvio della decisione una volta che il Giudice ne sia stato investito, riguardando il processo amministrativo degli interessi pubblici.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Con il d.lgs. 26 novembre 2025, n. 178 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 275 del 26.11.2025), che entrerà in vigore l’11.12.2025, sono state approvate le disposizioni integrative e correttive al d.lgs. 190/2024, recante disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il TAR Veneto precisa che una convenzione che accede a un titolo edilizio, che ne determini di fatto i contenuti, è da qualificarsi come accordo integrativo del provvedimento ai sensi dell’art. 11 della l. n. 241/1990. Pertanto eventuali suoi vizi o comunque un suo contenuto ritenuto illegittimo si riflette sul titolo medesimo e può essere impugnato davanti al Giudice Amministrativo anche per vizi di irragionevolezza e sproporzionalità manifeste.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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